
PORTO SAN GIORGIO – Il presidente della Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission, il sangiorgese Andrea Agostini, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico di direttore facente funzioni ad interim, mantenendo invece la guida della Fondazione. Una scelta che, spiega lo stesso Agostini, nasce dal mutato quadro delle condizioni previste per l'incarico e non da contestazioni sul doppio ruolo ricoperto negli ultimi mesi.
“In questi anni da presidente sto lavorando con il massimo impegno senza compenso, ma da direttore, con il cambio delle condizioni, non è possibile assumere responsabilità gestionali senza retribuzione” afferma l'avvocato originario di Porto San Giorgio. Dopo le dimissioni, le funzioni di direttore sono state assunte collegialmente dagli altri componenti del Consiglio di amministrazione.
Agostini tiene a precisare anche un altro aspetto della vicenda, quello relativo all'interessamento dell'Autorità nazionale anticorruzione. “Non c'è stato alcun rilievo da parte dell'Anac sul doppio ruolo, né sono stati avviati procedimenti nei miei confronti o della Fondazione. L'Autorità si è limitata a chiedere informazioni per verificare eventuali incompatibilità, che sono state escluse dal responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza”.
Il presidente ricostruisce poi le tappe che lo hanno portato ad assumere, nel settembre 2025, anche la direzione della Fondazione. “Sia il Consiglio di amministrazione sia la Regione Marche e il Comune di Ancona, attraverso il Comitato di Controllo Analogo, mi avevano chiesto di ricoprire anche questo ruolo, pur essendo noto che lo Statuto prevede la gratuità dell'incarico di presidente e dei consiglieri, mentre quello di direttore è retribuito. Avevo accettato per senso di responsabilità”.
Con l'insediamento del nuovo CdA, avvenuto l'11 maggio, la situazione sarebbe però cambiata. “Mi è stato chiesto di continuare a svolgere le stesse funzioni di direttore, ma senza retribuzione. Una richiesta legittima, alla quale però ho ritenuto di non poter aderire”.
Da qui anche una riflessione più ampia sul valore del lavoro nel settore culturale. “È legittimo chiedersi chi sarebbe disposto a svolgere gratuitamente un incarico che richiede competenze, tempo e responsabilità. O si pensa forse che, trattandosi di cultura, non sia un vero lavoro?”.
Agostini ricorda infine che il suo incarico da direttore avrebbe dovuto essere soltanto temporaneo, ma si è protratto da fine settembre 2025 fino ai giorni scorsi perché il nuovo Consiglio di amministrazione, competente a bandire la selezione del direttore, si è insediato soltanto a fine aprile ed è ancora in attesa del parere della Regione per avviare la procedura.
Il presidente non nasconde infine la convinzione che dietro le polemiche vi siano anche valutazioni di carattere politico. “C'è chi, fin dall'inizio, avrebbe preferito una figura diversa dalla mia alla presidenza della Fondazione. Sul lavoro svolto non spetta a me esprimere giudizi; resta il fatto che sono stato nominato dal presidente della Regione nel 2022 e riconfermato nel 2026” conclude Agostini.
