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Ore 18, Fermo non si arrende. Chi si organizza per i pranzi, chi per l'asporto: "Pizza e gelato, pronti per le consegne" (video)

26 Ottobre 2020

FERMO – Un po’ è il lunedì sera, un po’ il primo giorno post Dpcm, di certo le luci di bar, pizzerie e ristoranti a Fermo sono per lo più spente. Sono passate da poco le 18, piazza del Popolo più che vuota è silente. Ci sono le persone che passeggiano, che parlano, che escono dalla biblioteca.

E i locali? C’è chi si è preso una pausa di riflessione, come la Locanda San Rocco, che sta pianificando il ritorno di forchette e coltelli in orario pranzo. C’è chi come Peppe Rossi, l’elegante osteria Bar a Vino all’angolo, che il lunedì è normalmente chiusa, ma che ha già idee per affrontare il futuro: “Punterò sul porticato, la gente per sentirsi sicura vuole stare fuori il più possibile. funghi riscaldanti e piante che tagliano il vento mi aiuteranno. Magari aprirò un po’ prima per provare a valutare una fascia di cliente differente”. E così sta pensando di fare la domenica Art Asylum, il luogo ideale per brunch mtropolitani.

Sono aperte le pizzerie al taglio, a parte quelle che hanno il giorno di chiusura, e se non fosse per ‘My pizza’ il primo giorno post Dpcm in piazza sarebbe segnato solo da luci spente. Ma c’è un problema: “Niente più clienti mordi e fuggi, quelli che entrano, ti chiedono un pezzo di pizza e se lo mangiano andando via” spiega Luca Testoni, titolare della Pizzicosa in piazzale Azzolino. E proprio il Belvedere è quello che sta cercando di riorganizzarsi. Per evitare di dire sempre ‘non posso darti una birra’ o ‘non posso fare un caffè’ Testoni ha scelto di mettere una catena bianca e rossa all’ingresso: “Così chi vuole la pizza me al chiede, gliela impacchetto e gliela consegno. Come faccio con gli ordini, che per fortuna già ci sono”.

Come sugli ordini dopo le 18 punta la gelateria Antonini, da dicembre gestita da Giorgia Vittori. “Mi sembra di essere tornata ad aprile. Noi stiamo aperti di giorno, con orario continuato. Poi dalle 18 alle 20 facciamo asporto, che le persone possono ordinare. E dalle 20 invece consegne a domicilio: senza sovrapprezzo”. Non ha alternative, il cliente va raggiunto e lei ci prova, senza perdere il sorriso.

Anche se il problema c’è: “Sono già un paio di settimane che il giro è calato. Sarà la paura, saranno i continui messaggi negativi che arrivano dalle televisioni. Per fortuna a pranzo si lavora” ribadisce Luca Testoni.

Proseguendo, lungo il corso serrande abbassate al Belli, che punta sul giorno come il Capolinea, aperta la pizzeria Romana. Come prova a resistere Fru Fru a Piazzetta con la speranza che il quartiere risponda con l’asporto, non solo durante il fine settimana. Altrimenti, inutile stare aperti tutti i giorni.

Chi ha scelto per ora di chiudere per cena è Emilio, punto di riferimento per i pranzi che però stava facendo ottimi numeri anche la sera: “Per ora non ha senso restare aperti per l’asporto, a meno che non abbiamo richieste particolari, come in questo primo lunedì dove garantiamo la cena ad alcuni operai di una ditta e – commenta il titolare - a qualche cliente che ha ordinato appena saputo delle nuove chiusure”.

Raffaele Vitali

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