
di Raffaele Vitali
FERMO – Il monogruppo di Saturnino Di Ruscio è super attivo in consiglio comunale. “Potevo farla al Girfalco, a Tre Archi, a Paludi, ma ho scelto la ‘nostra casa’, il luogo dove siamo e vogliamo radicarci. La mia non è una lista passeggera” ribadisce Saturnino Di Ruscio.
Il ‘servire Fermo’ ha una base profonda, “anni fa avevo dato il là a Servire Sbt, Servire Psg e altri. Se chi mi sta vicino resisterà, andremo avanti al meglio. Da settembre terremo la sede aperta, almeno tre giorni a settimana il pomeriggio”.
Interrogazioni e mancate risposte
In attesa dell’autunno caldo del sindaco Alberto Maria Scarfini, Di Ruscio, forte del pensiero di don Luigi Sturzo, non ha intenzione di fermarsi. Una interrogazione dietro l’altra, partendo dagli impegni presi. “Girfalco, che è diventata ora una mozione, e abbandono dei rifiuti sono due temi che abbiamo discusso dove sono emerse le visioni differenti dell’amministrazione da quelle di una parte di città” prosegue.
Si prepara per il 7 settembre, quado si terrà la commissione chiesta dal collega Pascucci: “In quell’occasione proporrò anche la possibilità di chiedere nella revisione del progetto il supporto di Alberto Minelli, docente per l’Unibo, che sta seguendo il giardino di villa Bonaccorsi e della reggia di Caserta. Una figura al di sopra delle parti che potrebbe offrire alcune soluzioni. Ribadisco che non sono contro, ma dove non condivido parlo”.
Altre interrogazioni sono sul tavolo, dalla Cavalcata alla Fracassetti, da Capodarco a viale Trento in vista del “centro commerciale che preoccupa i residenti”. Da consigliere prende le segnalazioni e le riporta a chi di dovere, “dove potendo portiamo anche idee e progetti”.
Manca la leadership
I primi mesi di Scarfini non lo convincono: “Non può dire ‘stiamo qui da poco tempo’, rappresenta la prosecuzione di Calcinaro. la certezza è che Fermo da anni non svolge il ruolo di traino del territorio. Non a caso ci sono tre Dmo in provincia, qualcosa non funziona se si dividono risorse e progetti nel territorio più piccolo, spaccando mare ed entroterra, nonostante ci si chiami ‘la costa dei borghi’. Peccato che i borghi stanno all’interno e non sul mare”.
I dieci immobili
Un programma ricco, ma perché non ragionare prima su santa Lucia? Noi in campagna elettorale qualche indicazione l’abbiamo lasciata, passando anche per una assemblea pubblica con centinaia di persone a san Filippo. Magari parlarne prima in consiglio comunale? Possibile arrivare subito alla firma?”.
Manca visione
“Fermo è brava a intercettare risorse, ma non ha una logica nello sviluppo urbanistico della città. Peso alle scuole: la Betti dal centro è finita in un sito inidoneo, la Da Vinci che andava spostata, invece resta in una zona infelice e senza futuro”. E critica anche lo sviluppo urbanistico su Campiglione e Conceria: “Stiamo decretando la morte del centro storico. Considerando i 180 appartamenti previsti, i problemi ci saranno. Si poteva ragionare meglio sui lotti a disposizione dell’Erap in zona. C’è un modo di fare centralizzato”.
Le criticità
I conti del Bilancio tornano, ma ci sono degli aspetti su cui riflettere. “Bisogna tenere conto delle bollette, del biodigestore, su cui serve chiarezza, considerando che non è stato previsto il depuratore. Il consiglio comunale non può essere tenuto all’oscuro delle dinamiche, non vogliamo solo criticare. Ci sono poi 520mila euro per cultura turismo e commercio, su un milione di spese correnti: non si può vivere di spettacoli e feste, che danno immagine, servono anche le manutenzioni. Ma se non arrivano finanziamenti extra comunali, non è pensabile recuperare. Se non usando mutui”.
E poi c’è la questione cause, “che il comune continua a perdere. E anche dove non deve pagare subito, l’impianto di biometano, ha costi di consulenze alti da garantire”. Per questo, chiede “prudenza e attenzione, cercando accordi prima di andare in causa”.
Inevitabile quindi parlare del nodo Ramadori. “Penso si stia trattando sul supermercato al posto dei campi da tennis. Qui bisogna dare risposte al privato, ma anche alla città. Se vuole raggiungere una intesa, valuti l’ex consorzio agrario. C’è un immobile comunale, pagato, i vigili li spostiamo, anche la banca. Ma lì va riqualificato il tutto, con servizi commerciali e un collegamento meccanizzato” ribadisce Di Ruscio.
Grandi opere
Sono la vera vittoria del mondo Calcinaro-Scarfini: “Da villa Vitali al Girfalco incassano e agiscono, ma poi i problemi sotto sotto restano”. Grande opera sarebbe anche pulire il centro storico, “ma nei vicoli nessuno interviene più da oltre vent’anni. Abbiamo solo erbacce tra i sanpietrini che vengono tagliate, da qui la ‘manutenzione’ di cui si vantano”.
Prospettive
“Noi continueremo a raccogliere le istanze dei cittadini e presenteremo le nostre proposte. Ci sono questioni che vanno affrontate insieme per superarle. Il mercato coperto è una questione, come lo è la Casina delle rose. Le idee le lanciamo e le supportiamo, ma vogliamo essere propositivi”. Anche per l’ex consorzio agrario che può riqualificare una intera zona della città.
Sulla Casina, Di Ruscio un consiglio lo dà: “Può solo ricomprarla, un bene in quella posizione, ma come si fa a venderla? Purtroppo paghiamo dieci anni in cui la distanza tra pubblico e privato si è accorciata” conclude il consigliere che conferma presenza e attivismo politico. Sempre se resterà consigliere, “e questo lo vedremo a settembre”.
