
FERMO – Prima le strade, “dissestate e poco curate”, ora le scuole. Il consigliere provinale di minoranza, Riccardo Strappa, usa dati e parole come clave verso l’amministrazione Ortenzi.
“Parlano di 100milioni mobilitati per le scuole. Ma se le risorse ci sono, perché le scuole fermane continuano a vivere tra delocalizzazioni d'emergenza, sedi divise e cantieri mai aperti? La risposta è semplice. Non manca il denaro: manca una regia. Manca una programmazione che parta dai bisogni reali”.
Strappa elenca gli errori uno dietro l’altro. Partendo dall’Itet Carducci Galilei: “Sono partiti, giustamente, i lavori di messa in sicurezza, ma per farli si spostano classi al Fermo Forum dove no ci sono né palestra né laboratori. Una soluzione incompatibile con l'identità didattica di quella scuola, che ha una curvatura sportiva in crescita e indirizzi tecnici e informatici che senza laboratori non possono funzionare”.
Secondo Strappa, che si è chiaramente confrontato con i vertici della scuola, una soluzione alternativa c’è: “Il recupero dei locali del piano sottostante della sede CAT/Grafica di Via Lussu, che — una volta resi disponibili — potrebbero ospitare provvisoriamente le classi altrimenti destinate al Fermo Forum, in plessi già dotati di palestre e laboratori”.
Tappa liceo scientifico Onesti: “Riunire tutte le classi dello scientifico in un unico edificio resta, testualmente, "un miraggio". E per il futuro? Si lavora a un preliminare per nuovi spazi "per farsi trovare pronti nel caso uscissero bandi di finanziamento": cioè nessun progetto definito e nessuna risorsa certa, solo la speranza in finanziamenti che ancora non esistono”.
Infine, l’Annibal Caro. “O meglio il nuovo Classico, che attendiamo da dieci anni, finanziato dai fondi sisma, doveva sorgere al polo scolastico e dare finalmente ordine all'intera offerta liceale — una prospettiva oggi ancora più sensata, nell'epoca della denatalità che impone di razionalizzare spazi e indirizzi. Risultato: circa 130 mila euro di soldi pubblici già spesi per la sola progettazione, un costo lievitato dagli 8,5 agli oltre 13 milioni dichiarati oggi dalla stessa Amministrazione, e nessun cantiere”.
Tutto questo serve a Strappa per dire che “ci sono risorse pubbliche ingenti a disposizione e nessuna visione d'insieme che le trasformi in soluzioni stabili e adeguate. Spero che l'Amministrazione porti in Consiglio un quadro chiaro e leggibile, opera per opera”.
