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Pesaro, Maretto a Venezia. Il silenzio alimenta i dubbi in citta: è ora che Dalla Salda chiarisca il progetto

1 Giugno 2026

di Raffaele Vitali

PESARO – Il vero problema di questo periodo a Pesaro non è tanto la partenza di giocatori uno dopo l’altro, quanto la totale mancanza di chiarezza sulla strategia societaria.

Partiamo dalle certezze: Bertini è andato a Trento, Bucarelli a Udine e ora Maretto a Venezia. Per la Victoria Libertas, l’uscita dell’italo-argentino, che a Pesaro deve comunque molto, ha fruttato anche un importante ritorno economico grazie a un buyout da 50mila euro.

Tre elementi del quintetto che vengono promossi in Serie A, dimostrando come si possa vincere anche fuori dal campo, in un sistema che continua a premiare il talento. E tutti e tre ne hanno mostrato davvero tanto.

Consapevoli dell’uscita di scena dal mondo biancorosso dei tre giovani – e ricordando che anche Bucarelli, a 28 anni, non può più essere considerato una promessa – a Pesaro si attende ora di conoscere le prossime mosse della società.

C’è però un punto che non va dimenticato: quando è arrivato, Dalla Salda ha parlato di un progetto triennale, base del contratto che aveva sottoscritto.

Questo dovrebbe bastare a placare molte delle voci che stanno circolando. Perché se il progetto era triennale dieci mesi fa, non si comprende perché oggi dovrebbe essere diventato annuale.

Ma questo dovrebbe essere proprio Dalla Salda a spiegarlo, visto che è venuto meno l’altro interlocutore deputato a farlo, ovvero il presidente Valli.

Cosa aspetta dunque Dalla Salda, che proviene dal mondo della comunicazione, a chiarire il quadro societario?

La bolla nella quale è stato lasciato il basket pesarese sta esplodendo, alimentata da continui spifferi che qualcuno, all’interno della società, sembra trasformare abilmente in vere e proprie folate di vento.

Che una parte del consorzio sia pronta a chiedere la testa dell’amministratore delegato è cosa nota. Ma è anche una componente che rischia di ragionare più di pancia che di testa.

Il progetto triennale è appena iniziato: se non esistono più le condizioni per portarlo avanti, spetta rapidamente a Dalla Salda dirlo. E a quel punto sarebbe lui stesso a farsi da parte, perché verrebbe meno il mandato che aveva accettato.

Se invece le basi restano quelle di dieci mesi fa, presidente a parte, come si può passare dal “siamo stati a un passo dalla Serie A” al “stiamo fallendo”? Una narrazione che non fa bene a nessuno.

Nulla da dire sulle cessioni: è il mercato. Ancora più difficile trattenere in A2 un giocatore richiesto dalla Serie A.

E tutti e tre non approdano al piano superiore per mancanza di alternative o per le possibili conseguenze della vicenda NCAA, ma perché si sono conquistati sul campo la stima di allenatori e dirigenti.

Non resta quindi che attendere. Evitando però di alimentare ulteriori voci, come quelle che vorrebbero Tambone pronto a partire, nonostante un contratto firmato e la scelta di essere tornato a Pesaro anche per motivi familiari, avendo individuato nella città della Palla di Pomodoro il luogo ideale per crescere i suoi gemelli.

Attendere, sì, ma non troppo. Con la speranza che Dalla Salda riscopra il suo passato da comunicatore e chiarisca, una volta per tutte, se quel contratto firmato quasi un anno fa poggia ancora sulle stesse solide basi che avevano fatto sognare i tifosi.

Gli stessi che oggi ne chiedono la testa più per il silenzio che per i risultati ottenuti. Perché, come ha ricordato Bucarelli, i giocatori sono stati coccolati fino all’ultimo giorno, e il campo ha premiato sia le scelte tecniche sia quelle societarie. Quindi, tutto dice Dalla Salda sì, fuorché il mancato sponsor. Ma siamo certi sia sua responsabilità?

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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