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Russia, all'Obuv tornano ordini e acconti. Fermo prima per export. "I clienti, dopo tanto economico, vogliono la qualità"

20 Ottobre 2021

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Un anno fa, solo le collezioni raggiunsero Mosca. Quest’anno, insieme con le valigie, ci sono gli imprenditori. L’Obuv mir kozhi, una delle principali manifestazioni dedicate al mondo delle calzature che si tiene in Russia, ha rispetto le porte e tanti sono i buyer che le hanno varcate.

MADE IN ITALY

Novanta espositori per il mercato russo che rimane, del resto, per le imprese italiane fondamentale. specialmente per il fermano-maceratese. Nei primi sei mesi del 2021 l'export di calzature verso i mercati dell'area Csi ha registrato 2.724.463 paia, di cui 2.052.209 verso la Russia. La Russia è, oggi, il nono mercato in termini di valore e, a livello italiano, il decimo in volume nella graduatoria dei Paesi di destinazione nel periodo gennaio-giugno 2021.

"Essere qui è un contributo tangibile per sviluppare nuovi contatti e opportunità commerciali con un mercato a forte attrattività. Le edizioni digitali hanno consentito agli imprenditori italiani di mantenere vivo e attivo il dialogo con il mercato Csi, ma la presenza è fondamentale" sottolinea il presidente della Fiera di Bologna, Gianpiero Calzolari, che gestisce l’Obuv dopo l’accordo con Assocalzaturifici.

PHYGITAL

“La clientela russa risponde ad una domanda di beni di lusso e di fascia alta che è rimasta costante nel tempo. Le difficoltà nella distribuzione retail, dovute ad un processo di selezione avviatosi nel 2013 e complicato da alcune misure protezionistiche e di controllo sul mercato adottate dal Governo russo, penso alla marcatura obbligatoria, per esempio, sono state parzialmente compensate dalla crescita esponenziale dei canali digitali. Piattaforme come Ozon.ru, lamoda.ru e wildberriers.ru hanno guadagnato quote di mercato, ma hanno anche aiutato il retail tradizionale ad evolversi. Ora quasi tutti i clienti utilizzano i social media per vendere e promuovere i propri prodotti” spiega Siro Badon.

MARCHE PROTAGONISTE

L’Obuv si chiude venerdì, 39 sono le imprese marchigiane, supportate da Linea, l’azienda speciale della Camera di commercio delle Marche, e dalla Regione. “Sono sicura che la combinazione di tecnologia, materiali innovativi e lavorazione artigianale farà spiccare le nostre scarpe” commenta Francesca Orlandi. “Analizzando l'export verso la Russia per Regione di produzione nei primi sei mesi, si collocano in pole position le Marche con 40.50 mln di fatturato (+21,2% rispetto al primo semestre 2021), seguite dalla Lombardia con 23.58 mln di euro (+56.7% rispetto al 2020), il Veneto con 20.07 mln di euro (+25.8% sul 2020), l'Emilia-Romagna con 18.86 mln di euro (+39.4% sul 2020)”.

PRIMI ACCONTI

E che piacciano lo conferma, da Mosca, anche Marino Fabiani: “Un ottimo flusso, ma soprattutto sono tornati gli ordini accompagnati dagli acconti. Un segnale importante”. Il motivo è semplice: Di calzature economiche i russi sono ormai pieni, soprattutto negli ultimi due anni ne hanno fatto incetta. Hanno voglia del nostro bello e ben fatto” prosegue l’imprenditore.

FERMANO DOMINANTE

 “Volendo citare le provincie virtuose in termini di export – spiega Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici - le prime posizioni sono occupate da Fermo, con un fatturato, sempre nel primo semestre 2021, pari a 27.77 mln di euro (+24.7% sullo stesso periodo 2020), Milano con 20.84 mln di euro (+68.8%), Treviso con 11.11 mln di euro (+32.8%). A livello di prodotto, ad attirare sono le calzature da donna, 64.5%, seguite da quelle uomo 21% e, a seguire il bambino 6,8%.

Per il direttore dell'Ufficio ICE di Mosca, Francesco Pensabene, bisogna guardare al futuro con il sorriso: “I dati delle Dogane russe per i primi mesi del 2021 evidenziano che le importazioni delle calzature italiane in Russia ammontavano a 167,7 mln di euro, con una quota di mercato del 10,5%. L'Italia si è classificata il terzo Paese fornitore, con una crescita significativa del 46,6%, rispetto allo stesso periodo del 2020. Noi abbiamo garantito all’Obuv una delegazione di 40 operatori russi e bielorussi provenienti da diverse città della Federazione Russa e Bielorussia”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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