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Se ben formati, il lavoro c'è: il futuro del calzaturiero passa per HModa. "Assunto l'80% degli studenti"

27 Aprile 2026

FERMO – Se ben formati, giovani e non, un posto di lavoro nel calzaturiero lo trovano. Questo racconta il presidente di Holding Moda, Claudio Rovere, che porta l’accademia HModa dentro il mondo della Regione Marche, dopo l’apertura della sede di Civitanova Marche avvenuta due anni fa. E lo fa rafforzando il rapporto tra formazione e lavoro, come voluto dall’assessore Consoli e dal dirigente Rocchi, sotto lo sguardo attento del governatore Acquaroli.

HModa fa parte di Holding Moda, nata vent’anni fa, e ha come idea quella di costruire un ponte solido tra formazione e industria, tra saper fare artigiano e innovazione. Un percorso pensato per la filiera italiana. Quello che si consolida è il percorso finalizzato a creare figure per la calzatura. “Il sistema funziona, lo dicono i numeri. Stiamo impattando davvero sulle persone e sul territorio”.

Ed eccoli i numeri: sono stati attivati dieci corsi in due anni, erogate 3.600 ore di formazione per 140 studenti. Il dato più significativo è il raggiungimento di un’occupazione dell’80% dei partecipanti.

“Questo significa che il ponte tra formazione e industria è reale” precisa Rovere. Ci sono poi progetti realizzati con le maison del lusso. “In questo caso abbiamo creato percorsi su misura, partendo dai bisogni delle griffe, garantendo il 94% di inserimenti”.

Quello di adattare il format è uno dei plus di HModa. Che si aggiunge alla qualità del percorso. “Le Marche sono uno dei cuori pulsanti della calzatura d’alta gamma a livello internazionale. Da un lato c’è il nodo del ricambio generazionale, dall’altro la salvaguardia delle competenze. HModa ha come visione quella di rispondere a questa sfida, cercando di arricchire il sistema. In questo modo la formazione diventa un’infrastruttura strategica” ribadisce.

Ultimo tassello da sottolineare per Rovere è “la collaborazione pubblico-privata. I risultati raggiunti sono significativi, ma impossibili senza il supporto della Regione Marche e dei fondi europei, oltre che della rete con le aziende partner”.

Valentina Vaccarini è la direttrice dell’Academy Holding Moda, che prepara le figure chiave per pelletteria, abbigliamento e calzatura. “Noi copriamo tutto il processo produttivo, dalla teoria alla pratica, per creare risorse pronte all’impiego”. Una formazione che non si ferma all’aula e al laboratorio: grazie agli artigiani senior che diventano docenti, si formano artigiani giovani e operativi.

“Oggi parliamo di addetto alla produzione in serie di calzature, un corso che rilascia una qualifica. È alla quinta edizione: dal taglio all’orlatura, fino al montaggio, al finissaggio e al controllo qualità” precisa Vaccarini.

A questo si aggiunge la teoria su made in Italy, materie prime, sostenibilità e sicurezza sul lavoro. L’obiettivo non è formare semplici operatori. “Noi vogliamo formare la nuova generazione degli artigiani del lusso”.

E gli studenti sono soddisfatti, come confermano i partecipanti al quinto corso, tutti in Regione con il camice d’ordinanza. La prima a parlare è Raja di Montegranaro: “Mia madre era orlatrice, l’ho vista lavorare e mi è nata la passione. È una vera arte. La calzatura ha una storia e chi la crea la racconta. Per fare bisogna saper fare. Grazie perché investite sulla persona e non solo sul lavoro”. Elisa, originaria di Montegranaro e residente a Corridonia, ha scelto di qualificarsi ulteriormente: “Mi sono riavvicinata in maniera diversa alla calzatura, capendone ogni passaggio. Spero di migliorare passo dopo passo”.

E poi c’è Andrea, da Macerata, che per 16 anni ha fatto il modellista e ora si è rimesso in gioco: “Il primo approccio alle lezioni è stato quello della meraviglia. Una grande fortuna un corso finalizzato alle varie fasi della produzione. È difficile trovare persone che ti affiancano per crescere: il corso ha questo grande valore aggiunto. A me piace orlare”.

