
di Raffaele Vitali
PORTO SANT'ELPIDIO – C'è un mondo in cui è l'uomo a correre per il cavallo e non viceversa. Due gambe che cercano di tenere il ritmo di quattro. È una delle immagini più suggestive delle competizioni dedicate al cavallo arabo di fronte al mare di Porto Sant’Elpidio: l'animale entra in scena, si mostra alla giuria, sfila, si impenna, volteggia e muove quella criniera e quella coda che contribuiscono a renderlo uno degli esemplari più affascinanti del panorama equestre. Al suo fianco c'è sempre l'uomo, che lo accompagna senza mai rubargli la scena, correndo in giacca e cravatta.
Perché a Riding by the Sea il vero protagonista è il quadrupede. Un mondo particolare, quello dell'equitazione, fatto di eleganza, spettacolo e anche lusso, ma soprattutto di competenza, qualità, selezione e cura dell'animale. Un cavallo può sfilare oggi davanti a una giuria internazionale e, magari, tra qualche anno trovarsi ai vertici mondiali della propria categoria.
Davanti agli esemplari si sono alternati giudici qualificati provenienti da più parti del mondo, Qatar incluso, chiamati a valutare ogni dettaglio e ad assegnare quei riconoscimenti che, pur non essendo premi in denaro, hanno un valore enorme per allevatori e proprietari. Un successo in una competizione di questo livello accresce infatti il prestigio e anche il valore commerciale dell'animale.
È qui che il fascino dello spettacolo incontra il business. Per ogni allevatore il sogno è quello di vedere il proprio cavallo osservato, apprezzato e magari acquistato. E l'attenzione arrivata dal mondo arabo rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'evento.
Grazie anche a una comunicazione social, e la copertura di ogni tipo dimedia, capace di superare i confini nazionali e raggiungere ogni continente, l'organizzazione ha ricevuto telefonate e manifestazioni di interesse da alcuni dei principali allevatori internazionali. In particolare dal mondo arabo, dove la passione per questi animali rappresenta anche un mercato di altissimo livello e dove i migliori esemplari possono raggiungere quotazioni milionarie.

Per Maurizio Crocieri, ideatore dell’evento e numero uno di Liu-Jo, e il suo staff la soddisfazione può quindi essere doppia. Da una parte la risposta internazionale, dall'altra quella del territorio. Le tribune sono state affollate, non sono mancate le file agli ingressi e caccia al pass per l’aarea lounge con vista sul campo di gara. Tavoli ambitissimi, con liste d'attesa, per poter seguire le gare comodamente seduti a bordo campo, magari sorseggiando un cocktail, ammirando i cavalli impegnati nel jumping o nelle spettacolari esibizioni dedicate agli arabi.
Un successo costruito in tempi rapidi, grazie alla struttura realizzata da zero facendo arrivare la sabbia adatta gli zoccoli dei cavalli direttamente dalla Croazia. Grande lavoro dello staff di Crocieri con il supporto di Fieracavalli. E un evento che ha saputo guardare anche oltre la competizione, raccogliendo fondi per sostenere le associazioni impegnate nel benessere animale e nell'assistenza ai cavalli in difficoltà.
In mezzo a tutto questo c'è stata anche la politica. L'amministrazione comunale ha saputo cogliere immediatamente l'occasione offerta dall'iniziativa privata, agevolando la realizzazione della struttura e sostenendo l'evento.
Un contributo che, rispetto all'investimento complessivo affrontato dall'organizzazione, può apparire contenuto, ma che assume un significato importante come segnale di attenzione verso una manifestazione capace di portare sul territorio pubblico, visibilità e prospettive economiche.
La soddisfazione era evidente nei volti del sindaco Ciarpella, del vicesindaco e dell'intera giunta, così come del vicepresidente della Provincia e del presidente della Regione Francesco Acquaroli, presenti per premiare i protagonisti delle diverse competizioni. Un momento particolare, perché in questo caso a ricevere il riconoscimento non era soltanto un atleta, ma un animale che rappresenta il frutto di anni di selezione, allevamento e lavoro.
Alla fine di queste giornate, però, resteranno soprattutto le immagini. La bellezza dei cavalli che saltano e sfilano con il mare alle spalle, in uno scenario unico che ha reso affascinante anche la piattaforma in mezzo al mare.
Resterà anche l'educazione di un pubblico, diogni età, che ha saputo entrare nello spirito della manifestazione, restando in silenzio quando necessario e lasciando spazio agli applausi soltanto al termine delle esibizioni. Un dettaglio apparentemente semplice, ma significativo della capacità dell'evento di coinvolgere e far comprendere anche a chi non conosceva questo mondo le sue regole e la sua atmosfera.
Questa prima edizione è stata, in qualche modo, un biglietto da visita. Una prova che ha dimostrato le potenzialità di Riding by the Sea, che ora alza inevitabilmente l'asticella. Lo sa bene Crocieri: il prossimo anno non si potrà sbagliare nulla. L'obiettivo è crescere ancora, con una sala stampa strutturata, spazi più ampi e soprattutto con l'ambizione di diventare competizione internazionale, dopo il campionato italiano disputato quest’anno. E questo ampliando anche l’offerta con più we di gare spalmati tra giugno e settembre.
L'idea è quella di attirare i migliori allevatori e gli operatori più importanti del settore, quelli pronti a investire sugli esemplari e sui puledri di razza. E insieme alla crescita dell'evento dovrà crescere anche la capacità del territorio di accoglierlo, coinvolgendo strutture ricettive, ristoranti e attività commerciali.
Porto Sant'Elpidio ha saputo cogliere l'occasione. La sfida, ora, è trasformare Riding by the Sea in un evento non soltanto della città, ma dell'intera provincia di Fermo e, per promuoverlo al meglio, di tutte le Marche. Un'occasione anche per rafforzare il marketing territoriale della ‘Costa dei Borghi’ e costruire una rete capace di legare il grande spettacolo del cavallo alle bellezze naturali.
Per riuscirci Croceri ha già individuato la strada: “Se facciamo sistema, tutto è possibile».







