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Otto liste e una strategia chiara per Acquaroli: "Parlare dei problemi e delle opportunità delle Marche"

25 Luglio 2020

PORTO SANT’ELPIDIO - Al suo fianco molti volti fermani, operativi, come Giorgio Marcotulli, in lizza per un posto da consigliere, come Vitturini, Putzu, Di Ruscio e Agostini, o con ruolo, il coordinatore provinciale Balestrieri: Francesco Acquaroli da oggi ha una maxi sede di 300metri quadri nella zona Baraccola di Ancona.

“Si apre un percorso che porterà alla vittoria del centrodestra nella Regione Marche. È una grandissima responsabilità – ha sottolineato il candidato del centrodestra - porre il nostro essere persone, donne e uomini, nelle istituzioni; nelle nostre mani è il destino e il futuro della regione, di imprese, anziani, malati, di chi ripone nelle istituzioni fiducia per avere risposte serie e concrete. Saremo all'altezza del ruolo che i cittadini ci affidano”.

Il suo obiettivo è cambiare dopo 25 anni il colore di governo della regione: “Sentir parlare Mangialardi di remuntada, significa che non ha nulla da raccontare. Bisognerà vedere il 20-21 settembre chi avrà vinto o perso le elezioni - ha aggiunto - nel frattempo vorremmo continuare a parlare non di cene da cui ho già preso le distanze, ma dei problemi dei marchigiani, dell'opportunità di una nuova Regione per affrontare i problemi di sanità, infrastrutture, ricostruzione e lavoro”.

Acquaroli è carico, scatta foto con tutti, sorride, parla determinato: “Un dato si trascura: fra 10 anni le Marche avranno 100mila abitanti in meno: i marchigiani stanno scappando. Invece di parlare di remuntade o cene sarebbe opportuno affrontare i veri problemi”.

Al suo fianco, per il taglio del nastro, sono intervenuti rappresentanti di tutte le forze politiche della coalizione di centrodestra: tra gli altri Sandro Zaffiri, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Daniele Silvetti, coordinatore provinciale di Forza Italia ad Ancona, il senatore Antonio Saccone, commissario regionale Udc Marche, Luciano Pagliariccio, segretario regionale del Partito Repubblicano, e altri esponenti di movimenti civici marchigiani.

“Siamo portatori di un progetto che garantisce una prospettiva: di idee, coraggio, capacità di rispondere ai marchigiani, alla loro volontà di cambiamento. I partiti sono uno strumento e non il fine. C'è bisogno dell'apporto di tutti per restituire forze al sistema che ci deve portare a tornare protagonisti. Ci sono tante realtà straordinarie nelle Marche. È sorprendente come da uno scantinato si arriva a conquistare mercati mondiali: torniamo ad essere questo. Il 20-21 settembre si può scegliere di darsi l'opportunità, la speranza di ricostruire insieme le Marche” ha concluso il deputato difeso con forza dalla Meloni al tavolo nazionale del centrodestra.

r.vit.

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