
FERMO - Quattro retinografi per le case della salute del territorio (Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Montegranaro e Petritoli) e uno, dotato di intelligenza artificiale, per l’ambulatorio del Murri: strumenti fondamentali per la diagnosi precoce di patologie legate al diabete.
A descrivere la funzione è la dottoressa Paola Pantanetti: "Si tratta di una nuova tecnologia supportata dall'intelligenza artificiale che ci consente di intercettare precocemente alterazioni retiniche correlate al diabete. Sappiamo infatti che la malattia diabetica, attraverso l'esposizione prolungata a livelli elevati di glicemia, pressione arteriosa e colesterolo, colpisce innanzitutto i vasi sanguigni più piccoli, e quelli della retina sono tra i più delicati”.
Ascolta il presidente della Fondazione Carifermo, Giogio Girotti Pucci, che ha investito 100mila euro in questa donazione: “Crediamo che il nostro contributo all'offerta sanitaria possa valorizzare anche i professionisti che vi operano. Non andiamo a sostituirci alla sanità pubblica ma vogliamo essere un sostegno anche per potenziare la presenza dei servizi sul territorio per una capacità di intervento sempre più estesa e capillare".
Sanita pubblica rappresentata dall’assessore regionale Paolo Calcinaro, dal direttore dell’Ast, Roberto Grinta, e dall’ingegnera Clinica, Elisa Bitti: “Ilm connubio tra privato virtuoso e sistema pubblico è fondamentale. Speriamo che altri imitino la Carifermo. Questo è il miglior esempio di sussidiarietà. Sono particolarmente grato che si sia scelto di investire sul Murri, ma anche sul territorio che è a centro di una riforma epocale che gli ridarà forza in favore del cittadino” aggiunge l’assessore.
L'esame della retina permette di individuare i primi segni della malattia e di comprendere se i valori elevati di glucosio e colesterolo abbiano già prodotto danni. “Questo vale non solo per il diabete conclamato, ma anche per il prediabete, una condizione spesso sottovalutata” aggiunge la Pantanetti, affiancata, per Oculistica, dalla dottoressa Giulia Vivas.
“Per anni si è ritenuto che valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl fossero sostanzialmente normali. Oggi sappiamo, grazie a una vasta letteratura scientifica, che già in questa fascia aumenta il rischio cardiovascolare e retinico. Per questo la retinografia rappresenta un importante strumento di screening”.
Un macchinario che sarà usato per tutti i pazienti che accedono alla diabetologia per una prima visita. “L'intelligenza artificiale rappresenta oggi un elemento fondamentale nella gestione delle malattie metaboliche. Ci consente di classificare lesioni che in passato potevano risultare difficilmente percepibili, quantificando in maniera precisa il danno retinico e contribuendo a una migliore valutazione del rischio cardiovascolare del paziente” ribadisce la primaria di diabetologia.
Un macchinario quindi che garantisce diagnosi più accurate e tempestive. “Sarà utilizzata principalmente per i pazienti diabetici e prediabetici, ma potrà rivelarsi molto utile anche per soggetti obesi e per chi presenta altre condizioni metaboliche associate a ipertensione e dislipidemie”.


La retinografia viene eseguita alla prima visita e successivamente secondo le necessità cliniche. “Il sistema è integrato con la nostra cartella clinica elettronica e con la rete sanitaria regionale, consentendo la condivisione delle immagini con altri specialisti. Quando l'intelligenza artificiale segnala alterazioni significative, il paziente viene indirizzato rapidamente all'oculista per gli approfondimenti necessari”.
Questo approccio permette di evitare accessi inutili ai servizi specialistici e di concentrare le risorse sui pazienti che hanno realmente bisogno di una valutazione di secondo livello, riducendo al tempo stesso le liste d'attesa e accelerando i tempi diagnostici.
Per tutti i pazienti che accedono alla diabetologia esiste già un percorso strutturato che comprende elettrocardiogramma, retinografia e screening del piede diabetico. “Grazie alle recenti innovazioni tecnologiche, tra cui anche la disponibilità di nuove apparecchiature ecografiche, possiamo offrire una valutazione sempre più completa e accurata” chiarisce Pantanetti.
L'obiettivo finale è individuare precocemente le complicanze e intervenire tempestivamente. I danni iniziali alla retina, infatti, possono ancora essere contrastati attraverso un controllo rigoroso della glicemia, della pressione arteriosa e del colesterolo, oltre che grazie alle più moderne terapie diabetologiche. “Intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali significa poter prevenire complicanze più gravi e preservare la qualità di vita dei pazienti”.
Diabetologia, ma appunto anche oculistica, infatti gli altri quattro macchinari aiuteranno il reparto del dottor Sprovieri anche nella riduzione delle liste di attesa. “Non sono dotati di intelligenza artificiale, perché sono usati direttamente dall’oculista. Ci affidiamo quindi all’intelligenza dell’umaano che l’occhio lo osserva, diversamente da quello del Murri che è in dotazione del reparto di diabetologia, sempre sapendo che, stando anche sullo stesso piano, per ogni consulenza collaboriamo” conclude la dottoressa Vivas.
Per Girotti Pucci il grazie anche dalle consigliere regionali Marcozzi e Sebastiani che con Calcinaro hanno partecipato alla presentazione della donazione.
r.vit.
