
FERMO - Presidente Marco Luciani, gli 80 anni di ANCE (associazione nazionale costruttori edili) rappresentano un traguardo importante. Che significato hanno per il Fermano che lei rappresenta?
“Non celebriamo soltanto un anniversario, ma una storia fatta di donne e uomini che hanno creduto nel lavoro, nell'impresa e nella responsabilità. ANCE nasce addirittura prima della Costituzione italiana e questo racconta quanto fosse già chiara, nel dopoguerra, la necessità di unirsi per contribuire alla ricostruzione del Paese. Da allora i costruttori sono stati protagonisti dello sviluppo: dalle scuole agli ospedali, dalle infrastrutture alla tutela del patrimonio storico, fino agli interventi dopo terremoti e calamità naturali”.
Qual è il ruolo di ANCE Fermo all'interno di questa storia?
“Pur essendo una realtà più giovane, nata con l'istituzione della Provincia di Fermo, affonda le proprie radici nella stessa tradizione. Le nostre imprese hanno spesso alle spalle due o tre generazioni di imprenditori e decenni di attività. Questo significa esperienza, competenza e affidabilità. Entrare in ANCE significa condividere valori precisi: qualità, legalità, professionalità, formazione, rispetto delle regole e centralità della sicurezza”.
La sicurezza resta uno dei temi principali del settore?
“Ogni edificio che realizziamo ospiterà delle famiglie, ogni scuola accoglierà bambini, ogni ospedale curerà persone. La sicurezza non è soltanto un obbligo normativo, ma un valore culturale delle nostre imprese. Per questo collaboriamo con tutti gli organi di controllo, che svolgono un ruolo fondamentale nel garantire legalità e tutela dei lavoratori”.
Chiedete però anche una semplificazione delle procedure.
“Oggi le imprese devono confrontarsi con badge geolocalizzati, Durc di congruità, certificazioni antimafia, piani di sicurezza e numerosi adempimenti. Tutto questo è importante, ma servono anche procedure più semplici, regole stabili e tempi certi. Se la burocrazia diventa eccessiva rischia di aumentare i costi senza produrre reali benefici in termini di sicurezza”.
Quali sono oggi le principali difficoltà per chi investe nell'edilizia?
“Il tempo. Un imprenditore che vuole realizzare un intervento immobiliare ha bisogno di autorizzazioni rapide. Oggi, mediamente, servono circa due anni per ottenere un permesso di costruire e anche tre anni se è necessaria una variante urbanistica. Ritardi che producono maggiori costi finanziari destinati inevitabilmente a ricadere sul prezzo finale degli immobili”.
Anche il costo delle costruzioni è aumentato sensibilmente, come mai?
“Le nuove norme antisismiche, gli standard energetici sempre più elevati e il caro materiali hanno fatto crescere i costi a livelli difficilmente sostenibili per una famiglia con un reddito normale. Il Piano Casa potrà dare un contributo, ma senza intervenire sui tempi autorizzativi, sulla filiera dei materiali e sulla qualità della progettazione sarà difficile ottenere risultati concreti”.
Ha citato anche il tema dei materiali da costruzione.
“Nelle Marche paghiamo inerti e calcestruzzo circa il 20% in più rispetto alle regioni vicine. Il piano cave e i vincoli esistenti limitano l'estrazione vicino agli impianti di betonaggio, aumentando i costi e anche il traffico pesante sulle strade. È un tema sul quale bisogna aprire un confronto serio”.
Cosa può fare il settore per migliorare?
“Noi siamo pronti a fare la nostra parte, promuovendo progettazioni sempre più innovative e nuove tecniche costruttive che riducano errori e varianti. Allo stesso tempo chiediamo a Comuni, Provincia e Regione di fare la propria parte, perché solo lavorando insieme possiamo rendere il mercato più efficiente”.
Quanto pesa il comparto delle costruzioni nell'economia fermana?
“Moltissimo. Le trenta imprese associate ad ANCE Fermo, molte alla terza generazione, sviluppano direttamente circa 100 milioni di euro di fatturato e alimentano un sistema economico che supera i 250 milioni di euro, coinvolgendo professionisti, artigiani, commercianti e numerosi altri settori. L'edilizia è un motore di sviluppo e quando cresce fa crescere tutto il territorio”.
Lei è presidente da pochi mesi. Quale sarà la linea del suo mandato?
“Voglio essere il presidente di tutti gli associati. Ringrazio i vicepresidenti, il direttore, il Consiglio direttivo e tutto il personale dell'associazione. Il mio obiettivo è ascoltare le imprese, rafforzare il dialogo con le istituzioni e rendere ANCE Fermo sempre più autorevole. Vorrei che ogni imprenditore fosse orgoglioso di appartenere all'associazione e che ogni giovane vedesse nelle nostre imprese un'opportunità per costruire il proprio futuro. Perché il nostro compito non è soltanto rappresentare le aziende, ma contribuire concretamente allo sviluppo del territorio. Sia chiaro, non chiediamo privilegi, solo programmazione e visione”.
Messaggio finale?
“Quando cresce l’edilizia, cresce il territorio. Quando si ferma l’edilizia, rallenta l’economia del territorio. Negli ultimi anni il settore ha goduto di azioni importanti, che ci hanno agevolato: Pnrr, Superbonus, post sisma. Ora, considerando i tempi, ci attendono nuove sfide e il futuro sembra più incerto”.
@raffaelevitali





