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Teatro delle Api, vent'anni di spettacoli: Solfrizzi, Iva Zanicchi, un tributo a 'Ornella e Gino' e la poesia di Santori. "Una grande stagione"

28 Settembre 2026

PORTO SANT’ELPIDIO – “Settembre ed è tutto pronto. Per noi è un piccolo record, ne sono felice. È frutto del lavoro di Elisa Torresi, Gioia Di Ridolfo e Gilberto Santini. Sono loro che hanno prodotto questa stagione, che ha un supporto continuo e costante: la Fondazione Carifermo, con il suo presidente Giorgio Girotti Pucci” introduce il sindaco Massimiliano Ciarpella presentando la nuova stagione del teatro delle Api.

“Il teatro non è un luogo fisico, è la casa ideale. Tagliamo il traguardo dei 20 anni di storie vissute insieme ai nostri cittadini e ai tanti appassionati. Sono passati artisti nazionali e compagnie, ma la parte principale del teatro è un pubblico. Senza, il sipario resterebbe chiuso” prosegue il sindaco.

Il pensiero va a chi 20 anni fa è entrato per la prima volta, magari da bambino, e oggi sarà parte viva di questa realtà. “Magari anche sul palco, vista la scelta del Made in Marche all’interno della stagione. Noi siamo una città manifatturiera e storicamente marinara, ma che ha saputo riscoprire la sua anima culturale, che portiamo avanti proponendo sempre qualcosa di nuovo e con la voglia di sperimentare” aggiunge.

Oberdan, Lorenzo e Stefano sono le anime de La Grù e sono loro a tenere viva la programmazione dedicata ai giovani. “Noi siamo per un teatro di condivisione e accessibile. Per noi è una grande responsabilità esserci nell’edizione numero 20. Da qui possiamo solo crescere e rafforzare l’identità del Teatro delle Api”.

Quando si parla di cultura, la Fondazione  Carifermo c’è: “Il bello del teatro è che ha tante sfaccettature. Il teatro non deve dare risposte, ma porre domande. A qualsiasi livello, ben venga, purché sia professionale, di qualità e con contenuti di valore. La vostra programmazione è davvero di qualità, complimenti all’assessora e agli uffici. Sono certo che il successo non mancherà”.

Sorride soddisfatta Elisa Torresi, che guida l’assessorato: “Vent’anni di storie vissute insieme. Lo festeggiamo con la partecipazione, tenendolo vivo tutto l’anno. Siamo una città laboriosa, abbiamo l’ape come simbolo, ma siamo anche la città dei Teatri del Mondo, con cui viviamo da 37 anni la meraviglia del palcoscenico”.

Non mancano le novità nella programmazione: “Avremo uno spettacolo fuori abbonamento, un tributo a Ornella Vanoni e Gino Paoli, aperto a tutti, per dire grazie ai cittadini”. Arrivano i grandi nomi, da Emilio Solfrizzi a Iva Zanicchi, ma anche talenti locali, “parte che ci inorgoglisce, perché il palcoscenico non deve avere limiti e confini, se non quelli della qualità”.

Gioia Di Ridolfo è parte del Cda dell’Amat e consigliera delegata: “Con il direttore Santini abbiamo pensato a una stagione con spirito leggero, capace di trattare argomenti che portano riflessione. In assoluto, il teatro è lo strumento che arriva di più alla gente. Noi vogliamo far arrivare allo spettatore qualcosa di globale, un messaggio di vera accoglienza, di pensieri e realtà diverse. Teatro e cultura camminano di pari passo”.

L’Amat è partner fedele ormai da anni. “Qui c’è sintonia, l’intento è comune: dare agli spettatori la miglior risposta alla domanda di spettacolo. Sono stato chiamato dal sindaco per creare una festa. Da qui l’11 ottobre, con la serata a ingresso libero affidata a Paolo Notari. Un “Senza fine” dedicato a Ornella Vanoni e Gino Paoli” riprende Santini.

C’è poi la stagione in abbonamento, “che ha tanti colori diversi e che, come ha detto il presidente della Fondazione, il teatro non ha la funzione di rispondere, ma di porre domande”.

E così, ecco «Indovina chi viene a cena?», affidato a Cesare Bocci e Vittoria Belvedere. "Uno spettacolo che resta di grande attualità, nonostante sia del 1967".

Il 20 novembre ecco Flora Canto, per molti «la moglie di Enrico Brignano», che in realtà "è un’attrice, cantante e performer straordinaria, divertente e dolce".

Il 9 dicembre uno degli spettacoli più attesi, con Emilio Solfrizzi e il «Falstaff» di Davide Sacco. «Una nuova scrittura che unisce Shakespeare e Molière».

Si passa al 2027 con il divertimento puro di Diego Ruiz, che porta sul palco «Viva la mamma» con Iva Zanicchi, Samuel Peron e Milena Miconi. “Lo scandalo è l’innamoramento della mamma per un giovane che ha incontrato. Si sorriderà sempre pensando”.

Per il Made in Marche di qualità, «è uno dei pochi teatri che dà ospitalità ai professionisti della scena», arriva «Saltata», dal testo di Antonio Santori, un monologo affidato a Pamela Olivieri. “Un testo bellissimo, un poema in cui Santori dà voce alla pagina, che si anima. Abbiamo bisogno di poesia”.

A febbraio, il 27, la voce per eccellenza, Luca Ward, con «Oggi voglio essere me stesso», in cui racconta i suoi incontri con i grandi artisti. Il 12 marzo la magia della danza si prende il Teatro delle Api con Anbeta Toromani, la grande ballerina cresciuta ad «Amici». Chiusura il 2 aprile con il Made in Marche che dà vita a «Tutta colpa di Adamo». Confermati prezzi e organizzazione per il teatro.

Torna ovviamente la rassegna di teatro per bambini e famiglie: “Una rassegna domenicale con quattro appuntamenti. Si parte il primo novembre con “Mostri”, che segue idealmente Halloween e racconta la storia di un’azienda che cerca di creare il mostro perfetto. Il 22 novembre “La maga dei sogni”, poi il 24 gennaio “Pinocchio” e infine il 28 febbraio “Il Pifferaio magico” precisa Oberdan Cesanelli.

Il teatro delle Api è un p' un unicum e questo lo rende differente dai tanti teatri storici che riempiono le Marche: "Quando troviamo teatri in cui si vede bene dappertutto e si sta bene in scena, sono tutti felici. Uno spazio come questo, nato per offrire in ogni posto la miglior esperienza, è un grande plus. Recupera in efficacia quello che - conlude Santini - magari potrebbe non avere in preziosità architettonica. Il fatto che vent’anni fa sia stato costruito è la conferma di come la passione e la voglia di teatro non si fermino mai"

Raffaele Vitali

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