
FERMO – Il 5% della popolazione soffre di strabismo, anche per questo il dottor Carlo Sprovieri, primario di oculistica al Murri di Fermo, ha voluto affrontare durante un convegno il tema della chirurgia legata allo strabismo.
E lo ha fatto mettendo attorno al tavolo una serie di luminari, a cominciare da Marisa Sottanella, ortottista del Murri e presidente della Commissione dell'albo Ortottisti delle Marche. Sprovieri ha inizialmente parlato delle possibili azioni interventistiche relative agli strabismi per il recupero della funzione binoculare ma anche come percorso di recupero di un benessere di tipo bio-psico-sociale nel bambino (3% ne soffre in Italia) e nell'adulto.
La dottoressa Sottanella ha invece illustrato il percorso di valutazione ortottica strutturata ad hoc per il bambino candidato e candidabile alla chirurgia strabica e il percorso riabilitativo da applicare dopo l'intervento.
Numerosi gli interventi. L'ortottista Luigina Scarinci ha illustrato i percorsi valutativi e riabilitativi da seguire nell'adulto, mentre Claudio Carosi, volto di riferimento del blocco operatorio dell’ospedale di Fermo, ha illustrato i modelli organizzativi da applicare e rispettare per una corretta esecuzione dei processi in modo da ridurre il rischio clinico.
Infine, la lectio magistralis della dottore Michela Fresina, professoressa associata dell'Università di Bologna, tra i massimi esponenti della strabologia in Italia. Da tutti un messaggio semplice: per quanto riguarda i bambini, La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire l'ambliopia (occhio pigro), mentre negli adulti si può intervenire anche con nuove forme di chirurgia mini invasiva.
