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Mezzaluna alla corte di sua Maestà: 'Inghilterra e Romania crescono. Il segreto? Filiera chiusa, benessere animale, qualità e nuova generazione'

21 Maggio 2026

MILANO/FERMO - “Questa fiera per noi è cresciuta negli anni, diventando un perno dell’attività di sviluppo dell’azienda”. Sorride Paola Mezzaluna, titolare insieme con il fratello Marco del Salumificio Nerino Mezzaluna di Fermo, all’interno dello stand a TuttoFood, la grande fiera internazionale dell’agroalimentare di Milano. Un appuntamento che per l’azienda marchigiana sta già portando risultati concreti, tra nuovi contatti internazionali, ordini e prospettive di crescita.

Il nome è quello del padre Nerino, fondatore dell’azienda e creatore del marchio. Oggi, però, dentro l’impresa c’è già la terza generazione, rappresentata da Luca e Riccardo, pronti a raccogliere il testimone con idee nuove e visione internazionale.

“Già dalla prima mattina abbiamo avuto tantissima gente allo stand, soprattutto stranieri. Abbiamo avuto un importante contatto con un importatore inglese, molto vicino alla casa reale, che ci ha cercati personalmente. Ora dovremo seguirlo e lo abbiamo invitato a visitare l’azienda” racconta Paola Mezzaluna.

Ma il Regno Unito è solo uno dei mercati incontrati in fiera. “Abbiamo avuto buyer da Germania, Romania, Slovenia, Malta, Spagna, Georgia e anche dagli Stati Uniti. Dalla Romania sono arrivati clienti già acquisiti che hanno fatto ordini direttamente in fiera. Con Malta, invece, abbiamo avviato un dialogo con una società che gestisce diversi ristoranti”.

Il valore aggiunto, però, non è solo commerciale. “La cosa importante è avere un ritorno umano, reale. Molti vengono a conoscerci in azienda per capire chi siamo davvero. Vogliono vedere una famiglia che lavora e che vuole lavorare bene”.

Un approccio che il salumificio porta avanti da anni, soprattutto con il mercato svizzero. “Prima di acquistare i nostri prodotti, sono venuti a vedere la realtà produttiva. In Italia siamo molto bravi a fare, ma a volte anche a vendere fumo. Loro invece vogliono andare oltre le parole”.

TuttoFood, in questo senso, rappresenta una vetrina fondamentale. “È una fiera immensa, cinque volte il Micam. Ma soprattutto porta contatti veri, oltre agli ordini”. Non mancano però le difficoltà sul mercato. “Anche in UK oggi è più complicato spedire merce. Per fortuna abbiamo trovato un importatore che ci ha aiutato a predisporre tutta la documentazione necessaria per l’ingresso dei prodotti di nicchia. Per i produttori industriali è più semplice. Costi e burocrazia restano un limite importante. Quello che chiediamo alla nostra sanità è uno snellimento delle procedure, non certo dei rigorosi controlli, per permetterci di entrare nei mercati”.

Eppure, nonostante le complessità, il Salumificio Nerino Mezzaluna continua a investire. Anche nella partecipazione fieristica. “TuttoFood comporta un impegno economico importante. Noi però facciamo economia come sanno fare gli artigiani. Realizziamo le foto internamente, portiamo le forze da casa. Siamo arrivati con il camion e abbiamo utilizzato espositori in legno che avevamo già in azienda, creati da un artigiano fermano. È la storia dell’artigiano che espone il proprio prodotto”.

Uno sguardo rivolto al futuro, dove il ruolo della nuova generazione sarà decisivo. “I giovani portano trasformazione, innovazione, sprint. Noi siamo rimasti un po’ indietro, anche sul piano tecnologico e della comunicazione”.

A confermarlo è Luca Mezzaluna: “La nostra ambizione è mettere a frutto la passione che ci hanno trasmesso Paola e Marco. Io e mio cugino Riccardo vogliamo far conoscere tutto questo al mondo. Dobbiamo far capire che il salume è una vera opera d’arte. Pensiamo a nuove strategie di marketing, all’aggiornamento dei processi e all’apertura di nuovi canali di comunicazione”.

Oggi il salumificio è presente in tutta Italia, soprattutto nel Nord, e all’estero in Svizzera, Austria, Germania e Romania. “L’export ormai vale tra il 30 e il 40% del fatturato e sta crescendo davvero tanto. Quando abbiamo acquisito il primo cliente rumeno avevamo paura di essere troppo piccoli. Invece ci siamo. E la Romania è un mercato in forte crescita”.

I progetti non mancano. “Vogliamo ampliare le sale di stagionatura, che per noi sono una priorità. Stiamo valutando anche nuovi macchinari per aumentare la capacità produttiva e migliorare l’efficienza. È una fase complessa, i costi crescono, ma abbiamo necessità di fare questi lavori”. Il tutto con uno sguardo alla sostenibilità. “Abbiamo investito nei pannelli solari e stiamo andando verso la transizione ecologica e tecnologica. Anche questo è un aspetto molto apprezzato all’estero”.

Come lo è il benessere animale, tema centrale per l’azienda. “Mio marito Renato ha disegnato una piccola vignetta dedicata proprio a questo tema e molti clienti ne sono rimasti colpiti. Noi lavoriamo sulla qualità della filiera, insieme alle famiglie di allevatori che collaborano con noi. Abbiamo una filiera chiusa: non commercializziamo maiali provenienti da fuori, ma animali che nascono e crescono nella nostra regione”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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