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Lotta e solidarietà, dal Covid al lebbroso, due libri per riflettere. Zefiro porta Pagliacci e Ciucani dentro le case

27 Novembre 2020

FERMO - L’emergenza e lo stigma. La paura di non farcela e la vergogna
di non una colpa che colpa non è. Li separano secoli, eppure sono
vicinissimi i due libri dati alle stampe in questi giorni dalla casa
editrice Zefiro. Uno l’ha scritto Antonio Ciucani, il primario facente
funzione del Pronto soccorso del “Murri”, l’altro lo scrittore ormai
fermanissimo Carlo Pagliacci. Il primo, “Medici al fronte”, racconta
la drammatica esperienza di medici, infermieri e operatori
sociosanitari durante il primo lockdown, al pronto soccorso di Fermo,
con numeri e statistiche, ma anche testimonianze, per capire fino in
fondo cos’è accaduto tra marzo e maggio di quest’anno. Il secondo,
Collestrada, storia di un paese tra ospitalità ed esclusione
ricostruisce il passato di questo piccolo e caratteristico borgo a
metà strada tra Perugia e Assisi, che per secoli ospitò un lazzaretto.
Entrambi rappresentano un monito a non abbassare la guardia e a
coltivare il senso della solidarietà. «L’emergenza Covid-19 non è
finita. Anzi, la seconda ondata potrebbe preludere a una terza, a una
quarta, fino a che non avremo trovato gli strumenti per combatterla
adeguatamente», spiega Ciucani che ha voluto lasciare una
testimonianza di quei mesi difficilissimi. «Speravamo, dopo l’estate,
di poterci lasciare alle spalle quella terribile esperienza. Invece,
eccoci ancora qui a fare i conti con questo virus», prosegue l’autore
del libro, i cui diritti saranno devoluti alla Protezione Civile di
Fermo. Storie di sopravvivenza e coraggio, di chi, da un giorno
all’altro, s’è trovato a svolgere ruoli “altri”
, necessari in una
situazione d’emergenza, in cui umanità quotidiana emerge con forza. «È
fondamentale conoscere quel che è accaduto – dice ancora Ciucani – per
capire e non commettere gli stessi errori. Rispetto a qualche mese fa,
abbiamo una capacità diversa di reazione e contenimento della
malattia. Ma non si può fare affidamento soltanto sulla buona volontà
degli operatori sanitari. Occorre un senso di responsabilità diffusa
nella cittadinanza».
«Collestrada – spiega Pagliacci – è una ristampa aggiornata di un
lavoro scritto 25 anni fa.
Il tema dell’esclusione del lebbroso ci
riporta all’oggi, a questa epidemia che fa della separazione tra le
persone, oltre che della malattia in sé, un ulteriore danno con
conseguenze che si trascineranno per il futuro sotto diversi punti di
vista, da quello sociale ed economico a quello più intimo e
personale». Se è vero che dal passato si impara a non commettere più
gli stessi errori, “Collestrada” insegna «la spinta verso la speranza
della guarigione
, una speranza che ha sempre accompagnato i malati e
che dobbiamo coltivare soprattutto oggi, con la consapevolezza che,
come allora, si debbono rispettare regole e comportamenti per limitare
la diffusione del contagio».

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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