
FERMO – In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, in programma domani, 10 ottobre, la direttrice della Uoc Psichiatria, Mara Palmieri, richiama l’importanza della prevenzione, dell’ascolto e della collaborazione tra servizi sanitari e territorio.
Quali sono i segnali di disagio da non sottovalutare?
“Spesso la sofferenza psichica si manifesta gradualmente, attraverso cambiamenti che tendiamo a sottovalutare: sonno irregolare, stanchezza persistente, irritabilità, perdita di interessi, isolamento e ansia costante. Se questi segnali persistono e interferiscono con la vita quotidiana, è importante chiedere aiuto”.
Quanto pesa ancora lo stigma?
“Molte persone nascondono il proprio malessere per paura del giudizio o perché pensano di dovercela fare da sole. Questo pregiudizio culturale può ritardare l’accesso alle cure. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un passo importante per prendersi cura di sé”.
Qual è il quadro dell’attività della Psichiatria a Fermo?
“Nei primi otto mesi del 2026 abbiamo erogato complessivamente 2.398 visite, tra attività ospedaliera e territoriale, contro le 2.230 dello stesso periodo del 2025. La Uoc opera attraverso il reparto dell’ospedale Murri e il Centro di salute mentale di Fermo”.
Quali sono le principali criticità tra i giovani?
“Adolescenza e prima età adulta sono fasi di particolare fragilità. Difficoltà scolastiche, pressione sociale, uso eccessivo dei social, isolamento e incertezza sul futuro possono contribuire al disagio. Non bisogna trasformare ogni difficoltà in patologia, ma cambiamenti marcati e prolungati nel sonno, nell’umore, nelle relazioni o nel rendimento scolastico meritano attenzione”.
Quanto conta il coinvolgimento del territorio?
“Anche gli adulti possono attraversare momenti difficili, legati al lavoro, ai problemi economici e familiari o a eventi traumatici. È quindi fondamentale una rete che coinvolga servizi sanitari, scuole, ambiti sociali, associazioni e famiglie. La collaborazione permette di intercettare tempestivamente le situazioni di fragilità e accompagnare le persone nei percorsi di cura. L’ascolto e la possibilità di non affrontare da soli le difficoltà sono essenziali per il benessere individuale e collettivo”.
