
FERMO – La medicina del territorio al centro del confronto tra la Cisl e i vertici della sanità. Da un lato il segretario Marco Feracuti, dall’altro Paolo Calcinaro e Francesco Acquroli. Il tutto, a Fermo.
Il modello che vorrebbe la Cisl prevede: rafforzare l'assistenza territoriale, integrare i servizi sociali con quelli sanitari e passare da cure episodiche alla presa in carico continuativa del paziente. Tra i temi emersi, il ruolo delle case di comunità, l'assistenza domiciliare per una popolazione che invecchia e la necessità di équipe multidisciplinari. “Entro giugno chiediamo di sottoscrivere un protocollo con la giunta regionale per regolamentare i rapporti con le organizzazioni sindacali sui temi della sanità e dei servizi socio-sanitari”.
L’assessore alla sanità, Calcinaro, ha sottolineato alcuni punti fermi della sua azione, usando dei numeri: “La Regione Marche distribuirà alle strutture sanitarie 2.549 monitor, 2.805 computer e 851 notebook per potenziare i servizi di telemedicina, con una spesa complessiva di poco più di 4,2 milioni. Le attrezzature saranno destinate a case della comunità, ospedali di comunità, centrali operative territoriali, medici di base, pediatri, specialisti e farmacie”.
L'acquisto rientra in una procedura nazionale coordinata dalla Regione Puglia. I dispositivi saranno consegnati direttamente agli enti destinatari, che ne cureranno collaudo e gestione, con utilizzo riservato esclusivamente ai servizi di telemedicina. L'intervento è finanziato dal Pnrr e punta a rafforzare l'assistenza territoriale, in particolare per i pazienti con patologie croniche.
“La telemedicina è uno strumento concreto per rendere la sanità più accessibile e vicina alle persone. Con questo intervento – ha concluso il suo intervento l’assessore - investiamo in tecnologie che permetteranno ai professionisti sanitari di lavorare con strumenti adeguati e ai cittadini, soprattutto ai pazienti cronici, di beneficiare di modelli assistenziali più moderni ed efficaci”.
L’auditorium Pertini di Fermo è diventata così la casa della medicina territoriale. “Il territorio è il cuore pulsante del sistema. La sanità territoriale è stata per anni sacrificata ad altre esigenze: oggi abbiamo il dovere di dare risposte concrete, fondate su visione, programmazione e capacità di leggere le trasformazioni in atto” ha ripreso Acquaroli.
Che ha poi toccato un aspetto economico: “Siamo arrivati a pagare i medici a gettone per prestazioni molto più onerose rispetto a quelle del personale strutturato. Ora stiamo per avviare l'iter per la riforma dell'emergenza-urgenza. La sfida della sanità è troppo complessa per essere affrontata da soli - ha concluso - Serve il contributo costruttivo di istituzioni, sindacati, professionisti e territori per costruire un sistema all'altezza dei cambiamenti sociali e delle aspettative delle nostre comunità”.
La chiosa è del segretario generale Cisl Fp nazionale, Roberto Chierchia: "Il Covid ci ha dimostrato che non si poteva fare attività ospedaliera senza prima creare una rete territoriale di presa in carico del paziente. Bisogna mettere in campo equipe multidisciplinari e non ragionare come solisti. I professionisti della salute vanno valorizzati per la qualità del lavoro sul territorio che fanno, anche per rendere attrattive queste professionalità. Dobbiamo lavorare sui contratti e dunque trovare le risorse".
