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Politica, volano gli stracci nel PD. L'attacco di Bomprezzi punta su Cesetti. Il consigliere fermano: il popolo è sovrano, io eletto, lei a casa

11 Giugno 2026

FERMO – Il day after delle dimissioni della segretaria regionale del Pd, Chantal Bomprezzi, è carico di tensione. L’ex segretaria ha deciso di togliersi più di un sassolino. Quelli più grandi sono finiti dritti nel Fermano, direzione Fabrizio Cesetti.

“Ho deciso di dimettermi perché, purtroppo, il progetto che portavo avanti come Segretaria regionale è stato distrutto, in una data precisa: il 28 giugno 2025”. Ovvero il giorno in cui l’assemblea del partito approvò le candidature alle regionali, tra cui quella di Fabrizio Cesetti in deroga al divieto di terzo mandato.

“Quel giorno, con una prepotenza, una violenza, e una scorrettezza mai viste, in barba a tutte le regole del partito, a tutto il percorso fatto, a tutti gli accordi presi, con un blitz, si votò una cosa completamente diversa. Purtroppo rimasi sola, o quasi, quel giorno – ribadisce Bomprezzi - a difendere il partito e la giustizia di una comunità di fronte a prepotenza e interessi politici, personali e soprattutto economici, dei singoli”.

Non poteva rimanere in silenzio Fabrizio Cesetti dopo queste parole: “Il 28 Giugno 2025 stavo beato al mare a prendere il sole e dal mare scrissi a Francesco Giacinti (ex sindaco di Monte Urano e tra i leader Dem fermani, ndr) che lo avrei sostenuto alle elezioni e che mai mi sarei candidato nella lista civica di Ricci come mi era stato paventato”.

Quello che ha cambiato le carte in tavola è legato alle scelte di Giacinti, che fece un passo indietro, e soprattutto a Matteo Ricci che chiese in maniera chiara la candidatura di Cesetti, perché forte sul territorio. “E mi pare  riprende Cesetti – che abbiano avuto ragione visto che io ancora una volta sono stato eletto arrivando primo, mentre la giovane Bomprezzi è stata lasciata a casa dagli elettori. Ricordo che il giudizio del popolo è insindacabile ed inappellabile”.

Tornando alla ricostruzione dii quanto accaduto, la segretaria uscente ricorda che “da quel giorno non ho più potuto guidare un processo, ma solo subirlo. Sono andata avanti fino ad ora per quel famoso 'senso di responsabilità'. E poi perché, sinceramente, quando si è creduto tanto in qualcosa ed è stato distrutto con un blitz, mi sembrava ingiusto mollare. Mi sono dimessa perché non voglio essere la causa di tensioni. Voglio che il partito sia libero di discutere, che si abbassino i toni. Soprattutto ora che dobbiamo presentarci come alternativa politica al Paese. Non voglio essere un fastidio, per nessuno”.

Non si ferma qui la Bomprezzi, che si  rivolge direttamente ai militanti e ai dirigenti del partito: “Siete la maggioranza, ribellatevi alle poche mele marce che continuano a fare danni e a renderci uno dei partiti regionali più litigiosi d'Italia. Non vi fate usare, non abbiate paura. Cercate di approfittare di questo momento di transizione per ripartire, finalmente, con il piede giusto”.

Di certo non si sente mela marcia Cesetti, che rimanda al mittente anche il passaggio sulle ‘motivazioni economiche’ delle candidature. “E’ evidente che in questo caso non parli di me la segretaria, che avrà letto le mie dichiarazioni dei redditi prima e dopo l'elezione a Consigliere regionale. Fin dal 2015 quando la Camera dei Deputati all'esito della mia comunicazione dell'elezione a Consigliere regionale mi sospese, giustamente e per norma regolamentare, il vitalizio che percepivo e che era superiore all'indennità di Consigliere regionale” conclude Cesetti, che ha sempre lavorato e tanto come avvocato e che da quando è in politica è tra i più presenti e produttivi politici del territorio.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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