
FERMO - Le Marche si confermano una regione che ha nell’imprenditoria femminile un punto fermo. un settore che coniuga tradizione, innovazione e sostenibilità.
La conferma dal premio “Impronta d’Impresa”, che anche in questa edizione ha valorizzato progetti capaci di interpretare i cambiamenti contemporanei trasformandoli in opportunità concrete di crescita. Tra le realtà premiate spiccano tre esperienze del Fermano, esempi virtuosi di come sia possibile fare impresa generando valore economico, sociale e culturale. A premiarle, insieme conil presidente camerale Gino Sabatini, c'erano anche il prefetto Edoardo D'Alascio e la consigliera regionale Milena Sebastiani.
Capacità di innovare senza perdere il legame con le radici locali, è il caso de La Bottega della Storia di Carla Cintio, si parla di turismo, che ha saputo trasformare l’archeologia in un’esperienza immersiva e partecipata. Il progetto “Archeo Assistant”, nato durante la pandemia, è oggi un sistema integrato che accompagna visitatori e operatori nella scoperta del patrimonio, attraverso itinerari archeo-naturalistici, attività sperimentali e servizi digitali. Un modello che rende il pubblico protagonista e contribuisce alla valorizzazione dei piccoli musei e alla destagionalizzazione dell’offerta turistica.

Dalla cultura alla terra, il secondo riconoscimento va a Biofavole Società Agricola di Ortezzano, realtà biologica guidata da Alessandra Poggi che unisce produzione di qualità e turismo esperienziale. L’azienda propone un’immersione nel mondo agricolo, tra raccolte stagionali, laboratori e degustazioni, offrendo a famiglie e visitatori l’opportunità di riscoprire i saperi contadini. Un approccio che rafforza il legame tra prodotto e territorio, contribuendo a diffondere una cultura del biologico più consapevole e concreta.
Sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione, ecco Exseat di Alice Cococcioni, brand che trasforma materiali di scarto del settore automotive in accessori di design. Cinture di sicurezza e tessuti di auto dismessi diventano borse e zaini unici, simbolo di una moda circolare che sfida il fast fashion. L’impresa si fonda su una filiera corta e su una rete di artigiani locali, dimostrando come il riuso possa diventare non solo scelta etica ma anche opportunità economica e creativa.
Tre storie diverse, ma accomunate dalla capacità di leggere il presente e costruire futuro. Un valore sottolineato anche da Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche: “Le vincitrici di Impronta d’Impresa dimostrano come innovazione e tradizione possano convivere e rafforzarsi a vicenda. Dalle loro esperienze imprenditoriali emerge una grande capacità di interpretare i cambiamenti – dalla transizione digitale alla sostenibilità – trasformandoli in opportunità concrete di crescita, in modo creativo. Valorizzare le imprese significa non solo accompagnarne lo sviluppo, ma anche offrire modelli virtuosi in grado di ispirare e stimolare nuove iniziative imprenditoriali femminili sul nostro territorio dove la quota di imprese guidate da donne, ricordo, è superiore a quella del Paese”.
Sulla stessa linea Federica Capriotti, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile: “Le imprese premiate non solo innovano, ma generano valore sociale, culturale e ambientale. Le imprenditrici marchigiane intercettano le esigenze del presente e mettono a punto risposte molto interessanti, sia che si tratti di rendere più salubre l’aria negli ambienti di lavoro che di proporre nuovi modi di fare esperienza dei nostri territori e raccontarli ai turisti. Il Comitato per l'Imprenditoria femminile continua a lavorare affinché sempre più donne possano trasformare le loro idee innovative in imprese solide e sostenibili con vantaggio in termini di competitività e benessere per l’intera comunità di riferimento”.
A evidenziare il valore sistemico dell’iniziativa è infine Tiziana Pompei, vice segretaria generale di Unioncamere: “I comitati svolgono un ruolo determinante nella promozione di questi premi, che sono leve per aumentare la visibilità dell'imprenditoria femminile, per attivare reti e connessioni, per incoraggiare l'emulazione ed il cambiamento e quindi la crescita del sistema economico”.
Il premio “Impronta d’Impresa” si conferma così non solo come riconoscimento, ma leva di sviluppo, capace di raccontare un’imprenditoria femminile che nelle Marche – e nel Fermano in particolare – continua a crescere, innovare e fare rete, offrendo modelli concreti per il futuro del territorio. Imprenditoria che, ha concluso Pompei, vale il 14% del valore dell’export italiano.
Raffaele Vitali
