
FIRENZE / MONTEGRANARO – Si sono chiusi i grandi cancelli della Fortezza da Basso, si sono aperte le passerelle di Milano e si accendono le luci degli showroom. Per i calzaturieri, non c’è pausa. Come racconta Caterina Leombruni, titolare di Lemargo.
Leombruni, cosa si porta a casa dal Pitti Uomo?
“L'affluenza è cresciuta progressivamente nel corso della manifestazione. Abbiamo registrato ottime reazioni da parte dei clienti, che hanno mostrato interesse verso le novità e una forte attenzione alla ricerca di nuovi stimoli. Il Pitti è un po’ il debutto delle collezioni”.
Come riuscite a conquistare i clienti in un mercato sempre più competitivo?
“Puntando sul prodotto. Preferiamo che siano le scarpe a parlare per noi. Naturalmente ci sono tanti dettagli che contribuiscono ad arricchire il progetto Lemargo, un marchio che dopo dieci anni di presenza sul mercato ha costruito una propria identità. L'obiettivo resta quello di alimentare la curiosità e mantenere vivo l'interesse della clientela”.
Che tipo di operatori avete incontrato durante la manifestazione?
“Abbiamo ricevuto visite sia dall'Italia sia dall'estero, in particolare dall'Europa centrale. Austria, Francia e Germania si sono confermati mercati molto vicini alla nostra filosofia di prodotto, così come il Belgio”.
Sono emerse nuove opportunità?
“Contatti interessanti, alcuni dei quali hanno già iniziato a trasformarsi in opportunità concrete. Spesso si dice che al Pitti non si chiudano ordini, ma è proprio in questi contesti che nascono relazioni e collaborazioni destinate a crescere nel tempo”.
E dopo il Pitti?
“Appuntamenti negli showroom e avvio determinato della rete commerciale. I nostri agenti operano sia in Italia sia all'estero e hanno continuato a presentare la collezione direttamente ai clienti”.
Il Pitti rappresenta ancora un momento strategico per il lancio delle collezioni?
“È il primo contatto con il mercato, l'occasione per presentare una selezione della collezione e suscitare interesse. Serve a creare aspettativa e a spingere il cliente ad approfondire successivamente l'intera proposta”.
Il mocassino continua a essere uno dei protagonisti della moda maschile. Come si rinnova un classico?
“Esistono molte interpretazioni dello stesso modello. C'è il mocassino morbido, quello più formale e numerose varianti intermedie. La sfida consiste nell'offrire una proposta trasversale, evitando di identificarsi con una sola tipologia di prodotto”.
Che ruolo hanno le sneakers nella vostra collezione?
“Nella stagione estiva hanno rappresentato una categoria molto importante. Nel nostro segmento, durante l'inverno, il loro peso resta più contenuto, mentre in estate risultati significativi sia nelle vendite ai negozi sia nelle vendite al consumatore finale. Questo dimostra che il prodotto viene apprezzato e genera fidelizzazione”.
Quali riscontri sono arrivati dai negozi?
“Diversi clienti che avevano inserito per la prima volta le nostre sneakers estive hanno registrato buoni risultati una volta ricevuta la merce. Sono segnali che confermano il gradimento del mercato e la validità della proposta”.
Qual è il posizionamento di questo prodotto?
“Si colloca nella fascia medio-alta del mercato e viene distribuito principalmente attraverso boutique specializzate”.
Perché avete scelto questo canale distributivo?
“Il nostro è un prodotto che necessita di essere raccontato. Puntiamo molto più sul valore della scarpa che sulla notorietà del marchio. Per questo riteniamo fondamentale il ruolo dei rivenditori qualificati, capaci di spiegare al cliente finale le caratteristiche del prodotto, le lavorazioni e la filosofia che lo distingue”.
r.vit.
