
Una facoltà dedicata all’Economia della Pesca, realizzata in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, con il primo corso di laurea che avrà sede a San Benedetto del Tronto. Una novità che, nelle parole del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, rappresenta «una novità assoluta in termini mondiali».
L’annuncio è arrivato ad Ancona, a margine della visita del ministro al mercato ittico del porto, dove Lollobrigida ha illustrato la necessità di rilanciare un comparto che considera strategico per l’economia e per la tradizione italiana. Il nuovo percorso universitario nasce con l’obiettivo di creare professionalità capaci di accompagnare le marinerie non soltanto nella produzione, ma soprattutto nella valorizzazione economica del pescato.
«Il primo corso di laurea ha sede a San Benedetto del Tronto – ha spiegato Lollobrigida – e permetterà ai giovani che lo frequentano di collegarsi alle nostre marinerie per aiutare i pescatori a dare valore a quello che riescono a realizzare». Una formazione che punta quindi anche sul marketing e sulla capacità di comunicare la qualità del prodotto italiano. «I primi laureati con questa specializzazione aiuteranno a dire che il pesce raccolto dai nostri pescatori è il migliore», ha aggiunto il ministro.
La nuova facoltà si inserisce in una strategia più ampia di rilancio della pesca italiana. Lollobrigida ha annunciato infatti che il governo intende tornare a incentivare, già dalla prossima legge finanziaria, l’acquisto e l’ammodernamento delle imbarcazioni e delle marinerie.
L’obiettivo è arrivare a un modello più articolato, basato sulla multifunzionalità, «come avviene in agricoltura», investendo sulla pesca tradizionale ma anche sul pescaturismo e sui collegamenti capaci di valorizzare l’intera filiera.
Il ministro ha difeso il lavoro dei pescatori italiani, sottolineando come siano «i più attenti, i più sostenibili», rispettosi delle norme sul lavoro, della sicurezza alimentare e dell’ambiente. Un sistema che, proprio per i costi legati al rispetto di questi standard, deve poter ottenere un «prezzo giusto» per il proprio prodotto.
Da qui anche la critica alle politiche europee degli ultimi anni. Lollobrigida ha sottolineato come il sistema della pesca comunitario abbia prodotto un forte ridimensionamento del settore: gli occupati in Europa sono passati in trent’anni da 280mila a 125mila. «Un disastro», lo ha definito il ministro, ricordando la battaglia italiana contro ulteriori riduzioni delle giornate di pesca. Battaglia che sta conducendo con piglio l'europarlamentare Ciccioli che ha annunciato l'arrivo da Bruxelles della Commissione pesca ad Ancona.
Dopo il risultato ottenuto nell’area WestMed, ora l’obiettivo è evitare nuovi tagli anche nell’Adriatico. «Lo scorso anno ci siamo battuti per evitare che ci fossero ulteriori tagli alle giornate di pesca – ha ricordato Lollobrigida –. Ci siamo riusciti nel WestMed, quest’anno stiamo chiedendo la stessa cosa per l’area dell’Adriatico, perché non è tollerabile vedere svuotare i nostri porti».
