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Terremoto 2016, quattro anni dopo: numeri, immagini e parole. Ricostruzione, la speranza in tre ordinanze

24 Agosto 2020

di Raffaele Vitali

La campana di Arquata non l’ha fermata neppure il Covid. Il suo rintocco, come ogni anno, ha accompagnato la lettura dei nomi delle vittime, 51 solo ad Arquata, 299 in totale, del terremoto del 2016. Quella campana non resterà mai in silenzio, ogni 24 agosto, alle 3.36, suonerà. Il Covid invece ha fermato la fiaccolata, che trasforma le strade disastrate in un serpentone di luce.

I DANNI

A fronte di 80 mila edifici che risultavano inagibili in base alle schede Aedes, Fast e perizie per la valutazione iniziale del danno, 30 mila con danni lievi e 50 mila con danni gravi, dal momento del sisma al 30 giugno 2020 sono state presentate 13.948 richieste di contributo per la ricostruzione. A oggi sono state individuate e finanziate il ripristino di 1.405 opere pubbliche (tra le quali 250 scuole), 942 Chiese, ma anche 172 microzonazioni e 94 perimetrazioni nei centri più colpiti. "In questi quattro anni sono stati ultimati 86 lavori sulle opere pubbliche e altri 85 sono in corso (le scuole concluse sono per ora 17 e ci sono 6 cantieri in esecuzione), e sono state ripristinate 100 Chiese, con altri 45 cantieri aperti" si legge nel report presentato dal commissario Giovanni Legnini.

PAPA E PRESIDENTE

Da quella scossa, il comune piceno è diventato il simbolo per il territorio marchigiano, ferito in tre province, insieme con la spaccatura, la ferita, del monte Vettore. “Rinnovo la preghiera per le famiglie e le comunità che hanno subito maggiori danni, perché possano andare avanti con solidarietà e speranza; e mi auguro che si acceleri la ricostruzione, affinché la gente possa tornare a vivere serenamente in questi bellissimi territori dell’Appennino” il messaggio di Papa Francesco.

E con il pontefice, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Il pensiero che si rinnova, va, anzitutto, alle vittime e ai loro familiari. E ai tanti che hanno perduto casa o lavoro in quella notte drammatica. Nonostante tanti sforzi impegnativi, l'opera di ricostruzione è incompiuta e procede con fatica, tra molte difficoltà anche di natura burocratica. Nello spirito di solidarietà, fondamento della nostra Costituzione, la Repubblica, in tutte le sue istituzioni, territoriali e di settore, deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza”.

Gli anniversari servono a questo, a ricordare improvvisamente a tutti che qualcosa è accaduto. L’Italia, per qualche ora, ricorda guadando gli speciali sulle reti televisive nazionali. Purtroppo anche in maniera imprecisa, come successo ieri sul Sole 24 Ore dove l’articolo sul sisma è stato titolato ‘terremoto del 2016 in Abruzzo’, mentre il 65% dei danni sono marchigiani e il restante, principalmente, umbro-laziali. Per capire cosa significa la parola ‘terremoto’ c’è un solo modo: guardare quel che resta con i propri occhi. E in tanti quest’anno, anche dalle Marche del nord, l’hanno sperimentato, scegliendo i Sibillini come meta di vacanza o magari come teatro per uno spettacolo che voleva portare speranza, come il Brancaleone di Giampiero Solari che combatte peste e abbandono. Il teatro che fa bene, tanto che nelal tappa conclusiva nelal frazione di Pretare di Arquata c’erano 150 persone ad accompagnare il cavaliere coraggioso tra le macerie.

RITORNO ALLA NATURA

Un grande alleato della ricostruzione potrebbe essere la paura, ma da Coronavirus. "L’Appennino centrale colpito sistematicamente da eventi sismici, dall'abbandono e da un esodo progressivo verso le città va preservato. Tra città e montagna esiste una stretta correlazione che non può essere espunta perché la città vive della montagna e viceversa. Lo abbiamo visto con il lockdown per il Covid-19, quando tanta gente è tornata in montagna perché si sentiva più sicura, e non solo perché luogo delle proprie radici" ha aggiunto il vescovo di Rieti celebrando ad Amatrice.

IL COMMISSARIO

Quattro anni dopo, la speranza dei sindaci, che sono in prima linea dalla prima pietra caduta, è tutta nel commissario Legnini, “il primo che ha capito e soprattutto ha ascoltato, avviando uno snellimento delle procedure” ribadiscono compatti. L’appello non è solo ridare case, “ma recuperare l'Italia centrale non abbandonandola al destino dello spopolamento in nome di una crescita puramente economica". Giovanni Legnini, che sarà ospite anche dello speciale di ‘Presa diretta’ questa sera su Rai 3 con Riccardo Iacona, parla di “un grande banco di prova. Sperimentiamo procedure semplificate, capacità di spesa”.

