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Pascucci: “Solgas, metodo sbagliato. No al Tar, la nostra opposizione resta in Consiglio”

1 Ottobre 2026

FERMO - “Solgas-Astea, un’operazione che non ci convince nel metodo e che deve essere accompagnata da una vera politica energetica per la città”. Nicola Pascucci, capogruppo de “La città che vogliamo”, ribadisce la contrarietà del gruppo alle modalità con cui è stata portata in Consiglio comunale la delibera sulla fusione per incorporazione di Solgas in Astea Energia. Ma, allo stesso tempo, prende le distanze dalla decisione di Andrea Morroni, componente della stessa lista, di valutare un ricorso al Tar.

Pascucci, partiamo dal Consiglio comunale del 24 settembre. Perché siete contrari al modo in cui è stata gestita la vicenda?

“Il punto è soprattutto il metodo. Tutta l’opposizione aveva chiesto di poter rinviare di qualche giorno l’approvazione della delibera, per avere la possibilità di approfondire i documenti e contribuire alla discussione. Non c’era una scadenza improcrastinabile. La richiesta è stata respinta dalla maggioranza, nonostante anche l’amministratore delegato di Solgas, Emanuele Corradi, che gode della nostra fiducia e della nostra stima, avesse illustrato un’operazione complessa e importante per la città. A quel punto abbiamo scelto di non partecipare al voto come forma di protesta e siamo usciti dall’aula alle 2.40 di notte. Un orario che ritengo improponibile sia per i consiglieri sia per i cittadini. Infatti il Consiglio è stato poi sospeso”.

Lei ha parlato di “metodo Girfalco”. Cosa intende?

“È un modo di amministrare che abbiamo già visto: sulle decisioni fondamentali per la città, sia dal punto di vista simbolico sia economico, la maggioranza tende a non coinvolgere le minoranze e, di conseguenza, la città. Si confonde il fatto di poter comandare in un’azienda privata con il dovere di amministrare la cosa pubblica. Noi contestiamo proprio questo approccio”.

Quindi siete contrari alla fusione Solgas-Astea?

“Non ci convince l’operazione così come è stata costruita e soprattutto non condividiamo l’idea che i proventi derivanti da Solgas possano essere semplicemente utilizzati per dare respiro al bilancio attraverso la spesa corrente. Il problema non è soltanto quanto incasserà il Comune, ma cosa vuole fare la città con quelle risorse e quale politica energetica vuole costruire per il futuro”.

Avete una proposta concreta?

“Abbiamo proposto che nei patti parasociali, che dovranno essere definiti entro 60 giorni, venga inserito il principio che almeno il 30% degli introiti annuali derivanti dalla partecipazione in Astea venga destinato a una politica energetica della città. È il documento che regolerà in maniera importante i rapporti tra Comune e Astea e quindi riteniamo che questa possa essere la sede giusta per introdurre una scelta strategica”.

In concreto cosa potrebbe significare?“Facciamo un esempio. Se Astea producesse utili tali da garantire al Comune, attraverso il suo 5%, circa 400 mila euro, una quota di almeno 150 mila euro potrebbe essere destinata ogni anno a progetti di efficientamento e autoproduzione energetica. Astea potrebbe compartecipare e realizzare direttamente gli interventi. Parliamo di impianti che consentano al Comune di ridurre i costi energetici di edifici e mezzi comunali”.

Un investimento sul futuro, quindi?

“Esattamente. Se aumentano i costi del carburante e dell’energia, aumentano anche i costi dei servizi e, nel caso di Asite, possono avere ricadute anche sulla Tari. Perché non utilizzare una parte delle risorse di Solgas per costruire un’alternativa? Asite ha investito nel futuro della gestione dei rifiuti con il progetto del biodigestore, sul quale siamo favorevoli e che stiamo monitorando. Ci chiediamo perché non si possa fare qualcosa di analogo sul fronte energetico”.

C’è poi una questione politica interna alla vostra lista. Andrea Morroni sta valutando un ricorso al Tar contro l’operazione. Lei condivide questa scelta?

“No. E voglio essere molto chiaro su questo punto. Morroni ha assunto questa decisione in maniera personale, nel pieno diritto di un consigliere comunale, ma non è una posizione mia né del gruppo consiliare de La città che vogliamo. Noi preferiamo fare opposizione nell’aula consiliare, confrontandoci sulle scelte politiche e amministrative della maggioranza. Non è nelle nostre corde spostare il confronto in altre sedi, come un tribunale, né pensiamo che il dibattito debba essere condotto a colpi di video, post o comunicati stampa”.

Quindi nessuna contrapposizione personale con Morroni?

“Abbiamo stima reciproca e il collega è libero di intraprendere le iniziative che ritiene opportune. Ma è giusto chiarire che quella non è la posizione del gruppo. Noi abbiamo scelto un’altra strada: un’opposizione politica, consiliare e, quando possibile, costruttiva”.

Un altro punto sul quale avete voluto fare chiarezza riguarda l’uscita da Astea.

“C’è stata confusione. L’opzione di uscita dal contratto di Astea fra cinque anni ha un controvalore di 5,3 milioni di euro e questo valore rimane invariato. Il valore che si dimezza riguarda invece l’ipotesi in cui sia il Comune a decidere di uscire. Sono due situazioni diverse e credo sia importante precisarlo”.

Che cosa vi aspettate ora dalla maggioranza?

“Ci aspettiamo che nei prossimi 60 giorni, quando saranno definiti i patti parasociali, venga recepita la nostra proposta sulla destinazione di una parte degli introiti a una politica energetica. Non possiamo limitarci a dire che i soldi di Solgas serviranno a dare ossigeno alle casse comunali. Se non c’è una strategia, si rischia di utilizzare una risorsa straordinaria per esigenze ordinarie senza costruire nulla per il futuro”.

Il vostro sarà quindi un atteggiamento di opposizione, ma non pregiudiziale?

“La nostra opposizione vuole essere costruttiva, se ci sarà data la possibilità di esserlo. Lo abbiamo dimostrato nei fatti. Siamo pronti a discutere, a proporre e anche a correggere ciò che riteniamo migliorabile. Se invece la maggioranza continuerà con quello che abbiamo definito ‘metodo Girfalco’, cioè tirare dritto senza coinvolgere le minoranze, continueremo a fare il nostro lavoro e a tutelare quello che riteniamo essere l’interesse della città”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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