
FERMO – Microfono in mano, Federico Spagnoli guida il corteo da piazza del Popolo al colle Sabulo, il Girfalco. Un percorso lento ma partecipato, scandito da slogan e da una presenza crescente di cittadini lungo il tragitto. Una volta arrivati sulla ghiaia – destinata a scomparire con il progetto di riqualificazione del Comune – a prendere la parola è Lorenzo Trentuno. Dalla voce energica dell’ex leader di Legambiente a quella più pacata del presidente di Italia Nostra.
Sui tavolini compaiono i fogli della petizione lanciata dalle associazioni ambientaliste: richiamandosi a un articolo dello statuto comunale, i promotori puntano a ottenere una risposta scritta del sindaco alle osservazioni presentate o, in alternativa, la convocazione di un consiglio comunale dedicato. “Lo statuto prevede che per temi particolarmente delicati e che coinvolgono una parte significativa della popolazione, la discussione possa essere inserita all’ordine del giorno del consiglio”, spiegano.
Oltre 200 manifestanti e numerose sigle organizzatrici: basteranno a smuovere l’amministrazione? Lo sperano anche i giovani della Rete degli Studenti, che hanno sfilato bandiera in mano insieme a molti fermani. “Non ci piace questo progetto che snatura il Girfalco. L’obiettivo minimo è fermare l’intervento attorno al grande cedro; se poi si riuscisse a rivedere l’intero progetto, sarebbe ancora meglio”, sottolinea Trentuno.
Spagnoli ribadisce il senso della mobilitazione: “Non siamo contro il cambiamento, ma solo quando peggiora le cose invece di migliorarle”. Intanto i cittadini ascoltano, consapevoli di quanto lo spazio verde davanti al Duomo di Fermo rappresenti un luogo centrale nella vita della comunità. Tra gli slogan preparati per l’occasione, spiccano “Panchine in ferro, la ghiaia è passato: così il Girfalco è sempre stato” e “Senza memoria non c’è futuro, il Girfalco va tenuto puro”.
A pesare, secondo i manifestanti, è soprattutto la carenza di informazione. “Ci accusano di fare una protesta politica, ma non è così. Sono stati i tempi a costringerci a intervenire ora: il Comune ha approvato il progetto esecutivo a gennaio, a marzo c’è stata l’assemblea pubblica e oggi la manifestazione. Non c’erano alternative. Siamo qui solo per l’interesse pubblico”, precisa Trentuno, aggiungendo che anche i candidati presenti non hanno preso la parola proprio per evitare strumentalizzazioni.
Se l’amministrazione non accelererà, i manifestanti intravedono comunque la possibilità di rivedere almeno in parte il progetto attraverso una variante. Intanto, però, va avanti il primo step dell’intervento, che riguarda il parco giochi vicino al nuovo ascensore.
“E come se non bastasse – conclude uno dei partecipanti più attivi, Alberti – non sono previsti bagni pubblici e le panchine saranno tutte senza schienale: forse non piace chi legge e passa tempo al parco”.










