
PESARO – Vince Pesaro, resta prima ma non convince appieno. Squadra ancora da capire bene la Cmt Orange Tools targata Giorgio Valli. Alterna momenti di bel basket, con ottime circolazioni, ad abuliche forzature frutto di spaziatura sbagliate.
Di certo, per Regimantas Miniotas il basket cambia se in campo c’è o meno De Nicolao. Il numero nove biancorosso è l’unico, al momento, che sa leggere i movimenti del pivot e servirlo dopo i suoi puntuali blocchi. In assenza di De Nicolao, che ovviamente ha bisogno di rifiatare, la VL cambia completamente modo di giocare. Come cambia con o senza De Vico, che sta sempre più trovando intesa con il lituano e, avendo chiaramente libertà di movimento dal suo coach, mette in mostra tutto il repertorio: gancetto spalle a canestro o tripla sullo scarico (decisiva quella del 77-70 a 90 secondi dalla fine).
Con Trucchetti e Accorsi, il pallone viaggia sulla riga da tre punti. Come troppo spesso è rimasto fermo di fronte ai cambi di difesa di Lino Lardo, il coach che sulla propria metà campo ha costruito una lunga carriera. Le due nobili decadute, con Pesaro che ha ambizioni di promozione e Caserta di strutturarsi per costruire il futuro, fanno divertire il pubblico.
Il primo quarto è una specie di tiro al piccione, con un susseguirsi di triple che fanno sempre spettacolo. Un po’ meno ridono Valli e Lardo. C’è un solo uomo immarcabile in campo, ed è Miniotas. Caserta non ha lunghi adatti a marcarlo, ci prova ma anche quando scegli i muscoli di Seck, Lardo deve inchinarsi all’eleganza del lituano.
Mack per 20 minuti passeggia, nonostante questo, Pesaro trova altri protagonisti, andando oltre la mano stranamente fredda di Stefanini. Un po’ di energia la porta Giovanni Pini, che conosce bene la pallacanestro ma non ha ancora le gambe e infatti commette falli banali da postura più che da volontà. Vedi il quinto, con un tuffo senza logica al 267esimo che costringe Valli a cambiare le rotazioni.
Un Valli che si gode la verve di De Vico, ma che, nel terzo quarto, dimentica in panchina Trucchetti, per una volta concentrato anche in difesa nei nove minuti avuti a disposizione nella prima metà di partita. Il quintetto con Sissoko da centro soffre, ma è necessario per far ripostare Miniotas dopo il quinto fallo. È qui che Caserta, approfittando di due incredibili appoggi sbagliati da Sissoko, si riavvicina, passando da -12 a -4, senza che dalla panchina arrivi una scossa (60-56).
Per provare a rianimare i suoi, doppio cambio: scongelato Trucchetti e spazio a Miniotas, che alla Jokic prende rimbalzo in difesa e lancia Mack, rimasto passeggiare sotto il canestro avversario. Due punti che gli costano cari, perché cade male a terra ed esce accompagnato sotto braccio dai compagni.
È cambiata di nuovo la partita che la Cmt Orange Tools aveva in pieno controllo. Caserta fa il compitino, compensa l’uscita di scena offensiva di Johnson, implacabile nei primi quarti, con la grinta di Hadzic, un lungo che si muove come un piccolo.
Difficile capire quale sia il ritmo ideale per i biancorossi: quello compassato di De Nicolao o quello garibaldino di Trucchetti? Un conto è il ‘cambio di passo’ momentaneo, un altro è saltare ogni schema. E infatti Valli predica calma. Ma crede in Trucchetti e Accorsi e i due restano in campo anche nel momento chiave del quarto periodo.
Essendo il basket un gioco di episodi, i tifosi hanno fotografato la tripla di Miniotas, tra l’altro la seconda del match, che come un secchio d’acqua gelata cancella l’entusiasmo di coach Lardo dopo il tap in segnato da Brambilla di fronte all’impalpabile, e nervoso, Mack. Non è facile dare continuità alle giocate offensive, perché Lardo continua a variare difese, la 3-2 no si vede spesso in A2, molti giocatori dovranno studiare meglio nel pre gara. E come spesso capita, se attacchi male, poi difendi peggio.
Altra fotografia, a 3’19’’ dalla fine: Mack perde palla, inizia una diatriba con l’arbitro, Valli capisce il momento, lo cambia, il giocatore insiste nelle proteste e si mette a fissare l’arbitro. Il coach, pur essendo 30 centimetri, gli mette due mani davanti agli occhi per evitare che la situazione degeneri, sul + 6 un tecnico potrebbe fare grossi danni, come accaduto per Cremona sette giorni fa. Anche questo è leggere una partita. Come lo è togliere trucchetti, che forza da tre punti, dopo avergli dato meritata fiducia. Finale meno semplice di quel che sembri, finisce 83-77 con un grande grazie a De Vico e ai rimbalzi, 20 totali, di uno stanchissimo Miniotas.
r.vit.
