
FERMO – La fusione di Solgas in Astea Energia torna al centro dello scontro politico. A riaccendere la discussione è una relazione del Collegio sindacale di Solgas che, secondo quanto riferito da alcuni consiglieri comunali, sarebbe stata trasmessa al Comune di Fermo dopo il voto del Consiglio comunale sull’operazione e conterrebbe rilievi e criticità sulla fusione.
A sollevare per primi la questione sono stati Tosoni e i consiglieri di centrodestra, che riferiscono di aver appreso dell’esistenza del documento e di averne chiesto l’accesso. “Abbiamo appreso dell’esistenza di una relazione redatta dal Collegio sindacale di Solgas e già trasmessa al Comune di Fermo – spiegano – nella quale sarebbero state evidenziate importanti criticità relative all’operazione di fusione con Astea Energia”.
I consiglieri raccontano di essersi recati in Comune per prendere visione della relazione, senza tuttavia poterla consultare. Da qui una nuova richiesta formale di accesso agli atti, trasmessa via Pec, richiamando le prerogative previste dall’articolo 43 del Testo unico degli enti locali. “Se il Collegio sindacale ha successivamente, perché avvertito solo a cose fatte, formulato rilievi sull’operazione – sottolineano – i consiglieri comunali hanno il diritto e il dovere di conoscerli integralmente e senza ulteriori ritardi”.
Una questione che, secondo il centrodestra, assume particolare peso proprio perché il Consiglio comunale si è già espresso sulla fusione. La richiesta è quindi che la relazione venga trasmessa immediatamente a tutti i consiglieri, prima della conclusione definitiva dell’iter. “I cittadini devono sapere cosa pensa il Collegio sindacale di Solgas”, sostengono i consiglieri, chiedendo chiarezza anche sulle condizioni nelle quali il Consiglio è stato chiamato a votare.
Sulla stessa linea interviene Saturnino Di Ruscio con il gruppo consiliare “Servire Fermo”. Di Ruscio riferisce che la relazione sarebbe stata trasmessa al Comune successivamente non solo all’approvazione del progetto di fusione da parte del Consiglio comunale, ma anche da parte della stessa Solgas. E pone una questione ancora più netta: “Se tutto questo dovesse corrispondere a verità, gli atti consiliari sarebbero presumibilmente illegittimi perché adottati in carenza della relazione del Collegio sindacale, ancor peggio in presenza di rilievi”.
Di Ruscio chiede quindi che il documento venga messo immediatamente a disposizione di tutti i consiglieri e che venga sospeso il procedimento di fusione, così da evitare, sostiene, “probabili danni erariali o l’adozione di atti potenzialmente illegittimi”.
Al centro della contestazione c’è dunque il ruolo del Collegio sindacale nell’ambito di un’operazione straordinaria come la fusione per incorporazione. Il suo compito non coincide necessariamente con quello di un organo chiamato a esprimere un semplice parere commerciale sull’operazione, ma riguarda la vigilanza sulla regolarità del procedimento, sulla documentazione predisposta dagli amministratori, sulla situazione economico-patrimoniale della società e sugli adempimenti previsti dalla normativa.
È proprio su questo punto che la minoranza chiede ora di poter verificare il contenuto effettivo della relazione e soprattutto la data nella quale il documento è stato redatto e trasmesso al Comune. Elementi che potrebbero chiarire se i rilievi del Collegio siano intervenuti prima o dopo le deliberazioni societarie e consiliari e quale sia la loro effettiva portata.
La vicenda apre così un nuovo fronte sulla fusione Solgas-Astea, già fortemente contestata dall’opposizione. Di Ruscio parla di una situazione “sconvolgente” e accusa l’amministrazione di aver affrontato con “superficialità e leggerezza” un’operazione straordinaria e complessa. “Ci fa pensare – conclude – che questa sia solo la punta dell’iceberg”. Ora la partita si sposta sugli atti.
