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Servigliano, Melosso fa impazzire Paese Vecchio: la Giostra dell'Anello decisa da un decimo di secondo e da un errore clamoroso

16 Agosto 2026

SERVIGLIANO – Una Giostra dell’Anello così combattuta è difficile da ricordare. La 58ª edizione del Torneo Cavalleresco di Castel Clementino si decide sul filo dei centesimi, con Lorenzo Melosso che porta rione di Paese Vecchio alla vittoria al termine di una finale palpitante, nella quale ogni errore, ogni anello e soprattutto ogni decimo di secondo potevano cambiare tutto.

La vittoria arriva dopo una gara tiratissima e una progressione che ha visto protagonisti soprattutto tre cavalieri. Alla fine è Melosso a spuntarla, precedendo Luca Innocenzi per due punti, quanto vale un decimo di secondo. Una vittoria che assume ancora più valore per il cavaliere e per il rione, dopo una giornata nella quale nulla è stato scontato.

La prima tornata aveva già messo in evidenza il grande equilibrio. Lionetti (Porta Navarra) parte pulito, con l’unica sbavatura nella curva, entrando nel secondo anello con poca sicurezza. Melosso (Paese Vecchio), invece, imprime subito alla gara una falcata importante. Cavallari (San Marco) offre una prova molto pulita, in sella a una cavalla giovane e fluida, trovando un buon tempo senza dover forzare. E soprattuo chiuderà la quintana con tutti gli anelli presi e una crescita costante che fa ben sperare per il futuro del talento serviglianese. Rauco (Porta Marina) appare inizialmente un po’ scomposto, mentre la cavalla è attenta. Innocenzi (Santo Spirito), dal canto suo, conferma tutta l’esperienza con un cavallo che conosce bene il gioco e realizza un giro pulito.

Nella seconda tornata arriva uno dei momenti più discussi e clamorosi della gara. “Mai successa una cosa del genere” ammetteranno alla fine i vertici. Dopo che Melosso abbatte due bandierine e incassa una penalità di 10 punti, sembra una Giostra in discesa per Rauco. Invece, accade l’irreparabile. Centra il secondo anello (diametro di 6 centimetri), nel mentre il terzo cade da solo. L’anello non viene però rimesso al suo posto mentre il cavaliere percorre l’ultima curva e così, arrivato all’assalto successivo, non lo trova. Si sente un urlo: “L’anello”. Ma è troppo tardi. Un episodio pesante, legato a un errore dell’anelliere, che essendo del rione coinvolto si assume la responsabilità dell’accaduto e fa perdere 80 punti. Rauco si ritrova così con un anello in meno e la quintana persa prima ancora dell’ultima tornata.

Un episodio che, con il senno di poi, può aver cambiato il volto della Quintana: senza quell’errore dell’anelliere e con quell’anello in più, Rauco avrebbe probabilmente avuto concrete possibilità di vincere la Giostra. Era il più veloce.

La gara sembra allora indirizzarsi verso Luca Innocenzi. Ma la terza tornata cambia nuovamente lo scenario. Melosso realizza una prova impeccabile, fermando il cronometro sul tempo di 1’00’’7. Perché alla Giostra dell’Anello il tempo non è mai un dettaglio. Ogni decimo conta e, in una finale tanto equilibrata, può valere una vittoria.

Innocenzi arriva all’ultima tornata con due punti di vantaggio e mette in campo una prestazione quasi perfetta, chiudendo in 10”09. Ma quei due centesimi diventano decisivi. Melosso è più veloce e completa la rimonta, conquistando una vittoria decisa davvero sul filo del tempo.

Per Lorenzo Melosso è una rivincita e una ricompensa per i tanti sacrifici fatti. «È una grande rivincita, mi ripaga di tanti sacrifici. Questo rione se lo meritava» le sue parole al termine della gara, tra la soddisfazione e l’emozione per un successo costruito fino all’ultimo assalto.

A festeggiare con lui c’è tutto il rione, con lo storico console Ferretti che esplode di gioia: «Noi non manchiamo mai per più di due anni. quando vogliamo, vinciamo» sintetizza con una battuta tutta la fame di vittoria e la voglia di tornare a festeggiare.

Una Giostra che ha regalato spettacolo, ma anche confermato il valore di una manifestazione, ben guidata dal sindaco Rotoni e da tutto lo staff dell’ente, con Danilo Viozzzi dietro le quinte, capace di tenere insieme agonismo, tradizione e identità.

A sottolinearlo è il senatore Francesco Verducci, che ha evidenziato il valore culturale della rievocazione storica. «Per me è sempre una giornata speciale. Sono cresciuto a Servigliano, ho fatto parte dei rionanti e ho vissuto l’emozione della sera prima della Giostra, quando ci si preparava insieme agli altri. La forza di questa rievocazione, che è una delle più belle d’Italia, è proprio la partecipazione popolare».

Per Verducci è una forza che «si trasmette di generazione in generazione» e che ha costruito a Servigliano «una magia». Una manifestazione capace di far conoscere il paese «in tutta Italia e in Europa», diventando anche un importante strumento di promozione del territorio.

«Queste rievocazioni attraggono turismo che è di qualità. Servono a far conoscere il nostro territorio. Non bastano, naturalmente: abbiamo bisogno di lavoro, servizi, scuola, ma anche di cultura, talenti, ingegno e della capacità di far vivere le nostre tradizioni guardando al futuro». E proprio nella partecipazione popolare, secondo Verducci, sta l'elemento che rende la Giostra un modello unico di identità e coesione. «Nasce dalla forza di un'appartenenza e dalla partecipazione di tutti i cittadini, che si trasmette di generazione in generazione. Questo ne ha fatto un unicum. È stata inventata negli anni Sessanta, ma subito è diventata qualcosa di autentico. E proprio la sua autenticità è la sua forza».

Il tutto dopo lo splendido corteo, che ancora una volta ha mostrato abiti di qualità superiore alla media, tutti ispirati e ripresi da antichi dipinti. E proprio l’arte è stata protagonista anche del Palio di questa edizione: non un dipinto antico, ma un’opera bellissima realizzata dai ragazzi della scuola di Servigliano, diventata il trofeo conteso dai rioni.

Un Palio che, al termine della gara, è stato alzato tra cori festosi, canti e battute ironiche, soprattutto all’indirizzo dei rivali di Porta Navarra, dai rionanti di Paese Vecchio. L’ultimo atto di una serata che ha unito competizione, tradizione, ironia e quel senso di appartenenza che rende la Giostra di Castel Clementino un appuntamento unico. (foto Mirko Franconi)

La 58ª edizione si chiude così con la vittoria di Paese Vecchio, decisa da un decimo di secondo. Una Giostra che ha avuto tutto: grandi prove, errori, episodi controversi, rimonte e un finale nel quale il cronometro ha finito per raccontare la differenza tra vincere e arrivare secondi.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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