
PORTO SANT’ELPIDIO – Trentasette edizioni e una crescita continua. I Teatri del Mondo si confermano il cuore culturale dell’estate di Porto Sant’Elpidio, un festival che nel tempo è diventato un punto di riferimento nazionale per il teatro dedicato alle nuove generazioni.
“Presentarlo mi emoziona e al tempo stesso mi gratifica – sottolinea il sindaco Massimiliano Ciarpella – perché so quanto la città ami questo evento, che è cresciuto insieme a Porto Sant’Elpidio. È un festival che unisce generazioni, crea reti territoriali e continua ad allargare i propri orizzonti grazie al lavoro di Oberdan Cesanelli e del team de La Grù”.
Per il primo cittadino il festival rappresenta anche un importante motore turistico: “Le strutture ricettive ci confermano ogni anno il valore di questa manifestazione. È un unicum che porta qui compagnie internazionali e trasforma gli artisti ospiti in ambasciatori del nostro territorio”.
Il tributo a Ermanno Pacini
Tra il pubblico presente anche Ermanno Pacini, figura storica e tra gli artefici della nascita del festival. Un omaggio sentito da parte di tutti i presenti. “Il festival accende la città – ha ricordato Ciarpella – soprattutto per i più piccoli. Gli spettacoli portano spensieratezza e cultura". Applausi, ma anche consapevolezza: "Dietro tutto questo c’è una macchina organizzativa che richiede mesi di lavoro" ribadisce il vicesindaco Balestrieri. Una macchina che Pacini ha visto crescere e che è guidata da figure che ha fatto crescere.
Un festival premiato e inclusivo
Ad entrare nel merito del programma è stata l’assessora Elisa Torresi: “Sono sette giorni di grande valore turistico e culturale. Parliamo di una manifestazione pluripremiata, riconosciuta anche dalla Presidenza della Repubblica. Ogni anno l’asticella si alza”.
Gioia Di Ridolfo, consigliera comunale e referente Amat, ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: “I Teatri del Mondo non sono soltanto un festival longevo, ma anche inclusivo. Porto Sant’Elpidio è una città che investe nei giovani e realizza progetti che funzionano”.
Anche la Regione Marche conferma il proprio sostegno. “Ci abbiamo sempre creduto – ha spiegato Milena Sebastiani – e continueremo a farlo. Sarò sentinella e garante affinché non manchino le risorse. Questo festival è ormai un riferimento nazionale”.






La rete con i Comuni del territorio
Tra i primi comuni ad aderire al progetto itinerante c’è stato Monte Urano. L’assessora Francesca Barchetta ha ricordato il ruolo centrale della manifestazione nel cartellone estivo cittadino.
Dal 23 luglio al 6 agosto sono previsti appuntamenti tra piazza Marconi e piazza Carlo Alberto, nuova location degli eventi serali. “Per noi è un’occasione importante per avvicinare i ragazzi al teatro, insegnando loro a guardare oltre i social e a sviluppare creatività e capacità espressive”. A Monte Urano sono previsti laboratori di acrobatica e spettacoli come La Gabbianella e Il Piccolo Principe.
Il festival
Trentaquattro spettacoli e la novità del campus. Il presidente dell’associazione La Grù, Lorenzo Palmieri, ha ricordato la sfida, a oggi vinta, del mantenere vivo un festival per quasi quattro decenni.
“Non è soltanto una questione economica. Dietro ci sono progettazione, idee, relazioni e tanta burocrazia. Quest’anno coinvolgeremo anche Macerata, il 9 luglio, e Porto Recanati dal 17 al 19 agosto all'Arena Gigli”.
Il programma prevede 34 spettacoli, di cui sei produzioni proprie. La principale novità è il campus teatrale: quindici bambini, dai 6 ai 14 anni, vivranno il festival per un’intera settimana, dalle 9 alle 19.30, partecipando alle attività, assistendo agli spettacoli, pranzando con le compagnie e facendo parte della giuria del Premio Battilà.
“È una scommessa – spiega Palmieri – ma vogliamo che il festival diventi anche una motivazione di viaggio e di vacanza. Abbiamo già famiglie che arrivano da lontano, persino dagli Stati Uniti e dalla Sardegna”. Famiglie che scelgono Porto Sant'Elpidio per vivere un'estate di teatro di qualità".
Inclusione e accessibilità
Prosegue inoltre la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi. Gli spettacoli pomeridiani saranno tradotti nella lingua dei segni grazie al lavoro di Sara Brunellini.
“Ogni anno aumentano i non udenti coinvolti e le famiglie che scelgono Porto Sant’Elpidio proprio per questa attenzione all’accessibilità”, sottolineano gli organizzatori.
Scuole, quartieri e parrocchie protagonisti
Il direttore artistico Oberdan Cesanelli vuole di più. Come Ermanno Pacini che ricorda: “Dobbiamo continuare a far crescere il festival a livello nazionale. Il nostro obiettivo è creare cittadini protagonisti della vita culturale. Per questo lavoriamo con scuole, quartieri e parrocchie. Il teatro non serve a creare attori, ma a insegnare ai ragazzi a esprimersi, a superare la timidezza e a stare insieme”.
Sono sei i laboratori in programma dal 13 al 18 luglio, con il coinvolgimento di Mus-e del Fermano e il laboratorio musicale curato da Ketty Moretti. “Crediamo nel valore formativo dell’arte, nella capacità di trasformare i rumori in creatività, divertimento e crescita personale” riprende Cesanelli.
Da Cretarola al gran finale di San Filippo
L’edizione 2026 si aprirà l’11 luglio al Centro sociale Cretarola, quartiere che entra per la prima volta nel circuito del festival. L’inaugurazione ufficiale sarà invece alla Corva.
Dal 12 luglio il cuore delle attività si sposterà tra la pineta e Villa Murri. Tra gli appuntamenti più attesi c’è Odissea per giovani eroi, che vedrà in scena lo stesso Cesanelli. Coinvolta anche la sezione giovani della Compagnia della Rancia, oltre a compagnie provenienti dall’estero, tra cui la Romania.
Gran finale il 18 luglio nel quartiere San Filippo con una cena con delitto e lo spettacolo conclusivo nell’anfiteatro da 300 posti.
“Siamo orgogliosi di ospitare la chiusura del festival – commenta il presidente del comitato di quartiere Amedeo Bellabarba –. Sarà un’occasione per valorizzare una struttura unica nelle Marche. E vi aspettiamo anche a tavola”.
La sfida del futuro
Guardando avanti, Palmieri indica la strada per dare un senso alle parole di Pacini, ‘questo Festival merita un rilievo nazionale’ ricordando però da dove si parte: “Il tema economico resta centrale. Il nostro budget è di circa 130 mila euro. Basti pensare che il Giffoni Film Festival riceve dalla sola Regione Campania 3,5 milioni di euro. Il problema riguarda molti festival teatrali italiani”.
Per il sindaco Ciarpella la crescita passa dalla visibilità: “L’upgrade deve essere mediatico e televisivo. Lavoreremo per costruire nuove collaborazioni e portare i Teatri del Mondo oltre i confini regionali e nazionali. Le potenzialità ci sono tutte”. Un obiettivo ambizioso per un festival che, dopo 37 anni, continua a rinnovarsi senza perdere la propria anima: mettere i bambini e i ragazzi al centro della scena e della comunità.
