
FERMO – «Non ho più parole». La relazione del collegio sindacale sulla fusione di Solgas in Astea Energia, le garanzie sugli utili futuri e le modalità di accesso alla documentazione sono i punti al centro della conferenza stampa convocata dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Tosoni, insieme con gli altri esponenti della minoranza. I consiglieri hanno illustrato la diffida, firmata anche dagli ex candidati Di Ruscio e Angelica Malvatani con rispettivi gruppi, con cui chiedono all’amministrazione di annullare in autotutela la delibera sulla fusione e di riportare la questione in Consiglio comunale.
L’incontro si apre con una polemica sulla sala dei gruppi consiliari, che Tosoni avrebbe voluto utilizzare per la conferenza stampa, ma che è occupata dal quartier generale dell’Oktoberfest. «Peccato che non ce l’avessero detto, ma è normale per loro: questa amministrazione ragiona da padrona. Lo fa dai Lotti alla sicurezza, per arrivare alla Solgas».
«Una questione di rispetto delle regole»
Tosoni punta il dito sulle modalità con cui la minoranza ha potuto accedere alla documentazione relativa all’operazione. «Non si sta rispettando il buonsenso, non si rispettano le persone e neppure l’intelligenza. Parliamo di questioni tecniche, ma importantissime. Se siamo stati costretti ad avvisare la Prefettura per violazioni di principi cardine dell’agire amministrativo, siamo di fronte a qualcosa di eccezionale».
La relazione del collegio sindacale, riferisce il consigliere, è arrivata alle 19 della sera precedente, dopo una serie di rinvii e l’intervento della prefettura. «Non parliamo di un capriccio, ma del rispetto del regolamento. Vale per questa vicenda e vale per il mancato utilizzo della sala dei gruppi consiliari, che, come recita l’articolo 7, è destinata ai gruppi».
Tosoni torna quindi alla commissione Bilancio del 17 settembre, quando la minoranza non aveva ancora maturato la decisione di opporsi all’operazione. «Erano arrivate delle rassicurazioni. Poi ci siamo messi a studiare le carte e abbiamo scoperto, tra le altre cose, che la garanzia legata all’opzione di vendita passava da 5,3 a 2,8 milioni di euro, circostanza che in commissione ci era stata negata. Se non avessimo approfondito la documentazione, la questione non sarebbe emersa, con un danno potenziale di tre milioni di euro».
Quello, sostiene, è stato soltanto il primo dei problemi riscontrati. «L’amministrazione si è difesa definendoci imprecisi, mentre noi abbiamo lavorato con calma e fatto emergere le criticità: la mancanza di dati economici e di garanzie sugli utili, oltre alle conseguenze della partecipazione prevista per il Comune».
La relazione del collegio sindacale
Il documento contiene, secondo la minoranza, rilievi importanti sia sulla struttura dell’operazione sia sulla documentazione economica utilizzata per valutarla.
Alesiani richiama in particolare la percentuale di partecipazione prevista per il Comune di Fermo. Nella delibera consiliare è indicato il 5%, mentre la relazione del collegio sindacale riporta il 4,9998%. Una differenza minima sul piano numerico, ma che, secondo i consiglieri, potrebbe avere conseguenze sui diritti riconosciuti al socio di minoranza.
Il consigliere evidenzia inoltre la questione dei crediti d’imposta, quantificati nella relazione in 34 milioni di euro. «Incidono sulla stima, ma non sarebbero stati attualizzati, pur determinando anche gli utili finali». Alesiani sottolinea anche le osservazioni del collegio sindacale sui tempi di consegna della documentazione, arrivata poche ore prima del Consiglio comunale.


L’accesso agli atti e l’intervento della Prefettura
Alesiani ricostruisce i passaggi che hanno preceduto la consegna della relazione. «Venerdì abbiamo saputo dell’esistenza del documento e abbiamo presentato immediatamente una richiesta di accesso agli atti. Poi ci siamo recati in Comune e abbiamo inoltrato un’ulteriore richiesta, con 24 ore per rispondere. Mercoledì siamo tornati e siamo stati ricevuti dal segretario Vesprini, al quale abbiamo chiesto di visionare i documenti. Ci è stato impedito di consultarli, nonostante il diritto di accesso previsto dall’articolo 43 del Tuel».
