
di Raffaele Vitali
FERMO – Petritoli apre le porte della Casa di Comunità: un investimento milionario della Regione Marche, via Pnrr, per rafforzare la sanità territoriale e garantire servizi più vicini ai cittadini. Al taglio del nastro sono intervenuti il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, i vertici dell’Ast e gli amministratori locali. Tanti sindaci della Valdaso al fianco del padrone di casa, Luca Pezzani, oltre che il presidente della Provincia, i consiglieri regionali e il prefetto D’Alascio con i vertici delle forze dell’ordine.
Una volta varcata la porta d’ingresso, seguendo la coordintrice Verdiana Splendiani, un lungo corridoio accompagna pazienti e visitatori verso i cinque ambulatori destinati ai medici di medicina generale, già operativi nella struttura. Scale e ascensore consentono di raggiungere il primo piano, dove si trovano gli ambulatori specialistici: da Oculistica, che tornerà operativa tutti i lunedì, a Ginecologia, fino al consultorio.
Salendo ancora si arriva all’ultimo piano, che ospita la Rsa e la radiologia, oltre al Centro di salute mentale, dotato di uno spazio dedicato. Una scelta organizzativa che punta a garantire maggiore riservatezza e una gestione più adeguata dei percorsi, nell’interesse degli utenti e delle loro esigenze specifiche.
La struttura riunisce una pluralità di servizi, con l’obiettivo di intercettare i bisogni sanitari prima che si trasformino in emergenze e ridurre così gli accessi impropri al pronto soccorso di Fermo.
“Petritoli è un punto di forza per la presenza dei medici di medicina generale, degli infermieri di comunità e degli ambulatori. Qui possiamo dare risposte alle patologie complesse e croniche, ma anche garantire un accesso diretto a prestazioni come la radiologia, riducendo la domanda di codici bianchi e verdi nei pronto soccorso” spiega Roberto Grinta, direttore generale dell’Ast di Fermo.
Per il sindaco Luca Pezzani, l’apertura rappresenta un cambio di prospettiva: “Non inauguriamo un edificio, ma un’idea nuova di sanità. Questa struttura diventa un riferimento per Petritoli e per tanti Comuni limitrofi, un vero presidio sanitario sul territorio”.
La Casa di Comunità sarà operativa dalle 8 alle 20, mentre nelle ore serali e notturne sarà garantita la continuità assistenziale attraverso la guardia medica. L’obiettivo è offrire risposte più tempestive, "ma servono più dottori", e alleggerire il carico sugli ospedali, riservandoli ai casi più complessi.
“Vogliamo che la Casa di Comunità diventi una risposta concreta per chi ha difficoltà a raggiungere l’ospedale. Con questa struttura la sanità raggiunge il cittadino” aggiunge Pezzani, che richiama anche la necessità di rafforzare la presenza di medici e soprattutto di pediatri. Un messaggio politico che assessore e presidente fanno proprio.
Il sindaco inserisce il nuovo presidio in una strategia più ampia per contrastare lo spopolamento delle aree interne. “Poche settimane fa abbiamo inaugurato l’asilo nido, abbiamo portato la mensa alla scuola primaria e oggi apriamo la Casa di Comunità. Offrire servizi significa rendere i piccoli centri più vivibili e contrastare la perdita di residenti”.
Tra gli interventi attesi c’è anche il ritorno del centro diurno Airone. “Entro una settimana avremo una nuova cucina” annuncia Grinta, che sottolinea inoltre il ripristino della radiologia con un macchinario nuovo, dopo il trasferimento del precedente servizio.










Il collegamento con l’ospedale di Campiglione
Il prossimo passo è integrare maggiormente la struttura territoriale con l’ospedale di Fermo. L’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ringrazia i medici di medicina generale e annuncia il potenziamento dei collegamenti con i reparti ospedalieri.
“Vogliamo creare un collegamento rapido, fast track, con l’ospedale e con la radiologia presente nella Casa di Comunità, introducendo anche la possibilità di teleconsulti con altri reparti. Dovremo definire modalità e percorsi assistenziali: l’obiettivo è completare questo lavoro entro Natale, così da realizzare un sistema integrato”.
Il progetto prevede inoltre il potenziamento dell’offerta specialistica, con l'introduzione di Ginecologia e il ritorno di Oculistica, ogni lunedì. Oggi i macchinari sono già posizionati, coperti con dei teli per non rovinarli. Le modalità organizzative dovranno essere definite, con particolare attenzione al raccordo tra medici di medicina generale e specialisti e alla gestione dei casi urgenti.
Per Calcinaro, rafforzare i servizi territoriali è indispensabile per alleggerire la pressione sugli ospedali e sulle liste d’attesa. “La risposta sanitaria non può essere concentrata soltanto negli ospedali. Dobbiamo costruire un’alternativa capace di rispondere ai bisogni dei cittadini vicino a casa”.
Acquaroli: “I borghi al centro della politica regionale”
Per il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, la Casa di Comunità di Petritoli è un tassello della strategia che punta a rafforzare i servizi nei borghi e nelle aree interne.
“Abbiamo un sistema sanitario regionale che coniuga il rispetto dei conti con l’erogazione delle prestazioni. Le criticità, dalle difficoltà organizzative alle liste d’attesa, non mancano, ma tanti cittadini riconoscono comunque l’eccellenza della sanità marchigiana. Non dobbiamo accontentarci: possiamo e dobbiamo fare di più, mettendo in rete le competenze e le professionalità disponibili”.
Acquaroli rivendica anche la scelta di non aumentare la pressione fiscale regionale e richiama la necessità di coniugare sostenibilità economica e qualità dei servizi. La riforma sanitaria, sottolinea, deve essere costruita attraverso il confronto con amministratori e operatori: “Non si fa da soli, ma con la partecipazione di tutti. L’obiettivo è erogare prestazioni migliori e rispondere in modo più efficace alle esigenze del territorio”.
Resta aperta la questione dei collegamenti viari, in particolare per raggiungere il nuovo ospedale di Campiglione. “Sappiamo che arrivarci non è facile. Per l’ospedale di Fermo, quando siamo arrivati, c’ernao 100 milioni, l’opera arriverà a costare circa 200 milioni. Le risorse impongono scelte, ma la viabilità è una priorità”. La Regione valuterà la possibilità di destinare le prossime risorse europee, previste per il 2027, a una soluzione strutturale per migliorare i collegamenti di questa parte della provincia. “Vogliamo che le Marche siano un territorio in cui si viva bene, con servizi e prospettive” conclude Acquaroli.
