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Piermarini: "Grazie Goia, ci hai fatto vivere il cuore grande del campione Bartali, un esempio da non dimenticare"

27 Settembre 2026

ORTEZZANO – Ci sono incontri che vanno oltre lo spettacolo. Diventano riflessione. È quello che hanno vissuto i cento fortunati che hanno potuto ascoltare Gioia Bartali a Ortezzano, il Comune che all’interno del Festival Storie sceglie sempre protagoniste femminili. Una precisa volontà della sindaca Carla Piermarini.

“Gioia – sottolinea la prima cittadina – questa sera ci ha fatto sentire parte della sua eredità, della storia del nonno Gino, un esempio per ogni persona. Ha reso il privato qualcosa di collettivo. E questo è stato possibile solo grazie al festival che ha messo in rete 13 piccoli comuni, che da soli altrimenti non riuscirebbero mai a vivere momenti come questo”.

Gino Bartali non fu solo il re delel montagne, quella è la parte di vita più nota. “Fu l'uomo che, nel buio della Seconda Guerra mondiale, ha pedalato tra Firenze e Assisi rischiando la vita per salvare centinaia di ebrei, nascondendo i documenti relativi alle nuove identità degli ebrei italiani nel telaio della sua bici. Un coraggio che gli è valso il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni” ha ricordato la sindaca.

Affiancata sul paco dal prefetto Edoardo D’Alascio: “Dietro Gino, "Ginettaccio" come veniva chiamato, Bartali un cuore enorme, un onore e un piacere essere qui, un festival che parla di territorio , di comunità, un dovere esserci, riaffiorano ricordi ed emozioni”.

Gioia Bartali da anni porta avanti la memoria del nonno, “partendo da umiltà, coerenza, coraggio e fede che lo hanno contraddistinto”. L’uomo dietro il campione è il filo conduttore della serata. “Mio nonno era una persona molto riservata e degli eventi vissuti durante la guerra non volle mai parlare con nessuno, nemmeno con mia nonna. Io, nel mio piccolo, ho scelto di portare la mia testimonianza perché credo che abbia ancora molto da insegnare e molto da lasciare”.

Tanti gli episodi che commuovono e fanno anche sorridere il pubblico, silente e attento: “Ogni volta che arrivava c’era una folla scrosciante, le persone gli si avvicinavano come api sul miele. Ricordo anche una volta, in un ristorante a Roma: appena entrammo, tutte le persone si alzarono in piedi e gli dedicarono un lungo applauso. Allora vivevo questi episodi semplicemente da nipote, senza rendermi davvero conto di quello che rappresentava. Oggi, ripensandoci, li leggo in maniera completamente diversa”.

Di una cosa è certa, “era molto riservato, Se mio nonno avesse avuto un canale social, sono convinta che lo avrebbe utilizzato per parlare solo di sport.

Anche quando, a distanza di tantissimi anni, gli chiesero di parlare di Fausto Coppi e della sua vita privata, rispose: «Io sono qui per parlare di sport e non di fatti privati». Forse è proprio questo il senso di quella frase: ci sono persone che fanno tanto per gli altri senza sentire il bisogno di raccontarlo” aggiunge Gioia Bartali.

Unaa nipote che parla del nonno, ma soprattutto una persona che crede nel prossimo: “Sono convinta che ci siano tantissime persone che fanno cose importanti per l’umanità e poi, semplicemente, le dimenticano. I giusti sono così: fanno il bene senza bisogno che qualcuno li veda”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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