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Mercatino del giovedì, 156 espositori e tanto altro: tre libri in mostra in esclusiva, percorsi d'arte e storia con l'Archivio di Stato. "Cultura diffusa"

30 Giugno 2026

FERMO – Sindaci e commissari prefettizi ne sono passati, Daniela Del Bigio e Bibi Iacopini ci sono sempre stati: il 44esimo mercatino dell’antiquariato di Fermo è realtà.

Considerando i nove in programma, a partire dal 2 luglio, saranno 407 i giovedì consecutivi in compagnia della Mostra Mercato dell’antiquariato e artigianato di Fermo, meglio nota come il ‘Mercatino del giovedì. Protagonisti 156 espositori

Il padre del neo sindaco, Mario Scarfini, è stato uno degli organizzatori del comitato organizzatore, insieme con l’ingegner Girotti. “Era il 1991 e una foto, alla trattoria Pennesi di Pedaso, lo certifica. “Oggi avere Alberto come sindaco al nostro fianco mi commuove e mi fa piacere” introduce Del Bigio.

Scarfini con orgoglio porta avanti l’iniziativa, anche nel segno del padre: “Deve continuare questo Mercatino, porta valori che la città tramanda da decenni. Qui c’è la voglia di vivere e far vivere il nostro bello. Un mercatino che ha saputo resistere e consolidarsi per guardare al futuro. L’amministrazione c’è perché Fermo merita queste serate che sanno avvicinare turisti oltre che appassionati”.

Confermata la formula, non ci sono grandi novità se non quelle spontanee. “Non cambiamo, perché funzioniamo. Lo striscione all’ingresso della città torna sempre e così i manifesti e le lettere di adesione cartacee. Ci teniamo a questa tradizione, gli espositori si sentono dei privilegiati quando ricevono la missiva e non una semplice mail” prosegue la presidente del comitato.

La carta è un po’ un filo conduttore del giovedì sera, che si parli della biblioteca, dell’archivio di stato o della Carifermo. “Fermo, dopo Castelfidardo, è stato il secondo a nascere come mercatino dell’antiquariato. Poi, siccome la formula cresce, in tanti hanno copiato, cambiando magari le loro formule. Gli espositori per noi sono amici, non sono dei semplici partner. Alcuni ci seguono da più di tre decenni. Ed è Bibi a seguirli uno a uno, cogliendone le particolarità, anche caratteriali” prosegue la presidente del comitato permanente del Mercatino affiancata da alcuni membri del direttivo come Piergiorgio Giusti, Antonnio Zappalà e Giocondo Rongoni.

La Carifermo è partner da sempre. E poi la biblioteca che ogni anno organizza una esposizione frutto del suo grande fondo e tiene aperte le sale fino a notte fonda. Partner da qualche anno è l’archivio di Stato. Fondamentale la partnership con il comune di Fermo. “Siamo partiti nel 1983 con l’assessore allo Sviluppo economico, poi dalla seconda edizione siamo passati sotto la Cultura” riprende Bibi Iacopini.

“Il mercatino del giovedì è una esperienza culturale diffusa. Possiamo parlare con i numeri, ma in realtà c’è tanto di più. questo è un evento in cui sentiamo quanto il tempo sia ancora capace di rallentare, di fermarsi. Ogni bancarella custodisce già una vita precedente, per cui ogni oggetto dà valore al tempo alle cose. E questo fa anche la cultura. Con i musei e la biblioteca custodiamo ma lo facciamo per restituire valore” sintetizza l’assessora Micol Lanzidei.

Una esperienza che mette in dialogo la città. “La piazza si presenta nella sua autentica eleganza e costruiamo una Fermo che resta e che tutti ricordano, anche per la sua capacità di entrare nel cuore delle persone”. E la città si mostra anche con l’esposizione di Domenico Pupilli.

La direttrice con ‘Biblioteca con vista’ ha reso uno spazio culturale aperto e quindi relazionale. “Potersi affacciare dalla loggetta è un unicum del giovedì. Un flusso ininterrotto di persone che attraversano le sale in maniera informale, rompendo anche il silenzio. Se il mercatino gli espositori li invita con le lettere, la biblioteca la carta la valorizza e lo facciamo quest’anno con la mostra ‘Libri preziosi’ con la possibilità di ammirare alcune delle legature dei  libri più belle, del 500”.

Per la prima volta, solo il giovedì, saranno esposte ‘Il libro delle Ore’, ‘L’erbario’ e un trattato storico non con miniature, ma con delle raffigurazioni a penna che rappresentano gli imperatori romani. "Sono un unicum. A questo abbiamo abbinato, per favorire anche la vicinanza e i fermani, apriremo delle pagine diverse ogni giovedì, così ad aumentare l’interesse anche di chi può tornare per più giovedì”. Confermati anche i laboratori della biblioteca ragazzi.

Carta è quella che regna anche dentro l’archivio di Stato. Francesca Mercatini è la direttrice: “Ci è piaciuto l’anno scorso essere parte attiva. E allora proponiamo qualcosa di nuovo seguendo il tema dei ‘luoghi di carta’. Un anno fa l storia delel botteghe storiche, quest’anno ci riferiremo all’arte, agli sguardi sull’arte”. Due appuntamenti, 16 e 30 luglio, dalle 18 alle 20 con la sala studio dell’Archivio di stato aperta al ‘multimediale’ partendo dal fondo storico comunale, arricchendole con la memoria degli utenti. Vogliamo un Archivio sempre più vivo. Abbiamo creato un memory e un gioco dell’oca sui temi specifici”.

E carta la porta anche la Carifermo, ma è di quella con un valore tangibile. “Se siamo qui dalla prima edizione, c’è un perché. Tra le tante ragioni, c’è la capacità del mercatino di valorizzare e portare energia al centro cittadino. Ci crediamo nei borghi e in chi è in grado di portare persone e favorire, così, anche l’economia. Portiamo anche noi una novità: il 30 luglio, giovedì, inaugureremo la mostra di arte contemporanea pensata con la Karussel”.

Il direttore prende in mano un vecchio volume, scritto una ventina d’anni fa e legge un passaggio: ‘Come se la sua città tenesse il suo mercato in un cassetto e il calore lo rendesse reale, con il cotto che si connette con carte e bottiglie che è il finale della giornata’.  “Parole che – ribadisce Iacopini – ricordano il senso dell’appuntamento. Volevamo dare alla città un’occasione e lo facciamo da 44 edizioni”

Nel 2025, i nove appuntamenti hanno portato 1850 ingressi nei musei, più di duecento a giovedì. C’è un ricambio naturale. Da non perdere un commerciante autoctono che lavora il legno. Ci sono 58 espositori del Fermano, altri dalle Marche e da una decina di regioni. L’area espositiva è di 1800 metri quadri. L’Asite conferma l’operatore ecologico che ripulisce i cestini pieni e interviene se necessario.

Non mancano i laboratori artigianali, questa volta nella sede dell’artigiano Wiliam Timi, dalla tessitura alla doratura, dal ricamo alla fotografia: “Tutte cose attinenti che si ritrovano nella mostra mercato”. E poi musica live con Stazione 41 con gruppi emergenti. La Steat ripropone anche la navetta, a pagamento (2 euro), dai campeggi di Marina Palmense al mercatino, dalle 17 alle 24.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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