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Piazza Mentana, Loira in maggioranza: avanti tutta. Civici silenti. Residenti preoccupati: gazebo e cemento al posto di verde e anima liberty

13 Gennaio 2021

PORTO SAN GIORGIO – Il monumento ai caduti di piazza Mentana, datato 1925, potrebbe diventare anche il simbolo della fine della maggioranza di Nicola Loira.

La riunione tra le varie anime dell’amministrazione si è chiusa con un chiaro messaggio del sindaco: sulla piazza si va avanti, i soldi sono definiti e il progetto anche. Insomma, per i civici rappresentanti da Catalini e Vesprini c’è una sola possibilità: ingoiare il rospo e stare in silenzio. Il primo almeno vedrà garantito l’abbattimento delle barriere, anche se non come voluto, per il secondo, sulla piazza è intervenuta la consigliera Lucci, invece poco da sorridere.

Nessuna esitazione da parte del sindaco e degli assessori più vicini, da Di Virgilio a Gramegna. Quelle che erano decisioni condivise, a poco più di un anno dalla fine del mandato, diventano decisioni del Partito Democratico.

I residenti di piazza guardano con sospetto a quello che sta accadendo. Il rischio di trasformare l’ultimo angolo con qualche retaggio Liberty, villette incluse, in una nuova Bambinopoli è alto. “Se vi ricordate il progetto di piazza Bambinopoli era bellissimo. Poi quello che è uscito lo vediamo ogni giorno: una lastra di cemento senza ombra e senza anima” sottolineano.

Non aiuta di certo il progetto di Loira, che quantomeno andrebbe spiegato meglio alla città, la pubblicazione nelle ultime settimane delle foto storiche sui social. I regali di Scafà ai sangiorgesi servono però anche a far capire cosa si va a perdere.

Piazza Mentana ha una necessità: l’eliminazione dei pini. Ma ha anche una potenzialità: essere il vero polmone verde del centro cittadino. Ma per fare questo serve un verde botanico. “Sono stati consultati architetti del verde?” si chiedono ancora i residenti.

I dubbi di chi ci vive, ma anche di chi ha ancora un po’ di memoria del passato, si avvicinano a quelli dei civici, del mondo Vesprini in particolare. Uno dei timori per molti che ci sarebbero nel progetto, è che si voglia creare una piazza per gazebi e chioschi. Insomma, trasformare il possibile salotto Liberty in una piazza Matteotti bis, con la differenza che non si guarda la stazione ma il monumento storico.

L’unico punto che trova tutti concordi, pini a parte, è il discorso dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Ma anche qui, attenzione. Perché rendere qualcosa accessibile non significa stravolgerne l’essenza, lo ribadisce anche il Mibact nelle linee guida 'sul superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale'. Ma su questo dovrebbe intervenire la Sovrintendenza, che salva obbrobri sparsi per il territorio, dalla Fim all’Excelsior e stupirebbe se non tutelasse lo skyline di piazza Mentana permettendo ‘viali’ cementificati, o in travertino, di cinque metri dove oggi si trovano sassolini ed essenze arboree e un proliferare di gazebo e isole ecologiche.

Stando a chi ieri era in maggioranza, si andrà avanti con il piano delineato, anche da un punto di vista economico. I dubbi restano, ma Loira tira dritto. La speranza, per chi vive la zona, è che almeno si includa nella riqualificazione via Nazario Sauro, vero anello di congiunzione della Porto San Giorgio che fu e non, come chiesto da Catalini, viale della Vittoria.

Di certo, sotto il monumento non si ritroveranno a tagliare il nastro tutti i protagonisti degli ultimi otto anni che, difficilmente, resteranno tali anche nel 2022. Il problema, però, è che il Pd gioca con il fuoco. A Porto San Giorgio si vince con i moderati, regalarsi a una opposizione al momento senza leader sarebbe un pesante autogol, più della scelta di non mettere risorse su piazza Gaslini come chiesto da tutti i civici.

Raffaele Vitali

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