
di Raffaele Vitali
PORTO SANT’ELPIDIO – La scrivania è un’esplosione di colori, sono i tanti pezzettini di nastro tricolore, quel ricordo che ogni amministratore si riporta a casa dopo una inaugurazione. E a Porto Sant’Elpidio, negli ultimi mesi, ce ne sono state davvero tante.
Assessora Maria Laura Bracalente, il 2026 restituisce un quadro positivo per il commercio di Porto Sant’Elpidio. Quali sono i segnali più significativi?
“I dati confermano una sensazione che registriamo vivendo quotidianamente la città. Porto Sant’Elpidio è vivace e attrattiva, un territorio in cui ci sono ancora la voglia e il coraggio di investire. Un dato in controtendenza rispetto a quanto accade in molti altri Comuni e alla media regionale e nazionale”.
Numeri in controtendenza rispetto al quadro regionale e nazionale. Qual è la situazione?
"Il 2026 si sta caratterizzando per una particolare vivacità della città. I dati confermano una sensazione che registriamo vivendo quotidianamente Porto Sant’Elpidio: vediamo un territorio attrattivo, in cui ci sono ancora la voglia e il coraggio di investire. Al 31 agosto le attività registrate nel database della Camera di commercio delle Marche erano 2.431, circa 40 in più rispetto a gennaio".
Quali sono i settori che stanno crescendo maggiormente?
"Il commercio all’ingrosso e al dettaglio è il settore con il maggior numero di imprese: 574, pari al 23,6% del totale. A inizio anno erano 559, quindi abbiamo registrato un incremento di 15 attività. Anche il comparto dell’alloggio e della ristorazione mostra segnali positivi: le attività sono passate da 183 a 193, con 10 unità in più".
Quante sono state le nuove aperture nel corso del 2026?
"Abbiamo contato più di 20 nuove realtà commerciali, distribuite prevalentemente nel centro. Bar e ristoranti sono tra le aperture più frequenti, ma c’è una vasta gamma di negozi e attività che propongono servizi e prodotti che prima non erano presenti nel territorio comunale".
Quali sono le tipologie di attività più diffuse?
"Tra gli esercizi commerciali troviamo 71 negozi di abbigliamento, 56 attività di ingrosso di calzature e 51 rivendite di generi alimentari e bevande. Per quanto riguarda la ristorazione, i pubblici esercizi sono 166, mentre i bar sono 56. Sono numeri che mostrano la varietà del tessuto economico cittadino".
A investire sono anche attività già affermate in altre città marchigiane?
"È uno degli aspetti più significativi. Abbiamo visto l’apertura a Porto Sant’Elpidio di diversi locali già conosciuti in altri centri delle Marche, che evidentemente hanno ritenuto interessante allargare la propria presenza con un punto vendita anche nella nostra città. È un segnale della sua capacità attrattiva".
Non ci sono soltanto nuove aperture: anche le attività storiche investono per rinnovarsi.
"Assistiamo a restyling, ampliamenti o trasferimenti di attività e servizi già presenti e radicati da tempo. Considero questo un dato molto positivo, al pari delle nuove aperture, perché indica una città in salute. Chi ha investito ha trovato risposte soddisfacenti e oggi ha la forza e la tenacia per ampliare la propria attività, rinnovarsi e offrire alla clientela un servizio ancora più ricco".
Quali prospettive per Porto Sant’Elpidio?
"Il fatto che nuove imprese scelgano di aprire e che quelle già presenti decidano di investire ancora è un segnale incoraggiante. Il commercio contribuisce alla vitalità del centro e dei quartieri e rende la città più attrattiva. La presenza di attività diverse, capaci di rispondere a esigenze differenti, rappresenta una risorsa per tutta la comunità. Il mio, il nostro, obiettivo è continuare a sostenere questa dinamica, valorizzando il commercio come elemento cardine della città".
