
FERMO - È stato prorogato da fine 2025 al 31 marzo 2026 il termine per la stipula di contratti assicurativi per rischi catastrofali da parte di piccole e microimprese. Una proroga che riguarda i settori turismo e somministrazione, mentre non è chiaro cosa accadrà per il commercio, non è specificato nel Milleproroghe approvato a metà dicembre.
Mentre grandi e medie imprese si sono dovute già mettere in regola, per i piccoli c’è del tempo. ma non basta. Almeno alla Cna di Fermo. “Siamo preoccupati per alcune scelte della manovra economica. L’obbligo assicurativo è una misura che, per modalità e tempi di applicazione, rischia di trasformarsi nell’ennesimo fattore di incertezza e di aggravio per micro e piccole imprese, già messe a dura prova da un contesto economico fragile e da margini sempre più compressi” sottolineano il presidente Emiliano Tomassini e il direttore, oggi segretario, Andrea Caranfa.
Il fatto che non riguardi tutti, rende la proroga un ulteriore problema. “In questo modo si introduce una disparità di trattamento all’interno dello stesso tessuto produttivo, colpendo proprio quelle imprese che rappresentano l’ossatura dell’economia. Altro che equità, gradualità e sostenibilità” prosegue Caranfa.
“Le aziende - spiega Tomassini - si trovano a dover affrontare un obbligo rilevante senza le stesse condizioni e tutele riconosciute ad altri comparti. Tra l’altro, persistono ritardi significativi nella definizione dello schema di contratto tipo e nella piena operatività degli strumenti informativi previsti”.
Sia chiaro, non è contraria la Cna, ma restano grandi dubbi: “La tutela dai rischi ambientali e climatici è un obiettivo condivisibile e necessario. Tuttavia, sono necessari strumenti costruiti con il coinvolgimento delle imprese, tempi congrui di applicazione e regole chiare e uguali per tutti., altrimenti si rischia di produrre effetti opposti”.
Le polizze non sono l’unica criticità rilevata dagli artigiani all’interno della manovra del governo Meloni: “Le aziende si trovano a fare i conti con nuovi obblighi, costi aggiuntivi e un clima di instabilità normativa che rende difficile programmare investimenti e sviluppo” concludono presidente e segretario.