LA BUROCRAZIA

I numeri restano impietosi. Secondo il commissario, sono 2700 i cantieri attivi. “Vorrei averne 5-6 mila attivi e alcune centinaia di opere pubbliche avviate entro la primavera. Ce la faremo, le pratiche, i progetti vengono certificati dai professionisti. Gli uffici speciali non sono più quegli apparati burocratici che si frappongono, che devono istruire ma fanno il controllo. Abbiamo previsto 60 giorni come termine perentorio ordinario, 90 nei casi di complessità, 100-110 nei casi in cui occorre fare un controllo preventivo". Sono tre le nuove ordinanze che danno speranza, visto che sono state condivise all’unanimità da tutte e parti e includono norme e Linee Guida per l'attuazione dei Programmi Straordinari di Ricostruzione nei comuni più colpiti: l'attribuzione ai progettisti della facoltà di applicare anche alle 8 mila pratiche pendenti la nuova procedura semplificate a arrivare al massimo in 110 giorni al contributo, la semplificare della ricostruzione delle Chiese con gare dirette e la riorganizzazione interna della struttura commissariale.

LE SOLUZIONI

La lentezza delle pratiche è ormai evidente, eppure la gente ci prova: “Su circa 14 mila pratiche già presentate, 8 mila sono in istruttoria e vedremo i risultati tra ottobre e novembre- i soldi – ribadisce Legnini - ci sono, per la ricostruzione privata sono disponibili 6,1 miliardi di euro immediatamente spendibili. Ne abbiamo speso poco più di 500 milioni di cui la metà in questi mesi".

Ai sindaci e ai cittadini non Resta che sperare. L’estate ha riportato persone, c’è chi ha saputo accoglierle, chi ha poco da offrire. Arquata ha recuperato i sentieri, altre realtà non hanno neppure, dopo 4 anni, un alimentare e un posto dove comprare un quotidiano.

“Stiamo potenziando la squadra dei professionisti, di tecnici e amministrativi che fanno la ricostruzione. Senza le loro menti, le loro intelligenze, senza le loro competenze noi possiamo scrivere tutte le norme che vogliamo, tutti i poteri che vogliamo ma io il potere con chi lo esercito se non ho quelle ragazze, quei ragazzi, competenti, motivati e capaci di realizzare quegli obiettivi?" conclude il commissario. 

LE ORDINANZE

Ordinanza 107 definisce i contenuti dei Programmi Straordinari di Ricostruzione (Psr) che possono essere attuati nei comuni più colpiti, ovvero gli indirizzi, i criteri, le priorità, le prescrizioni e ogni altro elemento utile a favorire la speditezza della ricostruzione, tra cui le deroghe alla normativa urbanistica che sono indicate sia nel decreto sisma del dicembre 2019 che nel Decreto sulle semplificazioni varato a fine luglio dal governo. La stessa ordinanza rende facoltativi, per i Comuni, i Piani attuativi previsti dal decreto 189 del 2016 definendone comunque i contenuti minimi essenziali per una ricostruzione di qualità con indicazioni ai comuni di adeguarsi ai principi contenuti nell'ordinanza e nelle Linee Guida dell'Ordinanza 107. Il provvedimento definisce inoltre in modo chiaro e univoco la disciplina degli interventi conformi e le deroghe alle norme su ingombri, sagome, altezze e sedime per la ricostruzione degli edifici crollati o demoliti. Si stabilisce inoltre il principio dell'immediata attuabilità degli interventi di riparazione fatti salve le necessità di pianificazione che i comuni dovranno definire con rapidità ed a tal fine si prevede la creazione di un fondo finanziario per il supporto tecnico ai comuni e agli Uffici speciali per la ricostruzione per queste incombenze. Si prevede inoltre la facoltà per i progettisti di integrare le vecchie domande presentate secondo la vecchia procedura con la certificazione della conformità urbanistica e della congruità del contributo ed accedere al percorso veloce previsto dall'Ordinanza 100. 

Ordinanza 106 sulle chiese, attuando la norma contenuta nel decreto semplificazione di luglio, si disciplina ex novo l'affidamento della progettazione e dei lavori che le diocesi e gli enti ecclesiastici potranno disporre direttamente o con gare ristrette, come avviene per gli interventi per la ricostruzione privata ad esclusione degli edifici di culto di proprietà degli enti pubblici. Il complesso delle norme introduce una disciplina che consentirà di far partire gli interventi di recupero di oltre 700 chiese.

Ordinanza 105 provvede alla necessaria riorganizzazione della struttura commissariale ridefinendone gli uffici essenziali e introducendo il principio di separazione tra la gestione ed il funzionamento, affidato ai dirigenti e i poteri normativi di coordinamento, indirizzo e controllo spettanti al commissario e ciò con l'intento di rendere più efficace l'azione della struttura commissariale.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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