
SANTA VITTORIA IN MATENANO – Sessanta chili di tubi e discendenti in rame, un coltello a serramanico e materiale con tracce di stupefacente. È quanto hanno trovato i Carabinieri della Stazione di Santa Vittoria in Matenano durante un controllo lungo la Strada Statale 433, culminato con la denuncia di due uomini, di 31 e 52 anni, entrambi italiani, per concorso in ricettazione.
L’operazione è scattata nell’ambito dei servizi predisposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Fermo per contrastare i reati predatori e intercettare eventuali movimenti di materiale di provenienza illecita.
I militari hanno fermato il veicolo sul quale viaggiavano i due uomini. Nel corso degli accertamenti sono stati rinvenuti circa 60 chilogrammi di tubi e discendenti in rame, la cui provenienza è stata ritenuta di dubbia origine. Da qui la denuncia in stato di libertà per entrambi, con l’ipotesi di concorso in ricettazione.
La posizione del conducente, 31 anni, è stata inoltre oggetto di ulteriori contestazioni. Nel corso della perquisizione è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico e di materiale sul quale sarebbero state rilevate tracce di sostanza stupefacente.
L’uomo si sarebbe inoltre rifiutato di sottoporsi agli accertamenti finalizzati a verificare l’eventuale guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Per lui è scattato il ritiro immediato della patente, oltre a un’ulteriore denuncia per guida in stato di alterazione.
Le attività rientrano nei controlli messi in campo dai Carabinieri del Comando Provinciale di Fermo per la prevenzione e la repressione dei reati predatori sull’intero territorio provinciale.
L’Arma ribadisce, infine, l’importanza della collaborazione dei cittadini e dell’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza, strumenti che possono contribuire a ricostruire rapidamente gli spostamenti e le responsabilità legate ai reati. L’invito è a contattare tempestivamente il 112 in presenza di rumori sospetti, movimenti anomali o per denunciare immediatamente eventuali reati subiti.
I due indagati, come previsto dalla legge, sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