Dopo il diniego, la minoranza ha scritto alla Prefettura. «Guarda caso, ieri è arrivato il documento, accompagnato da una sottolineatura sull’obbligo di segretezza. È qualcosa che sa di intimidazione», afferma Alesiani. «L’atteggiamento è inaccettabile e dimostra, a nostro avviso, superficialità. Non pensavamo si potesse arrivare a questo livello. Sulla Solgas andremo avanti, questo è sicuro».
Tulli: «Chi garantisce i 400mila euro di utili?»
Tulli allarga il ragionamento alle conseguenze economiche dell’operazione. «Ho approvato la vendita del 49% delle quote e la proposta di trasformare la società in una Spa, operazioni che ritenevo e ritengo giuste. Nel 2019 Solgas aveva un capitale di 10 milioni di euro. Abbiamo incassato 5 milioni vendendo le quote e avevamo una put che portava la somma finale a 10,4 milioni. Nel frattempo, però, abbiamo incassato utili per sei milioni di euro».
Il consigliere contesta oggi l’incertezza sui futuri ritorni economici per il Comune. «Chi garantisce i 400mila euro di utili annui? La certezza sono le sponsorizzazioni da 50mila euro all’anno, ma in realtà si parla di “fino a”. Quindi, a nostro avviso, è un’operazione a perdere. Sarebbe stato meglio incassare 5,3 milioni di euro, proposta che ribadiamo».
Romagnoli: «Viene meno la possibilità di controllo»
Il consigliere Romagnoli approfondisce le conseguenze societarie dell’operazione e solleva interrogativi sui rapporti tra Astea Energia e Sgr.
«Se un socio con il 5% denuncia qualcosa al collegio sindacale, questo deve intervenire senza ritardo. Chi sta sotto non ha la stessa facoltà. Viene quindi meno una possibilità di controllo. Perché non ci vogliono dare il 5%?».
Richiama anche gli effetti che un eventuale peggioramento dei risultati economici potrebbe avere sul Comune. «L’operazione può anche starci, ma se domani Astea dovesse andare male, chi ci garantirebbe i 400mila euro all’anno? Stiamo privatizzando un bene e perdendo, al tempo stesso, ogni potere».
Da qui la decisione di procedere con una diffida, predisposta con l’avvocata Raffaella Polci di Porto San Giorgio. L’iniziativa, sottoscritta da tutta la minoranza, compresi i rappresentanti del centrosinistra, punta a ottenere l’annullamento in autotutela della delibera. Un passaggio che arriva in vista dell’assemblea di Solgas, convocata per il 12 ottobre, che deve deliberare sulla fusione. "Secondo la coalizione di centro sinistra, la fusione va bloccata, gli atti notarili che darebbero definitivo seguito alla deliberazione del Consiglio Comunale vanno sospesi e va riaperta una discussione condivisa su tutti i punti poco chiari, se non equivoci" la sottolineatura di Fermo città comune in una nota.
La richiesta: fermare la fusione
Per la minoranza, il Comune dovrebbe rivedere le condizioni dell’operazione e valutare le alternative. «Vendiamo a 5,3 milioni di euro, troviamo il modo di entrare in Astea nelle condizioni migliori oppure restiamo come siamo. La strada, a questo punto, è fermare la fusione aa queste condizioni» sostiene Romagnoli.
Anche Spinozzi critica il comportamento dell’amministrazione. «Vivono di arroganza e di numeri. Tutta la coalizione di centrosinistra condivide la diffida».
Strada obbligata
Il consigliere Tosoni precisa che la minoranza non è mai stata contraria per principio alla vendita delle quote, ma ritiene che le condizioni siano cambiate. «Se tieni la società, devi investire molto. Se vendi per 5,3 milioni, devi garantire dove impieghi le risorse, non nelle feste. Non puoi permettere che ti prendano per il collo con condizioni svantaggiose, che favoriscono soltanto Sgr e Astea».
Tulli richiama infine il ruolo delle società partecipate nella gestione dei servizi di interesse generale. «Il socio pubblico deve poter influire sulla gestione per rispondere ai bisogni della comunità. Fra cinque anni, però, potremmo non avere più alcuna possibilità di incidere». La minoranza, quindi, anticipa che non si fermerà: “Contestiamo merito e metodo dell’operazione. Vogliamo chiarezza e la avremo”.
r.vit.
