
PEDASO - Vincenzo Berdini ha rivendicato le cose fatte ("I numeri parlano"); Giuseppe Galasso ha marcato la discontinuità soprattutto di metodo con la vecchia amministrazione di cui ha fatto parte da vicesindaco prima della rottura ("Servono rispetto, confronto e collegialità"); Paolo Marconi ha invocato la svolta giocando sull'inesperienza sua e della lista ("Impareremo presto").
I tre candidati sindaco di Pedaso hanno chiuso la campagna elettorale con il format che qui ormai è classico. E che dovrebbe essere copiato altrove. In un palazzetto dello sport con le tribune stracolme, le liste e i rispettivi leader sono scesi letteralmente in campo, avendo 40 minuti a disposizione da sfruttare a loro piacimento. Con il cronometro e il suono della sirena implacabile esattamente come in una partita di basket.
E infatti due su tre hanno sbagliato I tempi: Berdini e Galasso sono stati stoppati prima della fine. Marconi, invece, da giornalista televisivo ha spaccato il secondo: chiusura perfetta sulla sirena. Ma anche la strategia comunicativa è stata diversa. Berdini e Galasso hanno prima dato spazio ai candidati consiglieri (Berdini a 8 su 10) per poi riservarsi la chiusura; Marconi ha duettato invece con ognuno dei componenti della sua lista facendo quasi da presentatore, poi si è preso i tre minuti finali.
"I fatti parlano per me - ha detto Berdini, che è stato il primo a scendere in campo-, abbiamo fatto investimenti per 18 milioni di euro e tutto è stato interrotto dal commissariamento che, per esempio, ha rallentato il polo scolastico". Poi ha elencato le opere del futuro con tanto di previsione di spesa, e ha chiuso con i sogni: "La rotatoria all'uscita dell'A14 che cambierà lo skyline del paese, poi una spiaggia e un lungomare migliori".
Pragmatico Galasso: "Non siamo qui per fare un libro dei sogni, vogliamo invece ripartire dalla collegialità, l'ascolto, la condivisione, vogliamo puntare sul senso di comunità, sulla collaborazione con i comuni vicini". Tra i due - Berdini e Galasso - solo qualche accenno alla fragorosa rottura che è stata la causa del commissariamento.
Marconi ha chiuso la serata puntando sul far play, senza però rinunciare a qualche stoccata: "È vero che Berdini e Galasso hanno realizzato opere per il paese e noi li ringraziamo. E non sminuisce i loro meriti il fatto che queste opere siano state realizzate con i fondi del Pnrr di cui tutti i Comuni hanno beneficiato. Ma molte questioni rimangono da affrontare".
Ha poi provato ad allontanare il fantasma che aleggia sulla sua lista, quello di Barbara Toce, l'ex sindaca che della lista è stata una delle ispiratrici: "Tra queste dieci persone - ha detto riferendosi ai suoi candidati- usciranno i nostri consiglieri e i nostri assessori e non ci saranno inserimenti esterni come invece alcune voci malevole hanno voluto insinuare. E soprattutto Pedaso deve uscire dalla logica dello scontro frontale e delle polemiche che hanno caratterizzato gli ultimi mesi".
Applausi per tutti, dalle rispettive claque e non solo. Applausi soprattutto per il metodo di confronto e per la partecipazione popolare che, la speranza, si trasformerà in affluenza alle urne.



