
FERMO – Uno dei rapporti più utili per capire lo stato di salute della sanità regionale è quello realizzato dal Crea, il centro peer la ricerca economica applicata. Nel 14esimo rapporto, emerge che crescono le performance, ma i cittadini chiedono più servizi per la perdita di autosufficienza, e resta il divario Nord-Sud. Il Veneto si conferma la Regione più performante, raggiungendo il 64% del valore massimo teorico della performance, mentre la Calabria si posiziona all'ultimo posto con il 36%.
Il trend nazionale è comunque positivo, con un indice medio di performance che passa dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025. Tuttavia, la percezione di miglioramento da parte dei cittadini rimane limitata e molto variabile tra le diverse aree del Paese. Circa un terzo delle Regioni non supera il 40% della performance massima. Le dimensioni che più incidono sulla performance - riporta il documento disponibile sul sito creasanita.it - valorizzate da un panel di 114 stakeholder, che hanno contribuito all'elaborazione del Rapporto, suddivisi tra Istituzioni, utenti/cittadini, professioni sanitarie, management delle aziende sanitarie, Industria Life Sciences, sono gli esiti (31,2%) e l'appropriatezza (27,5%), seguite dalla dimensione economico-finanziaria (12,7%), sociale (11,8%), equità (9,9%) e innovazione (6,9%).
Analizzando nel dettaglio il ranking regionale, il Veneto è in testa, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento, che raggiunge il 62%. Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche e la Provincia Autonoma di Bolzano si attestano su valori compresi tra il 56% e il 50%. Un gruppo intermedio comprende Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Lazio, Abruzzo e Umbria, con performance tra il 48% e il 42%. In coda alla classifica si trovano Puglia, Basilicata, Campania, Valle d'Aosta, Sicilia, Molise e Calabria, tutte sotto il 40% della Performance massima.
L'integrazione sociosanitaria resta un punto debole, soprattutto nell'assistenza domiciliare e nella presa in carico degli anziani non autosufficienti. L'analisi, integrata di performance, soddisfazione e percezione dei miglioramenti, offre indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie, con la raccomandazione di rafforzare l'assistenza residenziale e domiciliare, e nonché l'integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione in cui cresce il numero di soggetti non autosufficienti.
Il Centro e il Mezzogiorno hanno mostrato miglioramenti mediamente superiori rispetto al Nord, contribuendo a ridurre parzialmente le disuguaglianze. Dopo l'indagine del 2025 dedicata a analizzare i livelli di soddisfazione, quest'anno Crea Sanità ha promosso una indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana per verificare come le opportunità di tutela regionali si riflettono nella percezione dei cittadini rispetto ai servizi erogati dal Sistema sanitario indagando la percezione dei cittadini relativamente ai trend di miglioramento/peggioramento nel medi periodo.
La mediana nazionale della soddisfazione nel 2025 è risultata pari a 7,1 su 10, l'indagine 2026 mostra che la quota di cittadini che ha percepito un trend di miglioramento dei servizi del Ssn è bassa, variando dall'8,6% al 25,9%, con la maggior parte delle regioni tra il 17% e il 22%.
Una percezione di miglioramento è più diffusa nei servizi standardizzati come l'accesso ai farmaci (30% a livello nazionale, con punte oltre il 40% in alcune Regioni), mentre resta bassa nei servizi residenziali e domiciliari, e quelli legati alla long-term care (ad esempio, solo il 14,6% per l'assistenza domiciliare e il 16,8% per la non autosufficienza).
Permangono, quindi, criticità nella capacità di rendere visibili i progressi nei servizi territoriali, si legge nella nota del rapporto. L'indagine sulla percezione dei cittadini complementa quella della performance indicando in quali aree e più urgente intervenire: nel Nord l'attenzione si dovrebbe concentrare sull'assistenza domiciliare e residenziale, la prevenzione e il rapporto con il medico di medicina generale. Nel Centro, sull'attenzione alla non autosufficienza e sull'assistenza domiciliare. Nel Sud e nelle Isole, pur registrandosi un miglioramento percepito in tema di assistenza domiciliare e nei ricoveri programmati, persistono difficoltà generalizzate nei servizi territoriali.
Ovunque problemi con la residenzialità, domiciliarità e la long-term care, che rappresentano il principale punto di debolezza del sistema. “E’ necessario rafforzare l'assistenza territoriale e in particolare l'integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione” conclude Crea.
