
FERMO – Personale e sanità, all’Ast di Fermo si va a due velocità. Da un lato c’è il Murri, con medici e infermieri, dall’altro ci sono i servizi esternalizzati che riguardano i presidi sparsi sul territorio.
SANITARI
Il direttore generale Roberto grinta ha sbloccato una serie di assunzioni tra medici e tecnici di laboratorio. La prima è quella per il primario di Riabilitazione: oggi è in programma la selezione. Ma non solo, “sono in fase di formazione le commissioni per le selezioni dei direttori delle Unità operative di Psichiatria Territoriale, Sanita animale e Malattie metaboliche ed endocrinologiche, e Organizzazione e Servizi sanitari di base” spiega Grinta.
Entro ottobre arriverà un rinforzo a ortopedia, mentre il primo ottobre ci sarà il concorso per un posto a Chirurgia, con graduatoria conseguente che resterà aperta. Sono poi previsti concorsi per un posto di medico per Medicina interna di Amandola, Oncologia, Pronto soccorso, Cardiologia. E poi in arrivo altre selezioni per Otorino e Cure palliative.
Ma siccome non di soli medici vive l’ospedale, ecco l’assunzione di tre tecnici di laboratorio, a tempo indeterminato, e di due per radiologia. Radiologia che avrà come rinforzo anche un medico radiologo, questo entro novembre.
LE COOPERATIVE

Ad accendere un faro su chi lavora, da esterno, a Montegiorgio, Sant’Elpidio a Mare e Montegranaro, è la Fp Cgil. “Abbiamo inviato una lettera a Grinta – spiega il segretario Michael Egidi – e alla Regione, sulla rimodulazione degli appalti per i presidi di Fermo”. il che significa che l’Ast prenderà il posto delle cooperative.
"Si tratta di un passaggio importante, che riporta sotto la gestione pubblica funzioni sanitarie e socio-sanitarie essenziali per i territori interessati. Ma – precisa Egidi – questo non può prescindere dal riconoscimento del lavoro svolto in questi anni dal personale impiegato dalle cooperative appaltatrici, che ha garantito con professionalità l'assistenza diretta ai pazienti”.
Da qui la richiesta tecnica: “Prevedere nelle procedure selettive di reclutamento una riserva di posti fino al 50% a favore del personale sanitario e socio-sanitario già impiegato nei servizi in questione, purché abbia garantito almeno sei mesi di assistenza ai pazienti. Chiediamo che questa norma venga applicata senza esitazioni. La reinternalizzazione deve essere un'opportunità di stabilizzazione, non un rischio per chi ha già dato tanto a questi servizi” conclude Egidi.
