
PORTO SANT'ELPIDIO - Un grande telo cucito a mano, composto da decine di pezzi di stoffa uniti da ago e filo, è diventato il simbolo di un messaggio chiaro: dire no alla guerra e sì alla pace. Si è svolto ieri pomeriggio, alla Quadrata di via Trieste sul lungomare di Porto Sant'Elpidio, il primo Forum Donne per la Pace, iniziativa che ha riunito associazioni, cittadine e cittadini in un momento di riflessione e partecipazione civile.
Lo slogan scelto, "Ricuciamo la pace", si è tradotto in un gesto concreto. Ogni partecipante ha portato un rettangolo di stoffa decorato con disegni, frasi e messaggi di pace. Durante il flashmob i singoli pezzi sono stati cuciti insieme fino a formare un grande arazzo collettivo, testimonianza visibile dell'impegno contro ogni conflitto.
L'iniziativa nasce dalla convinzione che la guerra non rappresenti un destino inevitabile, ma una scelta politica che può e deve essere contrastata attraverso la cultura della cura, del dialogo e della responsabilità. Al centro del Forum anche la preoccupazione per l'escalation dei conflitti internazionali, il crescente numero di vittime civili e il timore che il mondo possa avvicinarsi a scenari sempre più drammatici, fino al rischio di un conflitto nucleare.
Tre i temi che hanno guidato la manifestazione: la tutela dei corpi e dei territori dalla guerra e dalla violenza, la richiesta di fermare la produzione e il commercio di armi e la necessità di una scuola capace di educare alla pace e alla non violenza.
Il Forum guarda anche alla storia. L'iniziativa raccoglie infatti l'eredità delle donne dell'Unione Donne in Italia che, nel secondo dopoguerra, promossero una vasta mobilitazione contro la bomba atomica raccogliendo milioni di firme e realizzando i primi drappi arcobaleno cuciti a mano. Un filo ideale che oggi si allunga fino alle donne che vivono nei territori segnati dai conflitti, dalla Palestina all'Ucraina, passando per Israele, Afghanistan, Sudan, Turchia e Algeria.
Le promotrici hanno ribadito il rifiuto di ogni forma di terrorismo, fondamentalismo e violazione dei diritti umani, chiedendo una diplomazia capace di coinvolgere concretamente le donne nei tavoli delle trattative internazionali.
Capofila dell'iniziativa è stata l'associazione Nativa Porto Sant'Elpidio insieme a una vasta rete di realtà del territorio, tra cui Auser Elpidiense, ANPI Provinciale, CGIL Fermo, UDI Marche Sud, Legambiente, ARCI Spazio 25 Aprile, il Centro di Cultura Islamica del Piceno e numerose altre associazioni sociali e culturali.
Una mobilitazione che ha voluto trasformare un semplice gesto, quello del cucire insieme, in un messaggio politico e sociale: ricostruire relazioni, unire comunità e ricordare che la pace, proprio come un tessuto, può nascere soltanto dall'impegno condiviso di tante mani.
