
di Raffaele Vitali
FERMO – Alberto Maria Scarfini ha detto che si sarebbe preso due settimane per definire la giunta. Il tempo sta scadendo. Non dovrebbe avere in realtà grandi difficoltà il neo sindaco, che ha vinto in maniera netta e che ha avuto risultati abbastanza definiti anche a livello di preferenze dentro le liste.
La Giunta sulla carta è a otto, ma Scarfini potrebbe anche nominare nove assessori, cosa mai fatta dal suo predecessore Paolo Calcinaro, ma prevista dallo statuto.
Il primo aiuto per la composizione glielo hanno dato, letteralmente, gli elettori. Perché tutti gli assessori uscenti sono risultati i più votati nelle rispettive liste, tranne uno: Alessandro Ciarrocchi. Per lui, un soprasso sul più bello da parte della consigliera Paola Gaggia. E proprio lei, una dei volti di punta del civismo di centrodestra della coalizione, è in pole per l’assessorato allo Sport, tanto caro al sindaco Scarfini.
Il ruolo di vicesindaco, magari con delega ai Lavori pubblici, è saldo nelle mani di Mauro Torresi, colonna della linea civica, uno che ci ha messo faccia e parole, prendendosi anche le critiche più dure da quello che era il suo mondo, ovvero Fratelli d’Italia. Blindati i servizi sociali con Mirco Giampieri, mister preferenza. Confermatissime Mariantonietta Di Felice e Annalisa Cerretani. Proseguirà il suo lavoro, premiato non solo dai voti ma dai numeri del settore, Micol Lanzidei alla Cultura.
Difficile immaginare una Giunta senza Ciarrocchi, considerando le partite aperte che sta giocando l’Asite, tra biodigestore e Ata provinciale. Affidarsi a qualcuno che non ha mai seguito le questioni potrebbe creare più di un problema a Scarfini. A meno che non decida di affidare tutto a Giampiero Gallucci, che dentro Piazza Pulita è il vero nome che ha fatto saltare il banco.
C’è poi Insieme per Fermo, con David Cinti che diventerà l’ottavo assessore, magari con delega alla sicurezza, posto a cui avrebbe ambito anche Lauro Salvatelli, rimasto però indietro nelle preferenze. Resta in silenzio la vera artefice della lista, Eleonora Luciani, che per competenza dovrebbe vedersi assegnato il Bilancio, ma poi c’è quell’86 alla voce voti presi che pesa sulla bilancia e proietterebbe Gaggia in Giunta e non lei.
Se questo sarà il quadro, una scelta per Scarfini diventa obbligata: lasciare senza posti di ruolo le due civiche che lo hanno supportato. Per cui, semplice presidenza di commissione per Alessandro Bargoni, considerando che tutta la sua lista ha preso i voti di Giampieri, e niente assessore per l’ultima arrivata, ‘Per la nostra città’, che in ogni caso ha preso più preferenze del team Bargoni.
Un quadro di per sé semplice, se non fosse per l’intreccio di Piazza Pulita. Che ha un ulteriore problema. Oltre a cinque assessori, dovrebbe esprimere anche il presidente del Consiglio comunale, visto che nessuno vuole mettere in discussione Giulio Cesare Pascali. Bargoni permettendo.