 Sia Andrea sia elisa sono arrivati a HModa via centro ‘per l’impiego, a riprova che il sistema funziona, come sottolinea il dirigente Massimo rocchi, che ha voluto vicino a sé le responsabili di Civitanova e Fermo, impegnate sul campo nel matching e nella selezione delle figure più adatte.

L’assessore Tiziano Consoli, dopo aver ascoltato, rilancia: “È il quinto corso che portiamo avanti, un’esperienza che si consolida in un settore che caratterizza le Marche. Mancano figure chiave, tutte di alta professionalità, che possano essere immesse nel mondo del lavoro. Le assunzioni dimostrano che i finanziamenti della Regione hanno raggiunto l’obiettivo. Serve una formazione sempre più tecnologica: noi finanziamo con cognizione di causa, ma soprattutto ciò che funziona”.

Ogni corso ha avuto 85mila euro di finanziamento regionale. “E stiamo portando il modello anche in altre filiere lavorative, dalla nautica all’aeronautica, che cominciano ad avere carenza di figure diventate fondamentali per stare sul mercato, dal perito meccanico all’export manager”, aggiunge l’assessore.

La regione ha dati bassi di disoccupazione, al 4,1%, anche a livello femminile va meglio dell’Italia. “Ma questo deve solo spingerci a usare al meglio i fondi Fse+. I successi dei corsi finanziati non sono della Regione, ma dei giovani che costruiscono il loro futuro. Abbiamo perso migliaia di persone iscritte all’Aire, vogliamo riportarle dentro la regione attraverso nuovi patti per il lavoro. Oggi non conta solo lo stipendio, ma anche la crescita professionale che un giovane può avere in azienda”.

Il dirigente Massimo Rocchi si concentra sul distretto fermano-maceratese: “Ci era stato chiesto di agevolare la formazione per trovare le figure necessarie. È nata così la collaborazione con l’Accademia, che ha scelto di investire proprie risorse a Civitanova, creando un unicum. Come Regione abbiamo investito un milione di euro nel settore moda e una buona parte nell’addetto calzature, perché c’era un’esigenza specifica. Un corso che prevedeva almeno il 50% di occupazione”.

i aprono nuove possibilità nel settore. Per cui, promette Rocchi, “gli stanziamenti non mancheranno e valuteremo anche nuove misure, inclusi incentivi all’occupazione o finanziamenti a fondo perduto per aprire attività”.

Se HModa funziona è perché ha un laboratorio-fabbrica di prima fascia e soprattutto docenti di qualità. Spesso dipendenti andati in pensione che si rimettono in gioco. Come Rosanna Pieroni, che insegna orlatura, una delle competenze più ricercate. “Ho iniziato a lavorare a 14 anni, non potevo che continuare a trasmettere un mestiere bellissimo. Ogni corso è un mettersi in gioco: cambiano gli interlocutori, non il nostro impegno”. E così Bruno Corvaro, docente di montaggio: “Trasmettere voglia, passione e anche un po’ di umiltà. Fare calzature è un bel mestiere”.

Lo stesso Consoli ha respirato mastice, “mia madre faceva le tomaie a casa”. Per cui l’assessore crede davvero nell’esempio come motore di una professione. Per quanto riguarda i partecipanti, il criterio è dare priorità ai profili giovani e al genere femminile. “Servono sia mani delicate sia mani maschili, perché diversi sono i processi di produzione. Ma ci sono anche figure che vogliono crescere e affermarsi nei settori manuali. Servono motivazioni importanti: si supera una prova pratica e se la figura mostra motivazione è la benvenuta”.

La sede operativa è stata inaugurata “e il settore è andato in crisi. Eppure, di fronte a un mercato in rallentamento, il fabbisogno e la volontà delle aziende di formare profili specializzati sono stati confermati. Segno della grande mancanza che c’è. Il nostro è un approccio qualitativo, non quantitativo” conclude la direttrice.

Che in chiusura rivendica anche l’anima sociale e solidale: le calzature prodotte sono destinate alla Caritas diocesana. “A oggi ne sono state consegnate oltre 600 paia. La scarpa è da sempre uno dei prodotti più carenti per chi aiuta chi è in difficoltà. In parallelo usiamo materie prime di rimanenza frutto di partenariati con concerie locali, il più possibile naturali. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di impattare in maniera positiva su persone e territori”.

Raffaele Vitali

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