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Sperotto, il gladiatore è tornato. "Fermana rinata con Cornacchini. Ginestra? Un esempio per tutti"

15 Gennaio 2021

EFRMO – Obiettivo tre punti per la Fermana che alle 15 scenderà in campo al Recchioni contro il Legnago, un pari livello. Protagonista, dall’arrivo di mister Cornacchini, è Sperotto. Il terzino, il gladiatore gialloblù, è risorto dai meandri della panchina. “Mi ha dato subito fiducia. Ma è a livello di gruppo che è cambiato qualcosa. Abbiamo modificato l’approccio, la mentalità. Non a caso pareggi partire come Verona e Salò. E il cambio di passo si vede anche durante l’allenamento”.

Sperotto, si è sentito in discussione durante l’era Antonioli?

“Stare in panchina non fa mai piacere. Ho sofferto nel guardare i compagni, soprattutto in una fase non facile, in cui non raccoglievamo quanto meritato. Non poter dare il mio contributo mi ha fatto stare male. Spero quindi d’ora in poi di ritagliarmi i miei spazi, ma non ho mai pensato di lasciare la Fermana”.

Sperotto, come ha conquistato Cornacchini?

“Non ho dovuto cambiare il modo di lavorare, ho sempre dato il massimo. Anche se non giocare fa perdere il ritmo partita. E l’ho visto all’inizio, quando sono tornato titolare e l’assenza del campo da due mesi l’ho sentita tutta. La mia dote principale è quella di essere prestante fisicamente, ma un conto è prepararsi, un altro è mettersi in gioco”.

Sempre dei concorrenti in casa nel suo ruolo, è uno stimolo?

“Avere un pari ruolo, una sfida interna giornaliera, è qualcosa che ti fa sempre andare meglio. Poi c’è il mister che decide, ma la vedo come positiva. Se al posto mio gioca un pari ruolo è meglio piuttosto che un compagno adattato, perché significherebbe che ho fatto proprio male”.

Sperotto, un pensiero per capitan Comotto che si è operato e avrà una lunga convalescenza?

“Marco non è un ragazzino, non sarà facile, il suo è un recupero complicato. Ma noi gli facciamo davvero un in grosso in bocca al lupo. Che torni con noi o prenda strade diverse, sarà una sua scelta quando sarà in forma. È un ottimo ragazzo, mi sono trovato davvero bene con lui e non perché siamo due piemontesi”.

Cosa non è andato con Antonioli?

“Lo reputo un buon allenatore, calcisticamente molto preparato. Sicuramente è mancato qualcosa a livello di personalità, di cattiveria, di fame. Quello che ti fa entrare in campo e ti fa sentire il fuoco dentro. Da fuori percepivo questo. Con Cornacchini si è vista subito la differenza”.

Sperotto, ma quanto influisce Ginestra sulla difesa?

“Mi ha impressionato. Arrivare a 42 anni e giocare con questi standard di prestazione non è da tutti. E’ un esempio per noi. Poi chiaro che sia il più anziano e quindi quello che ti aiuta”.

Legnago, scontro diretto?

“Importante, da prendere con le dovute precauzioni. Squadra fisica che non molla e che si gioca con noi la salvezza. Tre punti sarebbero importanti, ma non fondamentali. Abbiamo un intero girone di ritorno dove toglierci sfizi e soddisfazioni. Ambire è sempre positivo, ma prima di tutto serve la salvezza e prima ariva più possiamo guardare ad altri obiettivi”.

Sperotto, chi vince il campionato?

“Il Perugia potrebbe essere quella che arriverà alla fine prima. Secondo me ha la rosa più completa e di qualità. Poi le sorprese non mancheranno, vedi il Renate nel girone A”.

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