
«Nessuno Stato dovrebbe arrogarsi il diritto di togliere la vita a un essere umano, perché il rispetto della dignità della persona non può venir meno neppure di fronte ai reati più efferati.
La certezza della pena e la tutela delle vittime sono doveri imprescindibili degli Stati, ma la giustizia non può identificarsi con la soppressione della vita. Ancora più inaccettabile è la spettacolarizzazione delle esecuzioni capitali, che trasforma la morte in un evento pubblico e la punizione in uno strumento di esibizione.
La nostra Costituzione vieta la pena di morte e l'Italia continua a impegnarsi per la sua abolizione in tutto il mondo. È una scelta di civiltà che dobbiamo continuare a difendere».
*il sottosegretario di Stato al ministero dell'Economia e delle Finanze, Sandra Savino
