
FERMO - Giorgio Fiori, console interprovinciale, e Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi, viceprefetto vicario di Fermo, li hanno chiamati uno dopo l’altro: quattro ‘Stelle al merito’ del lavoro per la provincia di Fermo.
Quattro persone che si sono particolarmente distinte durante tutto l'arco del loro percorso lavorativo per perizia, laboriosità, buona condotta morale e per aver contribuito ad innovare, migliorare i processi aziendali, le misure di sicurezza e per essersi prodigati per istruire e preparare le nuove generazioni all'attività professionale.
Quattro nomi: Gianluca Piergallini di Fermo, impiegato con 39 anni di servizio alle dipendenze di Inas-Cisl Fermo; Rossano Pietracci di Monte Urano, impiegato pensionato con 36 anni di servizio alle dipendenze di Kos Care srl; Giuliano Pistonesi di Altidona, operaio con 43 anni di servizio alle dipendenze della Violoni srl; Sandra Scipioni di Fermo, impiegata con 36 anni di servizio alle dipendenze di 50&PIU' Enasco di Fermo.

E proprio Scipioni (nella foto in abito giallo) ha voluto raccontare cosa significhi per lei questo riconoscimento. “Un traguardo personale, ma soprattutto un’occasione per riflettere sul senso profondo del "fare" nella nostra società. Il mio lavoro nell’assistenza fiscale potrebbe sembrare segnato da numeri e burocrazia, ma per me non è mai stato così”.
Ed è qui il primo motivo dietro la stella conferita. “Ho sempre visto il volto dietro ogni modulo: il pensionato preoccupato per il proprio futuro, la famiglia in difficoltà, il cittadino fragile che cerca nel labirinto delle norme una bussola di dignità”.
Su un punto Sandra Scipioni, felicemente sposata con l’ex direttore generale della Sanità fermana Licio Livini, non ha dubbi: “Il lavoro è prima di tutto un atto di cura verso la comunità. Non basta conoscere le leggi, bisogna saper ascoltare”.
Il messaggio finale è per i giovani: “Auguro loro di trovare una professione che non sia solo "occupazione", ma missione e soprattutto certezza di un futuro dignitoso senza dover abbandonare le proprie radici. La Stella che porto sul petto non illumina me, ma il valore di quell’impegno silenzioso e costante che tiene unito il nostro Paese”.
