
FERMO – Grandi manovre in via di definizione. Perché si torna al voto per il rinnovo del consiglio della Provincia di Fermo. Un voto dove uno non vale uno, visto che è ponderato in base alla popolosità del comune di provienza dell'elettore.
Il 13 dicembre tutti i sindaci e consiglieri comunali saranno chiamati a eleggere i nuovi rappresentanti che resteranno in carica per quattro anni, non più due, esattamente come il presidente Michele Ortenzi.
Un’elezione di secondo livello che ha un peso politico, oltre che territoriale. In questo momento sono fuori dal consiglio realtà importanti come Fermo, dopo il rinnovo dell’amministrazione, Sant’Elpidio a Mare, che era commissariata, e molti comuni dell’area interna, da Servigliano ad Amandola.
C’è chi cerca la conferma, dal vicepresidente Giorgio Marcotulli alla consigliera delegata all’Istruzione Pisana Liberati passando per Eleonora Ferracuti, impegnata nell’Igp della calzatura. E c’è chi ha il dubbio essendo un comune che va al voto, come Montegranaro e Porto San Giorgio, oggi rappresentate da Ubaldi e Strappa e Giulia Vagnozzi, se confermarli. Ma che il sindaco della capitale della calzatura sarà della partita nessuno ha dubbi.
Sta di fatto che i voti bisogna andarseli a cercare, da soli posso eleggersi un elemento realtà come Fermo - interessante capire come Scarfini giostrerà le due caselle che può garantirsi - , Porto e Sant’Elpidio, in teoria anche Porto San Giorgio, ma potrebbe anche decidere di giocare su un altro tavolo, aiutando figure ‘politiche’ a entrare in Provincia.
Un ente che sulla carta sembra sempre di poco conto, ma che in realtà ha importanti compiti da svolgere. È vero che il presidente è l’unica figura rappresentativa e retribuita, ma il consigliere ha comunque accesso a carte e uffici dove si decidono le politiche ambientali, l’Ata; la crescita urbanistica dei territori; il futuro dei giovani gestendo la rete scolastica, che significa nuovi corsi, ma anche politiche per l’inclusione come le azioni per i Dsa e gli edifici.
Che le trattative abbiano inizio, sopratutto tra i piccoli comuni della Valdaso e dei Sibillini che se vogliono contare devono fare per forza squadra.. Tenendo conto che il centrodestra governa buona parte del territorio e che, diversamente dall’ultimo rinnovo, a Fermo la minoranza è frammentata, quindi pensare per il centrosinistra di eleggere un consigliere comunale del capoluogo sarà tutt’altro che semplice.
r.vit.
