
PORTO SAN GIORGIO – Una partenza di stagione segnata dalle difficoltà organizzative e dalla carenza di assistenti bagnanti.
A lanciare l'allarme sono le associazioni di categoria del comparto balneare, SIB Confcommercio e CNA Commercio e Turismo, insieme alla società incaricata del servizio di salvataggio lungo la costa fermana.
Le associazioni spiegano di aver messo in campo ogni possibile soluzione per affrontare le criticità che caratterizzano l'avvio della stagione balneare 2026.
In particolare, le giornate del 3, 4 e 5 giugno rappresentano un banco di prova particolarmente complesso: pur rientrando a pieno titolo nel periodo ufficiale della stagione balneare, fissato dal 30 maggio al 7 settembre, coincidono ancora con la conclusione dell'anno scolastico, circostanza che limita fortemente la disponibilità di molti assistenti bagnanti.
Sul tema si sono confrontate tutte le amministrazioni interessate e le associazioni di categoria, evidenziando una problematica ormai strutturale: la mancanza di personale qualificato sufficiente a coprire il fabbisogno richiesto lungo il litorale.
Nel corso degli incontri, la Capitaneria di Porto ha mostrato disponibilità nell'ascoltare le criticità segnalate dagli operatori e nel trasmettere le proposte agli organi competenti. Al momento, tuttavia, non sono ancora arrivate risposte definitive.
Le associazioni riconoscono alcuni passi avanti rispetto alla prima versione dell'Ordinanza balneare 2026, ma resta un nodo centrale.
Se nella scorsa stagione era previsto un assistente bagnanti ogni 300 metri di spiaggia, quest'anno il parametro è stato dimezzato, portando l'obbligo a un assistente ogni 150 metri.
Una misura pensata per rafforzare la sicurezza dei bagnanti, ma che si scontra con la difficoltà concreta di reperire personale sufficiente.
Secondo gli operatori, il rischio è quello di una riduzione del presidio lungo la costa e, nei casi più critici, della chiusura di alcuni tratti di spiaggia, con la conseguente impossibilità di garantire sia l'assistenza in mare sia il servizio di primo soccorso a terra.
Per scongiurare questo scenario, la società che gestisce il servizio di salvataggio ha elaborato una soluzione straordinaria: una turnazione delle postazioni di salvataggio che consentirà agli stabilimenti di restare aperti per mezza giornata, al mattino oppure nel pomeriggio, permettendo così di distribuire il personale disponibile lungo il litorale.
«Si tratta di una misura estrema ma necessaria», spiegano i rappresentanti del settore, «per evitare una situazione ancora più grave, ovvero l'impossibilità totale di garantire il servizio di salvataggio e la conseguente chiusura delle spiagge».
"Ci scusiamo - la chiosa dei concessionari - con residenti e turisti per gli eventuali disagi che potranno verificarsi nei primi giorni della stagione. Noi facciamo il massimo per assicurare sicurezza, accoglienza e continuità dei servizi lungo la costa fermana".
