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Scarpe, i numeri del Fermano: -10% di export in sei mesi. Persi 1300 posti di lavoro nelle Marche, chiusi 73 calzaturifici

29 Settembre 2026

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Lo stato dell’arte del settore calzaturiero è nei numeri. Poi ci sono le percezioni, le eccezioni, i prodotti che piacciono al mercato, quelle storie di crescita che è fondamentale raccontare ma che non nascondono la realtà.

Il centro studi di Confindustria Accessori Moda, l’associazione guidata dalla numero uno di Assocalzaturifici Giovanna Ceolini, sentenzia: in provincia di Fermo, l’export delle calzature è sceso del 10,5% rispetto al 2025. Il valore totale è di 262,29 milioni di euro.

Bene, male? Nel 2025 i milioni erano 292, nel 2024 invece 313; nel 2023, in piena bolla post Covid, addirittura 347. Lasciando perdere i due anni di lockdown vari, ecco il 2019. In questo caso il raffronto è ancora più pesante: -20,9%.

Eppure, Fermo si conferma al sesto posto in Italia per capacità di export, con una quota di mercato che però scende ancora, dal 5 al 4,5%. A livello regionale, la piccola e manifatturiera provincia vale il 48,5%, Macerata si ferma al 35,8, mentre ben lontana è Ascoli Piceno con il 13,8% di quota export.

Entrando nel dettaglio dei mercati, confermato quanto emerso durante il Micam: a correre è la Francia. Il mercato transalpino cresce del 22,2% rispetto al 2019 e dello 0,3 sul 2025 e arriva a 36,79 milioni. Non si ferma invece, ed è uno dei dati più preoccupanti, la discesa della Germania.

I tedeschi sono in piena crisi economica, a cominciare dal settore automobilistico, e questo si ripercuote sugli acquisti, anche perché è in corso, ormai da anni, una modifica del canali di vendita, con tantissimi negozi al dettaglio che hanno abbassato le saracinesche (-21,7).

In fase di lento recupero la Cina, che comunque perde il 3,6%, bene i Paesi Bassi con i loro 15 milioni di euro, ben sopra il 2019, ma anche qui in calo rispetto a un anno fa. Le note dolenti, per il distretto fermano-maceratese arrivano ancora una volta dalla Russia, l’ex mercato d’oro: -70% sul 2019, i 32 milioni vedevano il mondo oltre gli Urali al secondo posto per export, e -28% sul 2025.

In totale, la Russia oggi vale meno di dieci milioni. Dopo anni di crescita, primo stop per la Polonia, mercato diventato riferimento anche per gli ucraini. Proprio l’Ucraina va in controtendenza e cresce dell’11,7% ma ufficialmente si parla di 1,47 milioni di euro di export. Numero che colpisce è invece quello della lettoni, ma per il mercato maceratese, che  raggiunge i 7,6 milioni di euro, erano 350mila nel 2019. A Macerata boom anche della Romania e molto solida la Polonia.

Una fotografia amara che ha una ripercussione immediata sul lavoro. Nel 2025 si erano perse 130 imprese, nei primi sei mesi, stando a Confindustria accessori Moda, nelle Marche hanno chiuso altri 73 calzaturifici, che restano in totale 2275.

A livello di personale, sono 1356 i post in meno in sei mesi, con inevitabile impatto anche sui conti dello Stato, tra casse integrazioni e Naspi. Un crollo verticale, considerando che nel 22025 in totale i posti persi erano stati 628.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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