
FERMO – “Forse passeremo per un po’ troppo buoni, però ora anche basta. Ci tengo a fare qualche precisazione, parlando agli amici Bargoni e Torresi” esordisce Leonardo Tosoni, candidato sindaco alla guida dei partiti di centrodestra al comune di Fermo, replicando a una serie di attacchi, più o meno diretti dei competitor.
“C’è chi dice che bisogna essere “civici” perché i partiti sarebbero affaristi. La realtà – sottolinea con il consueto tono pacato e diretto rivolgendosi ad Alessandro Bargoni - è un’altra. Gli affaristi non stanno nei partiti o fuori dai partiti. Gli affaristi si nascondono dove c’è meno trasparenza. E spesso è proprio dietro sigle improvvisate che è più facile farlo”.
Per quanto riguarda invece le parole di Mauro Torresi, attuale sindaco, è ancor più chiaro: “C’è chi ironizza dicendo che per fare l’assessore alla cultura bisogna prendere tanti voti, soprattutto se bisogna trattare al ballottaggio. Ecco, dico basta con il gioco dei personalismi. Torniamo con i piedi perterra. Anche perché, in primis, al ballottaggio ci andremo noi e l’entusiasmo che sento mi dice che siamo sulla strada giusta”.
Per riuscirci, Tosoni ha una sola ricetta: “Parlare di contenuti, evitando le polemiche. Non buttiamola in caciara. Perché la politica non è denigrazione. È proposta, visione, responsabilità. Basta attacchi. Torniamo – conclude il 30enne di Fratelli d’Italia - a parlare di idee per una Fermo protagonista”.
r.vit.
