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Quarant'anni dell'Ordine delle Marche: "Senza un giornalismo libero non c'è democrazia"

8 Luglio 2026

CAMERINO – I quarant'anni dell'Ordine dei giornalisti delle Marche sono diventati l'occasione per una riflessione sul valore dell'informazione in una fase storica segnata dalla diffusione della disinformazione, dall'intelligenza artificiale e dalla necessità di raccontare con rigore le grandi sfide del Paese, a partire dalla ricostruzione post sisma.

L'incontro, ospitato all'Istituto interdisciplinare di Chimica dell'Università di Camerino, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e del mondo dell'informazione, accomunati da un messaggio: il giornalismo resta un pilastro della democrazia, ma deve continuare a fondarsi su responsabilità, verifica delle fonti e rispetto della verità.

I dati illustrati dal presidente Franco Elisei mostrano una profonda trasformazione della comunità giornalistica marchigiana, passata dai soli 506 iscritti del 1986 agli oltre 2.000 odierni.

La nota positiva arriva dall'equilibrio di genere: se quarant'anni fa le donne rappresentavano appena il 5% dei professionisti e l'11% dei pubblicisti, nel 2026 la componente femminile ha raggiunto il 41% tra i

Tra gli interventi più significativi quello dell'ex presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, che ha ricordato come il ruolo del giornalista sia tutelato dalla Costituzione, ma che questa tutela "non equivale all'impunità".

Secondo Flick, le parole utilizzate per raccontare un fatto possono alterare la percezione della realtà, soprattutto quando si confondono cronaca e opinione, inducendo il lettore a credere a fatti mai avvenuti o ricostruiti in maniera distorta.

Il giurista ha ribadito che "il giornalismo libero è il fondamento di una società democratica", sottolineando come pluralismo delle fonti e confronto tra diverse versioni della stessa notizia rappresentino strumenti indispensabili per garantire ai cittadini un'informazione completa e corretta.

Ha poi richiamato l'attenzione sui rischi della spettacolarizzazione delle vicende giudiziarie, citando come esempio le distorsioni mediatiche che possono nascere dalla diffusione di intercettazioni, verbali e atti processuali estrapolati dal loro contesto.

Un forte richiamo alle nuove sfide dell'informazione è arrivato anche dal presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, che ha denunciato il vuoto normativo esistente nel settore dell'informazione online.

Bartoli ha evidenziato come migliaia di siti automatizzati riprendano contenuti dalla rete senza alcun controllo editoriale, generando introiti pubblicitari e contribuendo ad alimentare la disinformazione. A questo si aggiunge il fenomeno delle piattaforme che diffondono notizie false per interessi economici o geopolitici, con il rischio di condizionare il dibattito pubblico.

L'anniversario dell'Ordine si è intrecciato con un altro momento simbolico: i dieci anni dal terremoto che nel 2016 colpì il Centro Italia.

Un tema affrontato dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha ricordato come il sisma abbia lasciato una ferita profonda, non solo negli edifici ma anche nel tessuto sociale delle comunità dell'entroterra.

Per Acquaroli la sfida della ricostruzione non riguarda soltanto il recupero degli immobili, ma soprattutto il ritorno delle persone.

L'allontanamento di molti cittadini dalle aree del cratere, attratti da servizi più efficienti, rischia infatti di diventare definitivo. Da qui la necessità di rendere quei territori nuovamente competitivi e attrattivi, valorizzando anche il lavoro svolto dai sindaci che, oltre all'emergenza, hanno saputo costruire progettualità per il rilancio economico e sociale delle aree interne.

La ricostruzione, ha osservato il governatore, potrà considerarsi davvero conclusa solo quando i giovani potranno scegliere di restare e il cratere tornerà pienamente a vivere.

Sui progressi dei lavori è intervenuto anche il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che ha parlato di un cambio di passo evidenziato dagli oltre 8 miliardi di euro già liquidati e da un sistema normativo oggi più efficace. Restano tuttavia le situazioni più complesse nei territori maggiormente devastati dal sisma, dove l'obiettivo è recuperare il tempo perduto e restituire alle comunità il diritto di rinascere.

La celebrazione del quarantennale dell'Ordine dei giornalisti delle Marche si è così trasformata in un momento di riflessione sul valore della professione, chiamata oggi più che mai a coniugare libertà e responsabilità, qualità dell'informazione e tutela del diritto dei cittadini a conoscere fatti verificati e raccontati con correttezza.

in questo contesto sono stati premiati i giornalisti iscritti dab40 anno, gli ex presidenti, gli ex vice e consiglieri.

Toccante la consegna della tessera dell’OdG ad honorem al professor Claudio Pettinari, già rettore Unicam dal 2017 al 2023 e simbolo della rinascita universitaria dopo il terremoto, oltre che di stretta collaborazione con l'Odg per creare corsi di formazione arricchendo.

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