
FERMO - La sicurezza come leva per la qualità della vita, la competitività del territorio e la tutela del tessuto economico e sociale. È questa la filosofia che guida l'operazione "Marche Sicure", il nuovo piano strategico approvato dalla giunta regionale su proposta del presidente Francesco Acquaroli.
Presidente Acquaroli, perché nasce "Marche Sicure"?
"La sicurezza rappresenta un bene collettivo e un presupposto indispensabile per la qualità della vita, la coesione sociale e la crescita economica. Le Marche sono già una delle regioni più sicure d'Italia, ma la società cambia rapidamente e cambiano anche le criticità. Per questo abbiamo deciso di costruire una strategia strutturale che affianchi il lavoro del Governo nazionale e sostenga i Comuni, che spesso devono fare i conti con risorse limitate e una forte pressione burocratica”.
Qual è l'obiettivo principale del piano?
"Vogliamo anticipare i fenomeni e non limitarci a rincorrerli. Lavoreremo insieme a prefetture, questure, forze dell’ordine, Anci, amministrazioni locali, categorie economiche, sindacati e cittadini per rafforzare la cultura della legalità e aumentare il livello di sicurezza percepita e reale. Quando una famiglia, un anziano o un giovane escono di casa devono sentirsi tranquilli”.
Il progetto si articola in sei assi strategici. Da dove si parte?
"Il primo asse riguarda il coordinamento istituzionale. Istituiremo un Tavolo regionale per la sicurezza integrata e favoriremo la nascita dei Patti di sicurezza comunali. L'obiettivo è mettere in rete tutte le istituzioni per condividere informazioni, monitorare il territorio e programmare interventi efficaci”.
Grande attenzione viene riservata anche all'innovazione tecnologica.
"Il secondo asse prevede il potenziamento della videosorveglianza intelligente e la realizzazione di control room comunali e intercomunali interoperabili. La tecnologia oggi rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire situazioni di rischio e rendere più efficaci i controlli”.
Nel piano trovano spazio anche salute e tutela delle produzioni locali?
"Con il terzo asse vogliamo rafforzare i controlli sulla qualità alimentare, contrastare contraffazioni e concorrenza sleale e, allo stesso tempo, intensificare la prevenzione contro l'abuso di alcol, soprattutto tra i minori, e contro l'uso delle sostanze stupefacenti. La prevenzione parte anche dall'educazione”.
Come si raggiunge la legalità economica?
"Il quarto asse punta a contrastare abusivismo commerciale, lavoro nero e utilizzi irregolari degli immobili, con particolare attenzione al fenomeno dei subaffitti non regolari. Difendere chi opera nel rispetto delle regole significa proteggere anche le imprese sane e il mercato”.
Come intende rafforzare la presenza sul territorio?
"Con il quinto asse investiremo sulla Polizia Locale, sostenendo gli organici, la formazione e le dotazioni tecnologiche. Inoltre favoriremo, nel rispetto delle competenze previste dalla legge, la collaborazione con gli istituti di vigilanza privata per la tutela del patrimonio pubblico, senza alcuna sovrapposizione con il ruolo delle Forze di Polizia”.
Più persone in strada, ma serve anche cultura. I giovani li coinvolgete?
"È il sesto asse, forse quello che guarda più lontano. Vogliamo promuovere percorsi educativi nelle scuole e campagne informative per prevenire truffe e frodi, soprattutto nei confronti degli anziani e delle persone più vulnerabili. La sicurezza non si costruisce soltanto con i controlli, ma anche attraverso la crescita della consapevolezza civica”.
Quando entrerà nella fase operativa il progetto?
"Quello approvato è un atto di indirizzo. Nei prossimi mesi daremo attuazione alle singole misure attraverso accordi istituzionali, protocolli operativi e bandi pubblici. L'obiettivo è costruire una Regione sempre più sicura, attrattiva e competitiva, capace di affrontare le sfide del futuro senza rinunciare ai valori che da sempre contraddistinguono le Marche”.
r.vit.
